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	<title>Expo2015 Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>All&#8217;Expo, il padiglione Zero delle meraviglie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2015 07:56:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Padiglione Zero è la porta dell’esposizione universale. Il motto a caratteri cubitali dichiara parte dei contenuti ma non prepara abbastanza allo stupore delle installazioni teatrali all’interno. La parete altissima riproduce una biblioteca in legno con cassetti e scaffali e rappresentare la banca della memoria. Sul retro, la proiezione più grande di tutta Expo racconta &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/07/allexpo-il-padiglione-zero-delle-meraviglie/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">All&#8217;Expo, il padiglione Zero delle meraviglie</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p>Il Padiglione Zero è la porta dell’esposizione universale. Il motto a caratteri cubitali dichiara parte dei contenuti ma non prepara abbastanza allo stupore delle installazioni teatrali all’interno. <span id="more-4191"></span></p>
<p>La parete altissima riproduce una biblioteca in legno con cassetti e scaffali e rappresentare la banca della memoria. Sul retro, la proiezione più grande di tutta Expo racconta scene bucoliche invitando il pubblico a godersele dai piedi di un gigantesco albero. Seguono due spazi dedicati al mondo vegetale, con una composizione di semi molto variegata, e al mondo animale, con sagome bianche che esprimono il senso della convivenza tra le varie specie.</p>
<p>Il cortile tra le colline</p>
<p>Nella corte interna pare di trovarsi in una vallata. Le cupole-colline dominate dalla chioma del grande albero circondano il tavolo che rappresenta la primordiale Pangea. I libri della vita sulla superficie presentano aspetti della storia naturale.</p>
<p>La seconda parte del percorso è centrata sulle attività dell’uomo. Le ruote del mulino si muovono nella sala al cui centro c’è il passaggio in un otre. Transitando all’interno, il pubblico diventa per un attimo un tutt’uno con i contenuti alimentari. Il tema della conservazione del cibo è ripreso attorno dai reperti archeologici di varie parti del pianeta.</p>
<p>La responsabilizzazione</p>
<p>Il corridoio successivo è sul plastico, che racconta la manipolazione del paesaggio da parte dell’uomo, dalle miniere tedesche del ‘700 alla Chicago del boom industriale, passando gli scorci della campagna sezionata dalle grandi colture e dall’esempio dell’installazione industriale di Crespi d’Adda. La parete che segue, nasconde, con i valori di borsa in perenne negoziazione e la pubblicità che accelera i consumi, il dilemma della produzione contemporanea: produciamo più della nostra capacità di consumare e dobbiamo confrontarci con una montagna di rifiuti che ci costa in risorse. Così, dalle feritoie subiamo gli effetti dell’inquinamento. Con un contrasto netto, chiudono il percorso immagini di paesaggio che stimolano la responsabilità della conservazione.</p>
<p>Tutto sommato, il difetto del Padiglione Zero di non attrarre subito chi entra in Expo2015 è un favore a tutti gli altri spazi, perché vista questa meraviglia, il pur interessante panorama sul resto del sito, è quasi superfluo.</p>
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		<title>Sentirsi un&#8217;ape nel padiglione UK a Expo2015</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/07/sentirsi-unape-nel-padiglione-uk-a-expo2015/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 05:41:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il padiglione UK di Expo2015 è tra i più centrati sul tema della sostenibilità. Facendoci sentire come api, ci guida nell&#8217;esperienza sensoriale di volare a filo del prato per raggiungere l&#8217;interno dell&#8217;alveare. La sera, poi, diventa magico per il gioco di luci. Situato sul ramo principale del Decumano, il padiglione del Regno Unito è uno &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/07/sentirsi-unape-nel-padiglione-uk-a-expo2015/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Sentirsi un&#8217;ape nel padiglione UK a Expo2015</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p>Il padiglione UK di Expo2015 è tra i più centrati sul tema della sostenibilità. Facendoci sentire come api, ci guida nell&#8217;esperienza sensoriale di volare a filo del prato per raggiungere l&#8217;interno dell&#8217;alveare. La sera, poi, diventa magico per il gioco di luci.</p>
<p><span id="more-4184"></span></p>
<p>Situato sul ramo principale del Decumano, il padiglione del Regno Unito è uno dei più originali dell’esposizione universale. Ispirato all’attività delle api, stimola i visitatori a comportarsi come gli insetti. Così pareti di legno bucherellate, invitano a sbirciare rivelando immagini e scritte che spiegano la ricerca scientifica del paese anglosassone in campo ambientale. Muovendosi in un labirinto, l’ospite di statura media vola con lo sguardo ad altezza prato. Una scelta non banale, che permette di riscoprire, a pochi passi dalla città, l’habitat naturale in cui crescono e si riproducono le api.</p>
<p>Il grande alveare</p>
<p>Al centro della struttura si innalza invece una sfera, tutta in segmenti di acciaio, che domina l’intera area simulando un grande alveare. Godibile su vari livelli, è accessibile dal primo piano e ripropone al suo interno il classico ronzio di una vera colonia d’api che tanto rimanda con la mente alle pagine del Dorian Gray di Oscar Wilde. Se di giorno cattura l’attenzione, la sera incanta, con una cupola di vetro ricoperta da luci LED che, illuminandosi, dà l’impressione di trovarsi all’interno di una sfera magica.</p>
<p>Le api rivelatrici</p>
<p>Un ristorante che serve tipici piatti british fronteggia l’alveare, con i visitatori che possono godersi l’omaggio del Regno Unito alle api come portatrici di vita in tutta tranquillità. Il frastuono di Milano e di Londra, a Expo, è davvero lontano. Il monito è quello di Einstein: estinte le api, ci rimarrebbe poco da vivere.</p>
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		<title>Il cibo avanzato a chi non ne ha, l&#8217;invito del Presidente Mattarella</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/06/mattarella_4172/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 05:58:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 5 giugno &#8211; Giornata dell&#8217;Ambiente &#8211; visto da Expo2015 è stato un po&#8217; diverso. C&#8217;era Sergio Mattarella tra i padiglioni. Il Presidente, nel suo discorso, ha pronunciato una invocazione potente come &#8220;il cibo invenduto a chi non ne ha&#8221; e altri concetti che prima di oggi erano stati espressi da persone che, nella migliore &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/06/mattarella_4172/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il cibo avanzato a chi non ne ha, l&#8217;invito del Presidente Mattarella</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 5 giugno &#8211; Giornata dell&#8217;Ambiente &#8211; visto da Expo2015 è stato un po&#8217; diverso. C&#8217;era Sergio Mattarella tra i padiglioni. Il Presidente, nel suo discorso, ha pronunciato una invocazione potente come &#8220;il cibo invenduto a chi non ne ha&#8221; e altri concetti che prima di oggi erano stati espressi da persone che, nella migliore delle ipotesi, erano considerate visionarie.</p>
<blockquote><p>Nutrire il pianeta è la sfida epocale. Ridurre gli sprechi è un grande impegno pubblico, a cui possono partecipare da protagonisti la società civile organizzata, il volontariato, il no profit, la cooperazione, l&#8217;impresa in ogni modo. La cultura dello scarto e del consumo illimitato non si concilia più in alcun modo con un futuro possibile, ne con lo sviluppo economico. Bisogna saper rinnovare e cambiare rotta. Su questo crocevia si è progettata la Expo di Milano. L&#8217;economia del futuro sarà più circolare, occorre aumentare l&#8217;efficacia del processo produttivo, facendo di più con meno, incentivando il riuso, riducendo l&#8217;impatto, gli scarti, l&#8217;emissione di gas serra. Aumentando le quote di energia rinnovabile. Oggi ci sono circa 700 milioni di persone che non hanno accesso all&#8217;acqua potabile, è un dato intollerabile. Se non saremo capaci di cambiare le produzioni agricole scegliendo quelle a minor consumo d&#8217;acqua, se non saremo capaci di cambiare le tecniche e le abitudini di consumo, se non saremo capaci di cambiare i meccanismi di accumulo, tra 10 anni, oltre la metà della popolazione mondiale rischierà di subire un grande stress idrico. La lotta alla povertà è oggi, ancor più che nel passato, sicurezza del genere umano e della terra. È un nome nuovo della pace. All&#8217;Expo di Milano si sta costruendo una pagina di storia per l&#8217;Umanità.</p></blockquote>
<p>Solo belle parole? Forse! A me basta &#8211; per ora &#8211; che se ne inizi a parlare di fronte a tutti e ai massimi livelli. Poi ognuno faccia la sua parte, piccola o grande che sia. Anche tirando bordate. E qui di bordate ce ne sono da tirare perché il rispetto della biodiversità non si inventa. Permettetemi un&#8217;altra citazione. Questa volta Beppe Severgnini.</p>
<blockquote><p>È la più bella passeggiata architettonica che c&#8217;è sul pianeta oggi, un&#8217;atmosfera da festa mobile.</p></blockquote>
<p>Ma va detto che in Expo ci sono solo padiglioni che centrano in pieno l&#8217;obiettivo del &#8220;Feed the Planet&#8221; (Slow Food per la necessità di privilegiare il piccolo e sano, la Svizzera per capire il razionare per chi verrà dopo, l&#8217;Austria per comprendere il valore insostituibile dei polmoni verdi). Molti si avvicinano, alcuni sono agli antipodi (alla conferenza di presentazione del Kuwait lo sceicco è arrivato con il suo seguito su dieci &#8211; 10! &#8211; limousine, giuro, le ho filmate). Dunque grazie signor Presidente di essere venuto a rinfrescarci la memoria. Spero che noi della platea, tutti, coglieremo e applicheremo. Buon Ambiente anche a Lei.</p>
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		<title>Palazzo Italia. Le radici di Expo</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/palazzo-italia-le-radici-di-expo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2015 11:13:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Palazzo Italia è il cuore di Expo2015. Anche se sorge in posizione defilata rispetto alle vie di accesso, grazie al prospiciente albero della vita è il punto da cui tutti, prima o poi, transitano. La sua architettura è decisamente anticonvenzionale, con l’esterno simile a una superficie avvolta da rami, o meglio sarebbero radici, e l’interno &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/palazzo-italia-le-radici-di-expo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Palazzo Italia. Le radici di Expo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p>Palazzo Italia è il cuore di Expo2015. Anche se sorge in posizione defilata rispetto alle vie di accesso, grazie al prospiciente albero della vita è il punto da cui tutti, prima o poi, transitano.<br />
<span id="more-4156"></span></p>
<p>La sua architettura è decisamente anticonvenzionale, con l’esterno simile a una superficie avvolta da rami, o meglio sarebbero radici, e l’interno che non concede punti di riferimento stabili all’osservatore. Come le facciate, il cortile è un intersecarsi di linee che smorzano l’effetto imponente dei quattro piani.</p>
<p>Un italiano per regione</p>
<p>Pur nella polemica del costo &#8211; 98 milioni di euro &#8211; e dell’essere stato inaugurato incompleto per le finiture e la segnaletica, bisogna riconoscere che offre spunti originali nel contesto dell’esposizione universale. Molto limitati i riferimenti al cibo, punta tutto sulla valorizzazione del territorio. A monte della rampa di ingresso una rassegna di piccole statue impersona gli italiani in miniatura. Uno per regione, si alternano nel racconto di come si relazionino all’ambiente dove vivono e alla loro professione legata al territorio. Il percorso procede con una brutale ma efficace successione di notizie in cui voci di telegiornali raccontano il dissesto del territorio. Data la gravità delle notizie, il visitatore è obbligato a riflettere sulle necessità di preservare la bellezza dello stivale. Bellezza nella quale ci si trova immersi da lì a poco nelle sale successive, dove il gioco di specchi permette al pubblico letteralmente di galleggiare in una multiproiezione capace di incantare con un viaggio nell’universo italiano.</p>
<p>Le macerie e il vuoto dell’Italia</p>
<p>La provocazione tra il bello e la responsabilità di mantenerlo continua con un passaggio tra macerie mentre un video mostra il crollo della volta della Basilica di San Francesco in Assisi del settembre 97.</p>
<p>È altrettanto disturbante, poco dopo, anche un plastico del Mediterraneo nel quale si avverte l’assenza dell’Italia.</p>
<p>All’ultimo piano, una grande penisola a forma di stivale ospita un giardino che, in corrispondenza di ogni regione, mostra le coltivazioni tradizionali. L’affaccio sulla fontana dell’albero della vita dal terzo piano è uno dei panorami imperdibili di Expo2015.</p>
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		<title>Svizzera. Basterà per tutti?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/svizzera-bastera-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 17:40:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il padiglione svizzero si distingue per le 4 torri che sorgono sul ramo corto del decumano. Riconosco che esternamente non è una delle costruzioni più appariscenti per forme e colori. E, forse, la spianata in asfalto all’ingresso dell’area si poteva limitare. Però è il padiglione che in tutta l’Expo meglio centra il concetto della sostenibilità &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/svizzera-bastera-per-tutti/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Svizzera. Basterà per tutti?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" id="srg-player-releatedContent-main-4631239" src="//tp.srgssr.ch/p/rsi/embed?urn=urn:rsi:video:4631239&amp;autoplay=false&amp;hideendscreen=1" width="560px" height="315"></iframe></p>
<p>Il padiglione svizzero si distingue per le 4 torri che sorgono sul ramo corto del decumano. Riconosco che esternamente non è una delle costruzioni più appariscenti per forme e colori. <span id="more-4153"></span></p>
<p>E, forse, la spianata in asfalto all’ingresso dell’area si poteva limitare. Però è il padiglione che in tutta l’Expo meglio centra il concetto della sostenibilità alimentare. Il viale d’ingresso risale in direzione della terrazza dominata dalla domanda che è anche un monito: &#8220;ce n’è per tutti?&#8221;.</p>
<p>È infatti all’interno delle 4 alte costruzioni che si rivela, unico in tutta l’esposizione universale, il segnale esteriore dell’accostamento di alimenti e sostenibilità. I quattro parallelepipedi di 12 metri sono in realtà dei magazzini a cui i visitatori accedono attraverso un ascensore. Quattro prodotti della tradizione alimentare svizzera &#8211; caffè, mele, sale e acqua &#8211; sono stipati sugli scaffali lungo le pareti. Il pubblico può servirsi come crede dagli scatoloni, tenendo però presente, avverte la guida, che solo da un coscienzioso utilizzo responsabile si potrà garantire la disponibilità di materia prima anche per i visitatori che si succederanno fino al termine di Expo. L&#8217;abbassamento del pavimento è proporzionale al consumo delle derrate e la segnalazione esterna dei quantitativi disponibili, rende di fatto le torri un termometro gigante di quanto rimane per chi verrà dopo. Questo è come il progetto dei giovani architetti elvetici centra in pieno il tema dell’esposizione universale che molti padiglioni trascurano e alcuni proprio ignorano.</p>
<p>I passaggi tra una stanza e l’altra sono decorati da disegni in bianco e nero emblematici della tradizione dei cantoni. Nei testi che le accompagnano colpisce l’affermazione che in Svizzera l’educazione alimentare è materia scolastica. I 4 prefabbricati sono smontabili e daranno vita a serre urbane nelle città della confederazione che ne faranno richiesta a fine Expo.</p>
<p>Il complesso svizzero è completato da un edificio adiacente che ospita la mostra permanente sull’area del Gottardo. La monumentale scultura in pietra di quasi venti metri quadri rivela l’orografia dei 4 cantoni che vi si affacciano: Ticino, Grigioni, Uri e Vallese. Bagnata dal sistema di &#8220;bisses&#8221; in legno caratteristiche del metodo di irrigazione proprio del canton vallese, l’installazione è un monito al consumo responsabile di acqua.</p>
<p>Al piano superiore, il buffet e i ristoranti raccontano la Svizzera in tavola, anche con l’aiuto del tablet fornito ad ogni ospite.</p>
<p>L’area circostante è adibita al relax tra gli alberi, con qualche dettaglio attinto alle icone universali del mondo rossocrociato: il chiosco della raclette, l&#8217;angolo del disegno per bambini con i Caran D&#8217;Ache, il negozio dei prodotti svizzeri dove ricorre anche l&#8217;immagine di Heidi e la rappresentazione sotterranea di come il record del tunnel AlpTransit avvicinerà i paesi d’Europa passando proprio sotto le Alpi della Confederazione. La sostenibilità è anche questa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/svizzera-bastera-per-tutti/">Svizzera. Basterà per tutti?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Germania. Fiori solari e magici cartoni</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/germania-fiori-solari-e-magici-cartoni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 17:35:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il padiglione tedesco a Expo, è uno dei più facilmente riconoscibili per l’originale combinazione tra legno e vele bianche che rimandano più ad ambienti marini che alla cornice montuosa che circonda Milano nelle giornate terse. Sorge sul ramo corto del viale principale, il cardo, e si apre al visitatore con la rampa slanciata che sale &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/germania-fiori-solari-e-magici-cartoni/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Germania. Fiori solari e magici cartoni</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p>Il padiglione tedesco a Expo, è uno dei più facilmente riconoscibili per l’originale combinazione tra legno e vele bianche che rimandano più ad ambienti marini che alla cornice montuosa che circonda Milano nelle giornate terse.<br />
<span id="more-4151"></span><br />
Sorge sul ramo corto del viale principale, il cardo, e si apre al visitatore con la rampa slanciata che sale al giardino pensile: un po&#8217; belvedere e po&#8217; area picnic, le panche ombreggiate dai grandi fiori solari sono un ottimo punto per ammirare l&#8217;Esposizione universale. I pannelli fotovoltaici integrati nella copertura saranno probabilmente tra i dettagli di energia rinnovabile che più si ricorderanno di Expo. L&#8217;idea è da premiare: di giorno catturano la luce portandola nell’area sottostante e immagazzinandola, la sera la rilasciano con un effetto da Alice nell’Expo delle meraviglie.</p>
<p>Il piano inferiore è quello dedicato alla interattività. Dopo l’attesa, il pubblico è ammesso nel percorso delle sale didattiche. Ricevuto all&#8217;ingresso un cartoncino &#8211; il seedboard &#8211; nelle varie postazioni basta puntarlo sotto i rilevatori per visualizzare i contenuti relativi ai temi dell’esposizione universale. L’effetto, credetemi, è davvero magico perché non ti aspetti che un semplice pezzo di carta di animi in quel modo.</p>
<p>Nelle varie stazioni didattiche, il visitatore interagisce con le criticità del futuro: acqua, terra, biodiversità e clima, fino ad arrivare al supermercato planetario dove i carrelli si muovono tra gli scaffali e inducono la riflessione sulla spesa e sul consumo degli alimenti.</p>
<p>Lo stesso seedboard, diventa uno strumento musicale sotto la guida del beatboxer che anima lo spettacolo sotto i due grandi occhi d’ape che volteggiano nel piccolo teatro a fine percorso.</p>
<p>Proprio questo, se è l’elemento più vitale dell’esperienza, rischia di essere un collo di bottiglia che rallenta la visita nei momenti di maggior traffico. È il prezzo da pagare per uno dei padiglioni più interessanti di questa Expo della vita e dell’energia.</p>
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		<title>Israele. I campi di domani</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/israele-i-campi-di-domani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 17:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Expo2015]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il padiglione di Israele sorge all’incrocio tra cardo e decumano. Il campo coltivato che riveste la copertura inclinata non passa inosservato, integrandosi con le immagini del megaschermo che suggestionano con la natura e le bellezze del paese. Se di giorno colpisce, l’effetto caleidoscopico di sera abbaglia attraendo l’attenzione di chiunque passi davanti. Il percorso è &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/israele-i-campi-di-domani/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Israele. I campi di domani</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p>Il padiglione di Israele sorge all’incrocio tra cardo e decumano.</p>
<p>Il campo coltivato che riveste la copertura inclinata non passa inosservato, integrandosi con le immagini del megaschermo che suggestionano con la natura e le bellezze del paese. Se di giorno colpisce, l’effetto caleidoscopico di sera abbaglia attraendo l’attenzione di chiunque passi davanti.<br />
<span id="more-4147"></span></p>
<p>Il percorso è centrato sulla figura della bellissima Morana Tias che accompagna virtualmente i visitatori in tre ambienti distinti. L’attrice li accoglie in un siparietto iniziale con un attore reale, ricordando non solo le peculiarità locali, ma anche che Israele è l’unico stato che nel XX secolo ha aumentato il proprio patrimonio boschivo.</p>
<p>Nella prima sala, le gradinate fronteggiano lo schermo dove la storia di una famiglia di agricoltori mostra l’integrazione tra la caparbietà delle vecchie generazioni e l’innovazione di quelle recenti, grazie alle quali si è diffusa l’irrigazione a goccia che oggi permette di coltivare perfino nelle zone più aride.</p>
<p>Nello spazio successivo, Morana racconta, attraverso le immagini proiettate su una cupola, come la tecnologia sviluppata nei campi e nei laboratori israeliani sia impegnata ad aiutare l’agricoltura di tutto il mondo. Al termine dei programmi, l’area picnic con i cesti in paglia intrecciata permette al pubblico di assaggiare specialità Kosher.</p>
<p>Nell’essenzialità della costruzione, l’unico neo del progettista è quello di non aver pensato una tettoia per proteggere il pubblico in attesa dal sole e dalle intemperie. Peccato per un padiglione che, per forme e contenuti , è sicuramente tra i più attinenti ai temi di Expo2015.</p>
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		<title>Thailandia. Il re contadino</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/thailandia-il-re-contadino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 17:25:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Expo2015]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il padiglione della Thailandia sorge a metà del braccio lungo del decumano di Expo. Si distingue per i draghi che lo fronteggiano, con la passerella che si innalza verso il centro della costruzione dove inizia il percorso multimediale. Il tracciato affianca due elementi tradizionali del mondo di quello che era l&#8217;antico regno del Siam: il &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/thailandia-il-re-contadino/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Thailandia. Il re contadino</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/thailandia-il-re-contadino/">Thailandia. Il re contadino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" id="srg-player-releatedContent-main-4631242" src="//tp.srgssr.ch/p/rsi/embed?urn=urn:rsi:video:4631242&amp;autoplay=false&amp;hideendscreen=1" width="560px" height="315"></iframe></p>
<p>Il padiglione della Thailandia sorge a metà del braccio lungo del decumano di Expo.<br />
<span id="more-4142"></span></p>
<p>Si distingue per i draghi che lo fronteggiano, con la passerella che si innalza verso il centro della costruzione dove inizia il percorso multimediale. Il tracciato affianca due elementi tradizionali del mondo di quello che era l&#8217;antico regno del Siam: il mercato galleggiante sulle caratteristiche imbarcazioni thai e la risaia, raffigurata con la presenza di due grandi bufali. La superficie poliedrica rivestita di specchi che sovrasta il tutto, contrasta con il mondo agreste e anticipa i temi delle due sale di intrattenimento.</p>
<p>La prima, circolare, si anima come in un planetario illustrando le tecniche dedicate all’agricoltura. Un drago volante racconta come i thailandesi inducano la pioggia sulle coltivazioni. La seconda sala, quadrata, bersaglia i visitatori con una pioggia di colori e informazioni sulle moderne tecnologie dedicate all’agroalimentare.</p>
<p>Entrambi gli spazi raccontano la varietà thai del cibo presentando il paese come uno dei maggiori esportatori del pianeta.</p>
<p>Il percorso di visita si conclude con la proiezione di un filmato dedicato al sovrano del regno thailandese, Rama IX, lodato come re dell’agricoltura. Le immagini raccontano di un sovrano che si impegna quotidianamente per il settore primario. Non ci è dato sapere se, davvero, nel suo quotidiano il monarca sia tanto vicino agli agricoltori, ma lascia sorridere il linguaggio di propaganda utilizzato. Si ha una dimostrazione della varietà alimentare del paese nel negozio sottostante. Le vetrine, ben visibili dagli ospiti in uscita dal padiglione, lambiscono alla fine del percorso dando la possibilità di portare in tavola le specialità locali.</p>
<p>Più volte al giorno, lo spazio antistante il padiglione è animato dai balli tradizionali. Contribuiscono ad attrarre il pubblico anche le caratteristiche marionette thai, mosse da tre ragazze contemporaneamente. Segni di un padiglione che ha deciso di presentarsi a EXPO2015 puntando molto sulla sua storia.</p>
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