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	<title>bosco Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>Ecco perché il freddo fa bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 08:53:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dai social sembra che neve e freddo stiano imperversando come mai prima d&#8217;ora. Dalle stesse voci che quest&#8217;estate «uff che caldo», ora si ascolta «brr che freddo». Urlavano al lupo della steppa infuocata, ma ora sono certi che dal Brennero iniziano a scendere i mammut. La verità è che è normale che in inverno faccia freddo &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/01/la-neve-freddo-fanno-bene/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Ecco perché il freddo fa bene</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dai social sembra che neve e freddo stiano imperversando come mai prima d&#8217;ora. Dalle stesse voci che quest&#8217;estate «uff che caldo», ora si ascolta «brr che freddo». Urlavano al lupo della steppa infuocata, ma ora sono certi che dal Brennero iniziano a scendere i mammut. La verità è che è normale che in inverno faccia freddo e, guarda un po&#8217;, in estate caldo. Non è colpa del global warming insomma, le cui conseguenze concrete e minacciose sono ben altre e di più larga scala.</p>
<p>Piuttosto, l&#8217;ambiente naturale ha bisogno del freddo e della neve per il suo ciclo di vita. E ci sono benefici affatto scontati anche per il nostro organismo. Non tutto il freddo <a href="http://donna.fanpage.it/l-inverno-ti-fa-bella-ecco-i-5-benefici-del-freddo/" target="_hplink">viene per nuocere</a>, insomma: le energie aumentano, le calorie si smaltiscono più facilmente, si alleviano certi fastidi circolatori, si ottimizzano i risultati dell&#8217;esercizio fisico e della tonificazione muscolare.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205254_compressed.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4440" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205254_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205254_compressed" width="527" height="395" /></a></p>
<p>Come la pausa invernale giova dunque alla vegetazione, un cambio nella routine dei mesi freddi è un toccasana per la salute del nostro fisico, ben più minacciato dall&#8217;aria stagnante cittadina che non dall&#8217;ondata di freddo stagionale. Non serve essere sportivi accaniti e neppure troppo allenati per incamminarsi su un sentiero e perdersi nella quiete cristallina di montagne sconosciute al caos vacanziero. Ci sono <a href="http://www.vitalpina.info/it/hotels-alto-adige/1-0.html">altipiani dove l&#8217;ossigeno del bosco incontaminato e il fresco della neve appena caduta sono una risorsa</a> fruibile da sentieri pianeggianti.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205256_compressed.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4441" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205256_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205256_compressed" width="527" height="395" /></a></p>
<p>Magari, poi, tra una baita e l&#8217;altra si scopre anche il gusto delle pietanze. Hanno sposato perfettamente il binomio passeggiate/sapori gli ideatori di Alps Culinaria, una serie di weekend dedicati all&#8217;<a href="http://www.klausen.it/it/piaceri-cultura/highlights-eventi/alps-culinaria/">esplorazione facile e golosa delle Alpi</a>. Quattro appuntamenti per altrettante località in Val Isarco. Tre coinvolgono gli altipiani di Barbiano, Velturno e Villandro con le Dolomiti a fare da sfondo. Uno si spinge sotto le Dolomiti di Funes a toccare le cattedrali di roccia.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205242_compressed.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4442" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205242_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205242_compressed" width="527" height="395" /></a></p>
<p>L&#8217;Italia ha l&#8217;enorme fortuna di un ambiente montuoso (alpino e appenninico) che lascia staccare la spina permettendo di incontrare paesaggi invidiabili e specialità della tradizione, roba che tedeschi, inglesi e francesi apprezzano inventandosi le occasioni più disparate &#8211; spesso fuori stagione &#8211; per venirci a trovare quando noi italiani pensiamo alla invariabilità dell&#8217;equazione vacanza invernale=sci.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/n-INVERNO-large570.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4443" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/n-INVERNO-large570.jpg" alt="n-INVERNO-large570" width="570" height="238" /></a></p>
<p>Diversamente, diventa normale che ci si abitui a sentirsi rispondere &#8220;tutto esaurito&#8221; quando si prenota un soggiorno. Pensiamoci: un impianto di risalita &#8211; che spesso si è mangiato pure un pezzo di bosco &#8211; può arrivare alla capacità massima di ricettività, dopo la quale non ce n&#8217;è più per nessuno, salvo la pena di lunghe code, con tutti che guardano tutti nell&#8217;attesa di attaccarsi al filo per salire. Praticamente è il trasferimento dello stress tra i picchi.</p>
<p>In mezzo agli alberi e sugli altopiani invece questo non succede, perché la coda più grossa in cui si potrebbe incappare è quella di una volpe e lo sguardo più intenso quello di un camoscio che spia da dietro un cespuglio. È un invito anche all&#8217;ascolto, del vento tra gli alberi o della neve che cade dai rami con quei tonfi attutiti che non hanno uguali. Magari lasciandosi consigliare dai padroni di casa, ben informati sull&#8217;accessibilità dei sentieri e sull&#8217;apertura delle strutture in quota.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205252_compressed.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4445" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205252_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205252_compressed" width="527" height="395" /></a></p>
<p>C&#8217;è poi un libro che educa all&#8217;ascolto di questa straordinaria biblioteca dei rumori. <a href="http://www.ediciclo.it/index.php?qr=il_sole_che_nessuno_vede_di_tiziano_fratus_scheda_libro&amp;pagid=prod_det&amp;_get_prod_id=1427" target="_hplink">Il sole che nessuno vede</a> di Tiziano Fratus nasce dalla semplice azione di sedersi spalancando le orecchie e il cuore, con la dedizione a cui ci ha abituati l&#8217;autore nei confronti di foreste e corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>L&#8217;uomo medita &#8211; scrive Fratus &#8211; perché trova giovamento nel dimenticare quello che è per la società in cui è immerso. Smette di dare ascolto a quell&#8217;io che ha dentro per iniziare a ricostruire il mondo sentendosi parte dell&#8217;immensa materia che lo circonda e lo compone. È un cambio viscerale. Chi accetta di entrare in questa dimensione inizia a riconoscersi della stessa materia di un bosco libero nel cielo e non di una colonna fumante, sia essa di auto o sciatori incalliti.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/il-freddo-salutare-per-il-nostro-fisico_b_14181186.html?utm_hp_ref=italy">Huffington Post</a>.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205238_compressed.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4444" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205238_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205238_compressed" width="318" height="425" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/01/la-neve-freddo-fanno-bene/">Ecco perché il freddo fa bene</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Il gusto di perdersi in un bosco</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 11:44:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Peter Weir e il suo team ne l&#8217;Attimo Fuggente interpretato da Robin Williams scelsero una frase di Thoreau per portarci lontano. Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il gusto di perdersi in un bosco</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Peter Weir e il suo team ne l&#8217;<em>Attimo Fuggente</em> interpretato da Robin Williams scelsero una frase di Thoreau per portarci lontano.</p>
<blockquote><p>Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.</p></blockquote>
<p><span id="more-4269"></span></p>
<p>Settimana scorsa ho incrociato ad una conferenza stampa un collega che non vedevo da un po&#8217;. Convenevoli (pochi), commenti sulla serata (abbastanza) e a seguire suo elenco (lunghissimo) di dove stava lavorando e su quali canali era in onda. Alla domanda: &#8220;come stai?&#8221; la risposta è stata: &#8220;mediaticamente bene&#8221;. Sembra una pagina delle gag del milanese imbruttito, ma purtroppo per il soggetto &#8211; che a questo punto potreste davvero aver ammirato in tv per la sua gioia &#8211; è tutto vero.</p>
<p>Ho sperato che a un certo punto qualcuno gli schiacciasse un tasto di reset e me lo azzerasse. Così, tanto per creare un vuoto televisivo. Ho voglia di boschi (e di boscaioli e di boscaiole) non di primedonne che si sentono star dimenticando che <strong>essere famosi su facebook è come essere ricchi al monopoli</strong>.<br />
Stando a leggere un bel pezzo apparso sul sito della Bbc, il &#8220;tipo mediatico&#8221; avrebbe bisogno di sentirsi insignificante. Se la scienza ci informa che <a href="http://www.huffingtonpost.it/your-tango/spendere-i-propri-soldi-per-viaggiare-fa-bene-lo-dice-la-scienza_b_8376004.html" target="_blank">spendere i soldi in viaggi fa bene</a>, muoversi in luoghi maestosi che facciano sentire piccoli, ma davvero piccoli, praticamente insignificanti, ha dei benefici strepitosi.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151124_122328.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4272" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151124_122328.jpg" alt="IMG_20151124_122328" width="4160" height="1693" /></a></p>
<p>Un video aiuta ad entrare nello <a href="http://www.bbc.com/future/story/20150819-the-surprising-benefits-of-feeling-insignificant?ocid=twfut&amp;utm_source=twitter&amp;utm_medium=post&amp;utm_term=nature%20documentaries,universe,awe,psychology,earth&amp;utm_campaign=greenpeace&amp;__surl__=Ig2Oh&amp;__ots__=1444493676819&amp;__step__=1" target="_blank">stato d&#8217;animo</a>, ma basta un qualsiasi buon documentario.</p>
<blockquote><p>Lo stupore che nasce dalla meraviglia e dalla sorpresa guardando paesaggi sconfinati rende persone migliori e tendenzialmente agevola la relazione con altri individui.</p></blockquote>
<p>Ad affermarlo è Paul Piff della California University. L&#8217;esperimento applicato è stato quello di mostrare a due campioni di individui due video diversi, nella fattispecie un documentario della serie <a href="http://www.discovery.com/tv-shows/planet-earth/" target="_blank">Planet Earth</a> &#8211; la serie più prestigiosa di documentari sul nostro pianeta mai prodotta, con la voce di David Attenborough &#8211; e una commedia. Quindi si è chiesto ai due gruppi di impegnarsi in un gioco di società che prevedesse di impegnare denaro. Il primo gruppo, consapevole di sentirsi piccolo in proporzione alla meraviglia del mondo, non ha dato molta importanza al quattrino e si è dimostrato molto più leale nell&#8217;attenersi alle regole e mostrare empatia con l&#8217;avversario.</p>
<p>È il passaggio dal tolemaico al copernicano. Condivido la visione del collega della Bbc quando afferma di assistere al passaggio dal sentirsi il centro dell&#8217;universo alla consapevolezza di occupare un piccolo spazio nella polvere stellare. È appena uscito un libro che aiuta a calarsi in questa visione. In <em><a href="http://www.librimondadori.it/libri/ogni-albero-e-un-poeta-tiziano-fratus#video-dell-opera" target="_blank">Ogni albero è un poeta</a></em>, Tiziano Fratus coniuga competenza naturalistica e abilità letteraria nel viaggio attraverso gli alberi fino quasi a non dare più importanza a contare il tempo.</p>
<blockquote><p>Quando mi lascio circondare dalle fronde dei primi alberi e seguo le linee rette di un sentiero che si inoltra in un bosco, penso al grande mistero del tempo. Ai secondi che scadono. A quell&#8217;io che ci lascia dietro a ogni passo, che nasce e muore e rinasce ogni ora consumata, ogni giorno che si va spegnendo. E alla malinconia, che ti fa andare e tornare. Vivere così in transito costante. Con l&#8217;aggravante della consapevolezza che ti raggiunge ai 40. Non ho mai capito se la malinconia nasca dalla mancanza dei fondamenti e se si sviluppi indipendentemente, così: come uno nasce alto e snello e col bioritmo accelerato tu invece nasci malinconico. Mi fermo. I piedi ben piantati negli scarponcini. Le suole bene affondate nella polvere dello sterrato. Le spalle dritte. Lo sguardo in avanti. Il torace che si solleva. Guardo le fronde smosse di una quercia. Ma esisteranno alberi malinconici?</p></blockquote>
<p>E soprattutto, gli alberi che copertura mediatica avranno?</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;Huffington Post.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/">Il gusto di perdersi in un bosco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Le isole volanti di Avatar, con i kokedama il bosco in casa tua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2015 09:17:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando vidi Avatar la prima volta, più di tutto mi impressionarono le isole galleggianti. Nel favolone hollywoodiano, trama ed effetti non mi lasciarono a bocca aperta come l&#8217;idea delle bolle boscose sospese nel vuoto e dalle quali gocciolavano cascate. Pur in scala ridotta, mi ha fatto più o meno lo stesso effetto vedere in casa &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/02/kokedama-le-isole-volanti-di-avatar-con-i-kokedama-il-bosco-in-casa-tua/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Le isole volanti di Avatar, con i kokedama il bosco in casa tua</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/02/kokedama-le-isole-volanti-di-avatar-con-i-kokedama-il-bosco-in-casa-tua/">Le isole volanti di Avatar, con i kokedama il bosco in casa tua</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando vidi <em>Avatar</em> la prima volta, più di tutto mi impressionarono le isole galleggianti. Nel favolone hollywoodiano, trama ed effetti non mi lasciarono a bocca aperta come l&#8217;idea delle bolle boscose sospese nel vuoto e dalle quali gocciolavano cascate. Pur in scala ridotta, mi ha fatto più o meno lo stesso effetto vedere in casa di un amica <a href="http://www.telegraph.co.uk/gardening/9712563/In-pictures-the-art-of-kokedama.html?frame=2414514" target="_hplink">dei kokedama</a>. Ignoranza mia, non li conoscevo. Sono delle appendici verdi, arbustive o floreali, che possono vivere appese a un filo o isolate su una superficie piana. Non ne scrivo per un rigurgito bricomaniaco, ma per passione del verde.</p>
<p>Amo gli alberi e non sono tra quelli che ritengono i bonsai una forzatura della natura. Penso anzi che, accudire uno o più di loro, sia un po&#8217; come farsi un bosco proprio, solo in miniatura e in proporzioni domestiche. Un kokedama, mi hanno spiegato, <a href="http://www.makemydaymag.com/kokedama/" target="_hplink">è molto più facile da preparare e da accudire</a>. Ha poi lo stesso effetto di abbellimento, portando atmosfere zen a un angolo di casa o di ufficio. A Milano esiste anche <a href="http://www.bicieradici.com/news/evidenza/impariamo-a-fare-i-kokedama-2/" target="_blank">un corso che è tenuto in un negozio di biciclette</a>. Non dite che è un caso, perché chi ama pedalare, apprezza i boschi. Provate a pensarci.</p>
<p>Siamo nel pieno dell&#8217;inverno, dunque ancora in anticipo per orti, giardini e pedalate fuori porta. Ma non abbastanza presto per dedicarci ad una pianta e ancora di più per conferirle un aspetto molto personale. Anticipo di primavera? Forse. Intanto mettere naso e occhi nel verde <a href="http://magazine.paginemediche.it/it/365/il-punto-di-vista/neurologia/detail_167077_ortoterapia-quando-prendersi-cura-delle-piante-fa-bene-allanima.aspx?c1=63" target="_hplink">può perfino essere un ottimo antidepressivo</a>. Lavorare con le piante riesce a creare piccoli miracoli, che in questo caso durano nel tempo lasciandoci cose belle. Proprio come una sana pedalata, sono piccoli effetti speciali quotidiani per i quali non serve Hollywood.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/piante-volanti-fanno-piccoli-miracoli_b_6590074.html" target="_blank">Huffington Post</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/02/kokedama-le-isole-volanti-di-avatar-con-i-kokedama-il-bosco-in-casa-tua/">Le isole volanti di Avatar, con i kokedama il bosco in casa tua</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Mai provato ad abbracciare un albero?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/mai-provato-ad-abbracciare-un-albero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 07:47:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alberi, boschi e giardini sono un tesoro per l&#8217;Italia. In passato si è scritto molto a proposito, ma L&#8217;Italia è un bosco di Tiziano Fratus va oltre il classico saggio perché è un po&#8217; guida, un po&#8217; racconto e un po&#8217; manuale per presentare il lato verde del Bel Paese. La sequoia del castello Gamba &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/mai-provato-ad-abbracciare-un-albero/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Mai provato ad abbracciare un albero?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/mai-provato-ad-abbracciare-un-albero/">Mai provato ad abbracciare un albero?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Alberi, boschi e giardini sono un tesoro per l&#8217;Italia. In passato si è scritto molto a proposito, ma <i><a href="http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788858111765" target="_blank">L&#8217;Italia è un bosco</a></i> di Tiziano Fratus va oltre il classico saggio perché è un po&#8217; guida, un po&#8217; racconto e un po&#8217; manuale per presentare il lato verde del Bel Paese.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-15872377351.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" /></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">La sequoia del castello Gamba in Val d&#8217;Aosta (37 metri di altezza x 7.65 di altezza)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-15872377351.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"></span></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Dai passi alpini alle isole, alberi monumentali, parchi, giardini botanici e orti urbani sono uno spunto per scoprire che da noi la situazione del verde è un elemento rassicurante e proprio per questo deve responsabilizzarci perché non retroceda. Così si ribadisce che il bosco vergine abbandonato dall&#8217;uomo potrebbe non essere la soluzione migliore perché troppo sensibile a incendi o dissesti. Al contrario il bosco curato è stato e può continuare ad essere un elemento di vita. Inorridiranno i duri e puri dell&#8217;ambiente ma è così: &#8220;se l&#8217;uomo smette di salire in montagna (nei boschi) la montagna scende a valle (con le frane)&#8221; è un detto popolare delle valli lombarde. L&#8217;autore apre però la sua via, antichissima eppur attuale, agli alberi.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-2080498531.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-2080498531.jpg" /></span></a></div>
<blockquote><p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Oggi che i boschi hanno smesso di vestirci, di nutrirci, di proteggerci, sono diventati palestre dell&#8217;anima, è qui che possiamo venire ad alleggerirci, a sgrassare via il nero, l&#8217;ossessione, la furia. Provare davvero a vigilare sui nostri pensieri come un pescatore vigila sui pesci di cui si nutrirà.<br />In Italia s&#8217;aggirano silenziosi veri e propri cercatori d&#8217;alberi: guardano, annuiscono, misurano, documentano, fotografano, tracciano, pensano, catalogano. Sognano e realizzano nuovi strumenti per amare il paese, tracciano percorsi botanici che illuminano il paesaggio: avvicinano il passato al futuro.</span></p></blockquote>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Gli itinerari sono documentati con una precisione da guida escursionistica, rivelando la passione dell&#8217;autore per l&#8217;argomento. Se posso esprimere una critica &#8211; l&#8217;unica, bonaria &#8211; va precisato che si capisce subito quali sono le zone che Fratus conosce meglio e delle quali è appassionato. Qualche dimenticanza si lascia perdonare, anche perché a voler elencare tutto non sarebbe bastata una wikipedia arborea. L&#8217;autore, avvalendosi di citazioni attinte da letteratura e storia, incanta al punto da trasportare nelle oasi verdi fatte di tronchi e foglie, che in Italia, informa la sezione statistica, ammontano a circa un terzo del territorio totale. La dovizia tecnica non sconfina mai nella noia e qualche excursus di storia e filosofia arborea è una nota raffinata.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-17462915801.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-17462915801.jpg" /></span></a></div>
<blockquote><p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo libro è un invito a fermarsi e a perdersi tra i tanti boschi e parchi d&#8217;Italia, a lasciarsi andare di fronte al vento forte (&#8230;) Il bosco è un universo di significati, di citazioni, d&#8217;immagini, di sensazioni e di ricordi. È una delle parole più presenti nell&#8217;esistenza di tanti. Ma di quale bosco si parla?</span></p></blockquote>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Quelli nei quali ho letto il libro per scriverne sono nella vallata di La Thuile (Ao) e nel parco Puez Odle (Bz). Ma il verde non è solo nelle Alpi. Fratus non dimentica gli orti urbani (come a Torino, Milano e Genova), i giardini monumentali (da manuale quello di Villa Hanbury a Ventimiglia o all&#8217;Abbazia di Fiastra nelle Marche) o il racconto degli alberi coltivati che sono diventati compagni dell&#8217;uomo come gli ulivi e i carrubi, sculture viventi che punteggiano le campagne del nostro sud.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">La scelta di quale albero abbracciare è lasciata al lettore con l&#8217;invito di tenere queste buone pagine sul comodino o nello zaino. Come Fratus insegna, è davvero un piacere scoprire che c&#8217;è sempre un bosco o un orto che ci aspetta dietro l&#8217;angolo. Spesso per confortarci, ma qualche volta, precisa l&#8217;autore, anche per chiedere la nostra protezione.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Perché l&#8217;Italia sia un paese forestale è spiegato in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jcUXO4vrDjE" target="_blank">documentario dell&#8217;Ispra</a>.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/libro-verde-boschi-italia_b_5572262.html" target="_blank">Huffington Post</a>.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
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		<title>Esercizi urbani del XXI secolo</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/05/esercizi-urbani-del-xxi-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 11:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stato di salute di una città si misura anche dalla qualità dei progetti che la rinnovano. Gli spazi verdi devono essere al centro di ogni logica di sviluppo, ma dove l&#8217;amministrazione è particolarmente illuminata, spesso il manto erboso va oltre lasciando le piazze per arrampicarsi sulle pareti degli edifici come nelle costruzioni dell&#8217;Oasi d&#8217;Aboukir &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/05/esercizi-urbani-del-xxi-secolo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Esercizi urbani del XXI secolo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Lo stato di salute di una città si misura anche dalla qualità dei progetti che la rinnovano. Gli spazi verdi devono essere al centro di ogni logica di sviluppo, ma dove l&#8217;amministrazione è particolarmente illuminata, spesso il manto erboso va oltre lasciando le piazze per arrampicarsi sulle pareti degli edifici come nelle costruzioni del</span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">l&#8217;Oasi d&#8217;Aboukir a&nbsp;</span><a href="http://www.archilovers.com/p98741/l-oasis-d-aboukir" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;" target="_blank">Parigi</a>&nbsp;<span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">o</span>&nbsp;<span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">di Digby Road a </span><a href="http://www.archilovers.com/s5401/landscape-essential-for-healthier-cities" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;" target="_blank">Londra</a>&nbsp;<span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">(la parete vivente più alta d&#8217;Europa)</span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/05/url1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/05/url1.jpg" /></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Altre volte ancora il verde si snoda per i centri abitati per diventare corridoi in grado accompagnare i ciclisti proteggendoli dal traffico e dalla calura come nella ciclovia di 23 km tra </span><a href="http://denmark.dk/en/green-living/bicycle-culture/cycle-super-highway/" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;" target="_blank">Copenhagen e Albertslund</a><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Ben 22 municipalità si sono messe in rete per realizzare un sistema ciclistico integrato. Ancora più ambizioso è il &nbsp;progetto Rio a<a href="http://www.esmadrid.com/madridrio/html/madrid-rio-home-en.html" target="_blank"> Madrid</a> si propone di riqualificare il Manzanares allontanando le auto dal fiume e creando una fascia protetta di 45 chilometri.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Il verde stimola il movimento e proprio uno studio condotto dall&#8217;università del Governatorato delle Foreste del Regno Unito dimostra che ogni chilometro pedalato apporta un beneficio sociale di 0,4€, permettendo un risparmio annuo del sistema sanitario nazionale di circa 20 milioni.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Un passo ulteriore si ha quando la città assume la forma dalla foresta con costruzioni di 50 metri che riprendono le sagome degli alberi con pannelli solari al posto delle chiome. Questo non è più un progetto ma una visione. Il tecnobosco sta crescendo davvero a <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-2009458/Singapore-supertrees-How-giant-concrete-metal-woodland-towering-horizon.html" target="_blank">Singapore</a>. Fantascienza? No, per ora mi piace pensare a esercizi concreti di città sostenibili.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Progettisti italiani, dove siete?</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/citta-sostenibile-spazi-verdi_b_5269518.html" target="_blank">Huffington Post</a>.</span></p>
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		<title>E se domani diventassi un bosco, Gibran che direbbe?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/04/e-se-domani-diventassi-un-bosco-gibran-che-direbbe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 09:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vi piacciono le parole di Gibran e per voi un bosco non è un ammasso di alberi? Se pensate di aver già letto qualcosa di simile, non vi sbagliate. L&#8217;urna biodegradabile per le ceneri che, contenendo dei semi, può generare un albero ha riscosso un certo interesse.&#160; Ora, correndo il rischio di passare per necroforo, &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/04/e-se-domani-diventassi-un-bosco-gibran-che-direbbe/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">E se domani diventassi un bosco, Gibran che direbbe?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/04/e-se-domani-diventassi-un-bosco-gibran-che-direbbe/">E se domani diventassi un bosco, Gibran che direbbe?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Vi piacciono le parole di Gibran e per voi un bosco non è un ammasso di alberi? Se pensate di aver già letto qualcosa di simile, non vi sbagliate. L&#8217;urna biodegradabile per le ceneri che, contenendo dei semi, può generare un albero ha riscosso un certo interesse.&nbsp;</span></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/tumblr_ktbwz7m9ls1qaors6o1_4002.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/tumblr_ktbwz7m9ls1qaors6o1_4002.jpg" height="320" width="212" /></a></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px;"><br /></span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px;">Ora, correndo il rischio di passare per necroforo, segnalo un progetto arrivato alla mia pagina facebook dopo la pubblicazione in questione: un lettore, che ringrazio, mi ha segnalato il progetto <a href="http://www.capsulamundi.it/" target="_blank">Capsula Mundi</a>, il primo progetto italiano di sepoltura naturale.</span></div>
<p></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/capsuli-mundi2.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/capsuli-mundi2.jpg" height="273" width="320" /></a></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px;"><br /></span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px;">Due designer italiani, Anna Citelli e Raoul Bretzel, qualche anno fa hanno ideato una capsula biodegradabile in plastica di amido che, opportunamente collocata nel terreno con all&#8217;interno il corpo del defunto, diventa una fonte di risorse per gli alberi in crescita. Non si sono limitati al contenitore, ma ne hanno anche immaginato la collocazione. Riunirne un po&#8217; e farne delle riserve. Il progetto è chiaro: basta cimiteri in spigoli di marmo e ben vengano boschi della memoria. La filosofia alla base è quella per cui l&#8217;uomo non appartiene solamente alla razza umana, ma alla vita del pianeta nella sua complessità e per questo deve rimanere nel ciclo della trasformazione. Cito dal progetto.</span></div>
<blockquote style="background-color: #f0f0f0; border: 1px solid rgb(204, 204, 204); font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin: 15px 0px; padding: 15px;"><p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Fin da quando l&#8217;uomo ha potuto esprimersi con la scrittura, l&#8217;albero simboleggia l&#8217;unione tra la terra e il cielo, tra il materiale e l&#8217;immateriale, tra il corpo e l&#8217;anima. Il mondo vegetale è l&#8217;elemento di contatto tra noi, organismi complessi e il mondo minerale, dal quale non possiamo trarre direttamente nutrimento. Per produrre una bara oggi si abbatte un albero ad alto fusto, spesso di essenze pregiate, quindi a lento accrescimento. E&#8217; l&#8217;oggetto con il più breve ciclo di vita (è il caso di dirlo) prodotto dalla nostra società, ne consegue il più alto impatto ambientale (la crescita di un albero richiede dai 10 ai 40 anni, a fronte di tre giorni di fruibilità del prodotto!). Capsula Mundi è prodotta con materiale biodegradabile al 100% e realizzato da &#8220;plastica&#8221; di amido (l&#8217;amido si ricava da piante con ricrescita stagionale, quali patate e mais). Capsula Mundi risparmia la vita di un albero e anzi, propone di piantarne uno in più. Un albero accanto all&#8217;altro, di essenze diverse a creare un bosco, magari lì dove un bosco è scomparso. Un luogo in cui i bambini potranno andare ad imparare a riconoscere i diversi tipi di alberi (educazione ambientale) oppure in cui recarsi per una passeggiata e ricordarsi di persone che non ci sono più. Un bosco che godrà il rispetto della popolazione e sarà anzi protetto da possibili scempi, grazie al coinvolgimento emotivo di tutta la collettività.</span></p></blockquote>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Bellissima la parte del sito dedicata alla scelta del tipo di albero. Fateci un giro, scoprirete qualcosa che magari vi manca sugli alberi. Ad esempio, narra la leggenda che sulla tomba di Adamo, sul monte Tabor, nacque la pianta di ulivo il cui seme proveniva dal paradiso terrestre. Il mio fratello d&#8217;anima Alessio, racconta ogni tanto del suo bosco d&#8217;ulivi nella valle del Tevere. Da lì la vista spazia tra le colline umbre e l&#8217;appennino. Non mi dispiacerebbe immaginarmi lì, un giorno.</span></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/2009110100882.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/04/2009110100882.jpg" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px;"><br /></span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px;">Citando Gibran e il suo &#8220;Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo&#8221; (da Sabbia e Spuma, 1926) o, se preferite, Diego Cugia con &#8220;Non terrorizzate i vostri bambini con la vita eterna. Ditegli che da morti si diventa alberi. I grandi alberghi degli uccelli.&#8221; (da Jack Folla. Alcatraz, 2000), questo è davvero un altro modo di vedere oltre la barriera della vita come la intendiamo. E non crediate che sia contro i principi della religione, perché aver dato le proprie ultime risorse corporee per generare una nuova vita non è contro nessuna legge, divina, umana o scientifica.</span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px;"><br /></span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; font-size: 15px; line-height: 21px; list-style: none; margin-bottom: 14px; padding: 0px;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 15px;">Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/dopo-la-morte-scegli-di-diventare-un-bosco_b_5065338.html" target="_blank">Huffington Post</a>.</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/04/e-se-domani-diventassi-un-bosco-gibran-che-direbbe/">E se domani diventassi un bosco, Gibran che direbbe?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un nido tutto per te (e la tua anima gemella)</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/06/un-nido-tutto-per-te-e-la-tua-anima-gemella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 07:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>
		<category><![CDATA[altalena]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[campeggio]]></category>
		<category><![CDATA[sospesa]]></category>
		<category><![CDATA[tenda]]></category>
		<category><![CDATA[volante]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dici nido e pensi subito a qualcosa che ti protegge, che senti familiare, ma che soprattutto si eleva sopra l&#8217;ordinario comune. Ecco, ora declinate l&#8217;argomento &#8220;nido&#8221; con l&#8217;idea di uno spazio di relax che può stare agevolmente in un bosco, in un giardino, perfino in un angolo di casa. Sto per mostrarvi le tende &#8220;sospese&#8221;. &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/06/un-nido-tutto-per-te-e-la-tua-anima-gemella/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Un nido tutto per te (e la tua anima gemella)</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dici nido e pensi subito a qualcosa che ti protegge, che senti familiare, ma che soprattutto si eleva sopra l&#8217;ordinario comune.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/images-182.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/images-182.jpeg" /></a></div>
<p>Ecco, ora declinate l&#8217;argomento &#8220;nido&#8221; con l&#8217;idea di uno spazio di relax che può stare agevolmente in un bosco, in un giardino, perfino in un angolo di casa. Sto per mostrarvi le tende &#8220;sospese&#8221;.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/imgres102.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/imgres102.jpeg" /></a></div>
<p>Un paio le ho anche provate: in singolo sono il ritorno alla culla e al senso dell&#8217;altalena dolce, in coppia sono uno stimolo alla coccola che si libera nell&#8217;aria come il profumo dei fiori.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/images92.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/images92.jpeg" /></a></div>
<p>Ne esistono <a href="http://www.hang-in-out.com/item/single-cacoon/2">da appendere ai rami</a>, <a href="http://www.zillamag.com/design/crystal-bubble-tent-by-bubble-tree/">da appoggiare a terra</a>&nbsp;trasparenti, <a href="http://www.luminair.co.uk/tt/">da fissare ai tronchi</a>, <a href="http://www.tentsile.com/">da tendere tra gli alberi</a>, o <a href="http://www.cocoontree.com/">da lasciare galleggiare in aria</a> come una bolla. Con prezzi che partono da 250 euro sono anche un&#8217;idea originale per farsi un regalo.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/imgres-172.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/imgres-172.jpeg" /></a></div>
<p></p>
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		<title>3 minuti in pausa pranzo, l&#8217;uomo degli orsi, la guardiana del faro</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/3-minuti-in-pausa-pranzo-luomo-degli-orsi-la-guardiana-del-faro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 May 2013 10:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[bosco]]></category>
		<category><![CDATA[faro]]></category>
		<category><![CDATA[finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[orso]]></category>
		<category><![CDATA[paula]]></category>
		<category><![CDATA[vacanza]]></category>
		<category><![CDATA[visitfinland]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono tanti modi e canali per promuovere la conoscenza di un luogo. Questo è quello che ha scelto la Finlandia. Mi piace chi punta sul rapporto uomo &#8211; animali, a suo modo è come puntare al cuore del rispetto tra le varie sfere della vita. Vuol dire non avere nulla da nascondere. La Finlandia &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/3-minuti-in-pausa-pranzo-luomo-degli-orsi-la-guardiana-del-faro/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">3 minuti in pausa pranzo, l&#8217;uomo degli orsi, la guardiana del faro</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono tanti modi e canali per promuovere la conoscenza di un luogo. <a href="https://www.facebook.com/visitfinland/app_158587972131">Questo è quello che ha scelto la Finlandia</a>.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres212.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres212.jpeg" /></a></div>
<p>Mi piace chi punta sul rapporto uomo &#8211; animali, a suo modo è come puntare al cuore del rispetto tra le varie sfere della vita. Vuol dire non avere nulla da nascondere. La <a href="http://www.visitfinland.com/it/">Finlandia</a> è ovviamente anche molto altro, ad esempio <a href="http://www.visitfinland.com/it/articolo/incontro-con-paula-la-guardiana-del-faro/">Paula</a>. Vive col marito su un&#8217;isolotto, uno dei tanti che punteggiano la costa tra un&#8217;insenatura e l&#8217;altra. Nel filmato vorrei essere a mangiare fragole appoggiato alla balaustra del loro faro.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres222.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres222.jpeg" /></a></div>
<p>Cominciate pure ad immaginare questo paese staordinario, nella sua immensa foresta punteggiata di laghi c&#8217;è posto anche per voi.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/images182.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/images182.jpeg" /></a></div>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/3-minuti-in-pausa-pranzo-luomo-degli-orsi-la-guardiana-del-faro/">3 minuti in pausa pranzo, l&#8217;uomo degli orsi, la guardiana del faro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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