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	<title>andermatt Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>La nuova Montagna, i vecchi cosa direbbero?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2013 11:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andermatt é una graziosa localitá del Canton Uri. Tra gli angoli della Svizzera è quello che meglio di altri rappresenta un crocevia tra le Alpi e l&#8217;Europa. Andermatt é anche un luogo emblematico per quello che si prospetta. Un ampio piano di sviluppo urbanisticoprevede di cambiare radicalmente l&#8217;assetto del piccolo centro abitato adagiato ai piedi &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/08/la-nuova-montagna-i-vecchi-cosa-direbbero/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La nuova Montagna, i vecchi cosa direbbero?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/08/la-nuova-montagna-i-vecchi-cosa-direbbero/">La nuova Montagna, i vecchi cosa direbbero?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;"><a href="http://www.andermatt.ch/en/index.cfm">Andermatt </a>é una graziosa localitá del Canton Uri. Tra gli angoli della Svizzera è quello che meglio di altri rappresenta un crocevia tra le Alpi e l&#8217;Europa.</span><br /><span style="text-align: justify;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images41.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images41.jpeg" /></a></div>
<p></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/imgres51.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/imgres51.jpeg" /></a></div>
<p><span style="text-align: justify;"><br /></span></p>
<div style="text-align: justify;">Andermatt é anche un luogo emblematico per quello che si prospetta. Un ampio <a href="http://www.thechedi-andermatt.com/it">piano di sviluppo urbanistico</a>prevede di cambiare radicalmente l&#8217;assetto del piccolo centro abitato adagiato ai piedi di quattro passi montani.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images-211.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images-211.jpeg" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Il dilemma é quello che si pone tra il mantenere tutto allo stato attuale o agevolare lo sviluppo con costruzioni destinate a variare il colpo d&#8217;occhio per chi scende dai valichi. Detto in altri termini, è la scelta tra il &#8220;tutti fuori, qui non si tocca nulla&#8221; oppure &#8220;apriamoci allo sviluppo controllato e facciamo vivere la montagna con risorse nuove&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images-111.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images-111.jpeg" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Grandi pensatori si dividono sulle argomentazioni. Reinhold Messner mi ha confidato la sua idea in un pomeriggio piovoso nella sua casa a Juval. &#8220;Bisogna abbandonare l&#8217;idea della montagna da cartolina di Heidi, bisogna trovare le risorse per vivere e farla vivere, però senza mettere piede dove l&#8217;uomo non lo ha mai messo prima. Certe zone vanno rispettate con l’isolamento&#8221;.</div>
<p><!--EndFragment--></p>
<div style="text-align: justify;">Portare dunque le risorse per uno sviluppo ragionato, é compatibile con una filosofia di rispetto dell&#8217;ambiente alpino? Il &#8220;ragionato&#8221; é la chiave di tutto. Chi deve essere allora l&#8217;autore del ragionamento? Non deve essere il palazzinaro. Non deve essere nemmeno l&#8217;incompetente che mira solo al breve periodo. L&#8217;unica soluzione potrebbe individuarsi in quella, sentita la popolazione locale, di mettere insieme un gruppo composto dai valligiani con i loro interessi e guidato da chi può aiutare con suggerimenti in tema ambientale e di gestione paesaggistica. Una grossa mano la offre il tener sempre ben in mente le tradizioni degli anziani. Un tempo si costruiva una baita solo in luoghi dove giá ce n&#8217;era una. Era una forma di rispetto del paesaggio ma anche una presa di coscienza: dove l&#8217;esperienza dei vecchi era passata, quello era il percorso da seguire. Valeva per le baite, per i pascoli, per i sentieri, per i commerci. Vale, o dovrebbe valere, anche per i nuovi insediamenti. I vecchi, con quel buon senso pratico e l&#8217;innato istinto di sopravvivenza, cosa direbbero dell&#8217;Andermatt di domani? Se costruire qui significa creare le condizioni per mantenere i giovani in paese e attirare persone in modo sostenibile, probabilmente la risposta dei vecchi la conosciamo già.</div>
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