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	<title>appennino Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>L&#8217;altRa velocità , zero TAV, solo boschi e libri</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/04/laltra-velocita-zero-tav-solo-boschi-e-libri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2014 10:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono un consumatore incallito di TAV. Ho fatto talmente tante volte la Milano-Roma-Milano che credo Moretti potrebbe intestarmi un chilometro, un vagone o un viadotto, lascio a lui la scelta. Vorrei però condividere un inno ai treni locali. Con due quadretti che non hanno niente a che vedere con i 300 all&#8217;ora del Frecciarossa, nell&#8217;era &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/04/laltra-velocita-zero-tav-solo-boschi-e-libri/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;altRa velocità , zero TAV, solo boschi e libri</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Sono un consumatore incallito di TAV. Ho fatto talmente tante volte la Milano-Roma-Milano che credo Moretti potrebbe intestarmi un chilometro, un vagone o un viadotto, lascio a lui la scelta. Vorrei però condividere un inno ai treni locali. Con due quadretti che non hanno niente a che vedere con i 300 all&#8217;ora del Frecciarossa, nell&#8217;era del digitale sono semmai pellicole in bianco e nero dell&#8217;altRa velocità.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/blogger-image-19541654721.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/blogger-image-19541654721.jpg" /></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><b>Regionale 2039 Milano-Pisa, via Fiorenzuola-Aulla</b></span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Nel mezzo dell&#8217;Appennino il treno si ferma e l&#8217;altoparlante annuncia che &#8220;come previsto dall&#8217;orario&#8221; il convoglio rimane fermo 15 minuti. Sono piú o meno le sette e in quel di Berceto tutte le porte si aprono come per sostituire l&#8217;aria stantia della Val Padana con il profumo delle valli. I cinguettii annunciano la sera. La stazione è come se fosse sospesa tra le due estremità del binario, punti di fuga lontanissimi dalla fretta di arrivare. Trascorsi i minuti, l&#8217;ometto in divisa fischia, i drogati del fumo risalgono, il matto che fotografa i binari (e che ora leggete) pure, quelli andati al bar ritornano. Quando tutti sono di nuovo a bordo si riparte, ma non prima che, come un babbo coi suoi ragazzi o un maestro cogli alunni indisciplinati, il capotreno si sia accertato che tutti siano risaliti. Sporgendosi su entrambi i binari, il ferroviere rifischia e le fronde degli alberi tra i muri in pietra ricominciano a scorrere sui finestrini.</span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/blogger-image-14903756371.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/blogger-image-14903756371.jpg" /></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><b>Regionale 11075 Firenze-La Spezia</b></span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Altro treno, altro giro, altro regalo. Una di quelle carrozze su e giù che, se hai fatto il pendolare negli anni &#8217;70 &#8217;80 e &#8217;90, le tue gambe ricordano perfettamente. Trent&#8217;anni, cambiano i colori ma rimane la sostanza. Sedile rigido da fachiro, in quattro per fila, zero bracciolo, poco spazio per allungare le gambe. Mi capita di essere sulla parte alta dell&#8217;ultimo vagone. Siamo in dieci e in dieci stiamo leggendo un libro. Non lo stesso. Il mio credo sia il piú datato, <a href="http://www.amazon.it/Le-braci-S%C3%A1ndor-M%C3%A1rai/dp/884592257X" target="_blank">Le braci di Sandór Marái</a>, una storia struggente scritta come vorresti scrivere, me lo ha consigliato <a href="http://www.sulromanzo.it/" target="_blank">Morgan Palmas, Sulromanzo.it</a>. Incredibile che nessuna zabetta ferroviaria infligga i c&#8230;. propri al resto del vagone. Altrettanto incredibile che nessun manager da Tav faccia del suo peggio per mostrare di avere un iCoso piú grande di tutti gli altri.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Sì, è l&#8217;altRa velocità, si muove in tempi che il Frecciarossa ci girerebbe la penisola intera, ma come non amarla?</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/frecciarossa-alta-velocita-treni_b_5183543.html?utm_hp_ref=italy" target="_blank">Huffington Post</a>.</span></p>
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