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	<title>boschi Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>La Cina e i vecchi dei nostri paesi di montagna</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2016/10/la-cina-vecchi-dei-nostri-paesi-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 22:44:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
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		<category><![CDATA[princeton]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Cina muoiono ogni anno un milione e mezzo di persone per l'inquinamento, ora per rimediare stanno riforestando un'area grande come metà Italia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2016/10/la-cina-vecchi-dei-nostri-paesi-montagna/">La Cina e i vecchi dei nostri paesi di montagna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo abituati a pensare alla Cina come a uno dei mostri inquinanti del pianeta. E non siamo troppo distanti dal vero. Basta guardare la classifica degli ammorbatori di Gaia per notare come il colosso dagli occhi a mandorla abbia una politica economica il cui costo è caro. Carissimo.</p>
<p>Si manifesta in sostanze tossiche emesse in ambiente &#8211; suolo e atmosfera &#8211; e in decessi. Se nel primo ambito gli effetti non sono facilmente misurabili nel breve periodo, con l&#8217;ulteriore difficoltà di capire come il danno si propaghi, i cinesi conoscono purtroppo molto bene il peso in vite umane. Le particelle note come PM2,5 che possono scatenare attacchi di cuore, ictus, cancro ai polmoni e asma uccidono silenziosamente <a href="http://www.focus.it/ambiente/ecologia/cina-l-inquinamento-uccide-4-000-persone-al-giorno">1,6 milioni di cittadini all&#8217;anno</a>.</p>
<p>Azioni di compensazione</p>
<p>Il governo ha bisogno di mostrare che sta facendo qualcosa. Internamente a chi pone domande sui tassi di mortalità e fuori dai confini per dare almeno l&#8217;impressione di una presa di coscienza. La notizia è che c&#8217;è in corso un programma di riforestazione su un&#8217;area paragonabile alla superficie italiana tra il Brennero e Firenze con tutto quello che c&#8217;è di mezzo e intorno.</p>
<p>La nota ci arriva dalla Princeton University, che però non risparmia le critiche al modo in cui l&#8217;imponente operazione è messa in atto. Quando i numeri sono nell&#8217;ordine di grandezza dei milioni &#8211; siano esseri umani, fatturato, ettari di terra, litri di acque, scegliete voi ricordando quanto è grande la Cina &#8211; i ragionamenti vanno oltre l&#8217;esperimento per diventare un caso mondiale.</p>
<p>Il noto ateneo americano, dopo aver analizzato per due anni i programmi scientifici alla base del progetto, ha evidenziato un errore di fondo: i cinesi stavano puntando tutto sulla concentrazione di monoculture e non sulla foresta originaria. Praticamente avevano piantato aree di soli eucalipti, soli bambù, soli cedri del Giappone e non la combinazione delle specie. L&#8217;assenza di biodiversità avrebbe potuto così, sempre secondo gli studiosi, ripercuotersi sulla fauna locale in termini quasi peggiori che non l&#8217;inquinamento. Ora il tiro pare sia stato corretto.</p>
<p>Non stupisce che tra gli indicatori siano stati utilizzati uccelli e api. I primi utili per capire come lo sviluppo della foresta si ripercuota sulla fauna che ci vive, le seconde per avere un quadro delle specie floreali presenti. Nelle foreste di monocolture gli uccelli tendono a essere meno numerosi e meno variati. Le api soffrono invece per fioriture limitate che possono portarle a sciamare altrove. Tutto questo non succede quando le piantumazioni sono il più vicino possibile alla foresta originaria.</p>
<p>La via italiana</p>
<p>La lezione può essere tradotta in italiano. Quando i nostri vecchi curavano i boschi, si accertavano che le specie fossero in equilibrio e &#8211; senza lauree o laboratori &#8211; sapevano che la montagna sarebbe così stata al suo posto senza rovinare a valle e continuando a dare da mangiare e scaldare.</p>
<p>Dissesto, risorse e legna erano gestiti a livello di villaggio e comunque funzionavano. Nel loro piccolo, ma davano da vivere. Molti dei rimedi sono oggi on line, ora anche in una <a href="http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/manuali-e-linee-guida/linee-guida-per-la-valutazione-del-dissesto-idrogeologico-e-la-sua-mitigazione-attraverso-misure-e-interventi-in-campo-agricolo-e-forestale">pubblicazione scaricabile gratuitamente</a>.</p>
<p>Ma niente è come il poter andare in uno dei villaggi tra Alpi e Appennini e ascoltare gli anziani. Fatelo, scoprirete un mondo. Puntate al bar del paese, li troverete magari a giocare a carte, soprattutto troverete un libro aperto sull&#8217;ambiente. Cose che la Princeton o il più agguerrito degli ambientalisti neanche si sognano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2016/10/la-cina-vecchi-dei-nostri-paesi-montagna/">La Cina e i vecchi dei nostri paesi di montagna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Il gusto di perdersi in un bosco</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 11:44:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>
		<category><![CDATA[boschi]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[dead poet society]]></category>
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		<category><![CDATA[tiziano fratus]]></category>
		<category><![CDATA[vita nei boschi]]></category>
		<category><![CDATA[walden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Peter Weir e il suo team ne l&#8217;Attimo Fuggente interpretato da Robin Williams scelsero una frase di Thoreau per portarci lontano. Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il gusto di perdersi in un bosco</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/">Il gusto di perdersi in un bosco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Peter Weir e il suo team ne l&#8217;<em>Attimo Fuggente</em> interpretato da Robin Williams scelsero una frase di Thoreau per portarci lontano.</p>
<blockquote><p>Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.</p></blockquote>
<p><span id="more-4269"></span></p>
<p>Settimana scorsa ho incrociato ad una conferenza stampa un collega che non vedevo da un po&#8217;. Convenevoli (pochi), commenti sulla serata (abbastanza) e a seguire suo elenco (lunghissimo) di dove stava lavorando e su quali canali era in onda. Alla domanda: &#8220;come stai?&#8221; la risposta è stata: &#8220;mediaticamente bene&#8221;. Sembra una pagina delle gag del milanese imbruttito, ma purtroppo per il soggetto &#8211; che a questo punto potreste davvero aver ammirato in tv per la sua gioia &#8211; è tutto vero.</p>
<p>Ho sperato che a un certo punto qualcuno gli schiacciasse un tasto di reset e me lo azzerasse. Così, tanto per creare un vuoto televisivo. Ho voglia di boschi (e di boscaioli e di boscaiole) non di primedonne che si sentono star dimenticando che <strong>essere famosi su facebook è come essere ricchi al monopoli</strong>.<br />
Stando a leggere un bel pezzo apparso sul sito della Bbc, il &#8220;tipo mediatico&#8221; avrebbe bisogno di sentirsi insignificante. Se la scienza ci informa che <a href="http://www.huffingtonpost.it/your-tango/spendere-i-propri-soldi-per-viaggiare-fa-bene-lo-dice-la-scienza_b_8376004.html" target="_blank">spendere i soldi in viaggi fa bene</a>, muoversi in luoghi maestosi che facciano sentire piccoli, ma davvero piccoli, praticamente insignificanti, ha dei benefici strepitosi.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151124_122328.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4272" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151124_122328.jpg" alt="IMG_20151124_122328" width="4160" height="1693" /></a></p>
<p>Un video aiuta ad entrare nello <a href="http://www.bbc.com/future/story/20150819-the-surprising-benefits-of-feeling-insignificant?ocid=twfut&amp;utm_source=twitter&amp;utm_medium=post&amp;utm_term=nature%20documentaries,universe,awe,psychology,earth&amp;utm_campaign=greenpeace&amp;__surl__=Ig2Oh&amp;__ots__=1444493676819&amp;__step__=1" target="_blank">stato d&#8217;animo</a>, ma basta un qualsiasi buon documentario.</p>
<blockquote><p>Lo stupore che nasce dalla meraviglia e dalla sorpresa guardando paesaggi sconfinati rende persone migliori e tendenzialmente agevola la relazione con altri individui.</p></blockquote>
<p>Ad affermarlo è Paul Piff della California University. L&#8217;esperimento applicato è stato quello di mostrare a due campioni di individui due video diversi, nella fattispecie un documentario della serie <a href="http://www.discovery.com/tv-shows/planet-earth/" target="_blank">Planet Earth</a> &#8211; la serie più prestigiosa di documentari sul nostro pianeta mai prodotta, con la voce di David Attenborough &#8211; e una commedia. Quindi si è chiesto ai due gruppi di impegnarsi in un gioco di società che prevedesse di impegnare denaro. Il primo gruppo, consapevole di sentirsi piccolo in proporzione alla meraviglia del mondo, non ha dato molta importanza al quattrino e si è dimostrato molto più leale nell&#8217;attenersi alle regole e mostrare empatia con l&#8217;avversario.</p>
<p>È il passaggio dal tolemaico al copernicano. Condivido la visione del collega della Bbc quando afferma di assistere al passaggio dal sentirsi il centro dell&#8217;universo alla consapevolezza di occupare un piccolo spazio nella polvere stellare. È appena uscito un libro che aiuta a calarsi in questa visione. In <em><a href="http://www.librimondadori.it/libri/ogni-albero-e-un-poeta-tiziano-fratus#video-dell-opera" target="_blank">Ogni albero è un poeta</a></em>, Tiziano Fratus coniuga competenza naturalistica e abilità letteraria nel viaggio attraverso gli alberi fino quasi a non dare più importanza a contare il tempo.</p>
<blockquote><p>Quando mi lascio circondare dalle fronde dei primi alberi e seguo le linee rette di un sentiero che si inoltra in un bosco, penso al grande mistero del tempo. Ai secondi che scadono. A quell&#8217;io che ci lascia dietro a ogni passo, che nasce e muore e rinasce ogni ora consumata, ogni giorno che si va spegnendo. E alla malinconia, che ti fa andare e tornare. Vivere così in transito costante. Con l&#8217;aggravante della consapevolezza che ti raggiunge ai 40. Non ho mai capito se la malinconia nasca dalla mancanza dei fondamenti e se si sviluppi indipendentemente, così: come uno nasce alto e snello e col bioritmo accelerato tu invece nasci malinconico. Mi fermo. I piedi ben piantati negli scarponcini. Le suole bene affondate nella polvere dello sterrato. Le spalle dritte. Lo sguardo in avanti. Il torace che si solleva. Guardo le fronde smosse di una quercia. Ma esisteranno alberi malinconici?</p></blockquote>
<p>E soprattutto, gli alberi che copertura mediatica avranno?</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;Huffington Post.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/">Il gusto di perdersi in un bosco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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