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	<title>foreste Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>Il labirinto di bambù</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Sep 2017 10:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bamboo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Copernicus, l&#8217;agenzia europea che si occupa dell&#8217;osservazione del territorio, ha pubblicato i dati degli incendi boschivi degli ultimi mesi. In una delle estati più incandescenti che si ricordi, in Europa vince il Portogallo, che si è fumato circa 2300 kmq (circa due volte la provincia di Napoli). L&#8217;Italia è buona seconda con 1300 kmq (quasi &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/09/il-labirinto-di-bambu/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il labirinto di bambù</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Copernicus, l&#8217;agenzia europea che si occupa dell&#8217;osservazione del territorio, ha pubblicato <a href="http://gwis.jrc.ec.europa.eu/static/gwis_current_situation/public/index.html" target="_blank" rel="noopener" data-cke-saved-href="http://gwis.jrc.ec.europa.eu/static/gwis_current_situation/public/index.html">i dati degli incendi boschivi</a> degli ultimi mesi. In una delle estati più incandescenti che si ricordi, in Europa vince il Portogallo, che si è fumato circa 2300 kmq (circa due volte la provincia di Napoli). L&#8217;Italia è buona seconda con 1300 kmq (quasi la provincia di Milano). La mappa dei focolai è impressionante: domina il rosso dove le fiamme sono divampate, con i dati che stanno peggiorando rispetto all&#8217;annata precedente. Su scala mondiale, la graticola non cambia, le foto del satellite mostrano il pianeta come un grande barbecue, con le prossime salamelle che rischiamo di essere noi. <a href="http://www.bbc.com/news/science-environment-36656443" target="_blank" rel="noopener" data-cke-saved-href="http://www.bbc.com/news/science-environment-36656443">Secondo la Bbc</a>, entro il 2025 ci saremo giocati oltre il 50% delle specie della foresta amazzonica. Non illudiamoci che se un bosco brucia lo si ripianti e -pluff- tutto rispunta e torna come prima. Spesso lo si brucia apposta per fare spazio ad allevamenti lager, piantagioni intensive, miniere. In ogni caso perdiamo una fonte di ossigeno, ci giochiamo l&#8217;azione stabilizzante delle radici, mandiamo in fumo l&#8217;ecosistema. Potremmo continuare, ma mi fermo qui.</p>
<p>Nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa. Per esempio, prestare attenzione negli acquisti cercando sull&#8217;etichetta l&#8217;origine della materia prima, che deve essere proveniente da foreste certificate. Dovremmo privilegiare nell&#8217;acquisto le specie a ricrescita veloce. Personalmente ho scoperto il bambù. Il che non fa di me un panda (è il loro alimento principale), ma uno consapevole di scegliere una sorta di <a href="https://www.theguardian.com/environment/2003/mar/20/research.science" target="_blank" rel="noopener" data-cke-saved-href="https://www.theguardian.com/environment/2003/mar/20/research.science">pianta dei miracoli</a> (per l&#8217;ambiente). Ha un ritmo di crescita che arriva ai 30 cm al giorno, a parità di età produce il 35% in più di ossigeno della media delle altre piante, arriva ad assorbire 12 tonnellate di CO2 per ettaro all&#8217;anno, cresce da zero a 4000 m e infine è versatile. Se ne fanno carta, arredi, costruzioni, cibo (perfino se non siete dei panda). In Giappone sono anche sicuri che le foreste di bambù abbiano un potere senza eguali sul fisico e sulla psiche. Grazie al <i>shinrin-yoku</i>, letteralmente bagno di foresta, camminare tra i tronchi migliora il potere immunitario e diminuisce lo stress.</p>
<p>Volete provare l&#8217;esperienza del perdervi in una foresta di bambù ma non potete volare fino a Kyoto? Andate verso Parma, al Bosco della Masone. Franco Maria Ricci &#8211; sì, è l&#8217;editore, il bibliofilo, il designer e il collezionista &#8211; ha creato nei pressi della sua abitazione <a href="http://www.labirintodifrancomariaricci.it/it/labirinto/homepage-labirinto/" target="_blank" rel="noopener" data-cke-saved-href="http://www.labirintodifrancomariaricci.it/it/labirinto/homepage-labirinto/">il labirinto più grande del mondo </a>radunando una ventina di specie di bambù. Un&#8217;occasione a cui non mancare, perfino se non siete dei panda.</p>
<p>Il weekend del 23 e 24 settembre sarà anche quello di Under the bamboo tree, una due giorni dedicata a questa pianta dei miracoli. Il bambù sarà il vero fil vert della manifestazione: si potrà passeggiare tra i viali del Labirinto, accompagnati dalle guide che illustreranno le peculiarità delle varie specie presenti, ci si potrà cimentare nella costruzione di oggetti di uso quotidiano o gustare speciali infusi al gusto di bambù. I più piccoli potranno divertirsi a costruire aquiloni o osservare le spregiudicate acrobazie dei trapezisti e i<br />
mirabolanti spettacoli dei giocolieri, che utilizzeranno attrezzi rigorosamente in bambù.<br />
I viali del dedalo verde saranno popolati anche da musicisti, che terranno piccoli concerti di flauto tra le fronde, da scovare negli angoli segreti, e dai disegnatori, impegnati a dipingere en plein air sotto la guida del maestro acquerellista Lorenzo Dotti.</p>
<p>Come racconta Franco Maria Ricci:</p>
<p>La pianta tradizionale dei labirinti è il bosso; anch’io forse<br />
l’avrei usato, se fossi stato più giovane; ma il bosso cresce lentamente, mentre il bambù è velocissimo. L’età mi ha fatto innamorare di questa pianta meravigliosa, che è uno dei molti doni<br />
dell’Oriente.<br />
Se i bambù (il mio parco ne conta venti specie diverse) sono cresciuti così rigogliosi è forse perché respirano bene, a poca distanza da un fiume il cui nome profuma  di Cina: il Po. Si tratta di una pianta straordinaria, che non si ammala, non si spoglia d’inverno, a causa della sua impaziente crescita assorbe grandi quantità di anidride carbonica lasciando a noi l’ossigeno e non provoca disastri a causa di tifoni o trombe d’aria (nessuno è mai morto perché gli era caduto addosso un tronco di bambù).</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/passato-prossimo-e-futuro-delle-foreste_a_23218484/">Huffington Post</a>.</p>
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		<title>L&#8217;albero di Natale che sarà un piacere smontare</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/lalbero-di-natale-che-sara-un-piacere-smontare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Dec 2013 09:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sul piazzale del Palazzo delle Arti di Budapest c&#8217;è un albero di Natale alto 11 metri. La notizia non desta stupore a dicembre, quel che è curioso è però che l&#8217;originale forma conica è in realtà composta da 365 slitte da neve e permetterà a un po&#8217; di bambini di divertirsi appena la costruzione sarà &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/lalbero-di-natale-che-sara-un-piacere-smontare/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;albero di Natale che sarà un piacere smontare</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sul piazzale del Palazzo delle Arti di Budapest c&#8217;è un <a href="http://www.archilovers.com/s4591/sledge-on-sledge-on-sledge-the-xmas-tree-designed-by-hello-wood">albero di Natale alto 11 metri</a>. La notizia non desta stupore a dicembre, quel che è curioso è però che l&#8217;originale forma conica è in realtà composta da 365 slitte da neve e permetterà a un po&#8217; di bambini di divertirsi appena la costruzione sarà smantellata. I fruitori che riceveranno gratuitamente le componenti dell&#8217;albero sono gli ospiti del programma di assistenza SOS Children&#8217;s Village.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/6bc1d42d53504dddaa976c9cb5bf377b1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img fetchpriority="high" decoding="async" border="0" height="213" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/6bc1d42d53504dddaa976c9cb5bf377b1.jpg" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/972be240790e4d5cb5d6b96c87cbb08e2.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" height="240" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/972be240790e4d5cb5d6b96c87cbb08e2.jpg" width="320" /></a></div>
<p>La <a href="http://vimeo.com/81376485">costruzione sulle rive del Danubio</a> ha richiesto qualche giorno di pazienza di un team di operai che hanno anche installato un suggestivo sistema di illuminazione. </p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/2ab7c8f10bad4fc492df08f3bf6626272.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" height="240" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/2ab7c8f10bad4fc492df08f3bf6626272.jpg" width="320" /></a></div>
<p>La parte eco della notizia è che gli alberi che hanno fornito il legno delle slitte, provenienti da foreste certificate a ripiantumazione programmata, è stato lavorato prima di diventare l&#8217;originale simbolo delle festività di fine anno e che ogni componente è già pronto per essere riciclato. Per i bambini interessati, smontare l&#8217;albero di Natale non è mai stato così piacevole.</p>
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		<title>Un po&#8217; di fresco in Canada</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/06/un-po-di-fresco-in-canada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2013 10:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>
		<category><![CDATA[doc]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[foresta]]></category>
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		<category><![CDATA[natura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la botta di caldo, una proposta fresca tre le foreste e le praterie canadesi. Tenete conto che è il secondo paese al mondo per estensione e con i suoi boschi ci si potrebbe riempire l&#8217;Europa e avanzarne ancora. Il doc di oggi è quasi interamente realizzato in volo sulla sua parte centrale. Buona galoppata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/06/un-po-di-fresco-in-canada/">Un po&#8217; di fresco in Canada</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la botta di caldo, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dg64MJ7nttQ">una proposta fresca</a> tre le foreste e le praterie canadesi.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/images-121.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="133" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/images-121.jpeg" width="200" /></a></div>
<p>Tenete conto che è il secondo paese al mondo per estensione e con i suoi boschi ci si potrebbe riempire l&#8217;Europa e avanzarne ancora. Il doc di oggi è quasi interamente realizzato in volo sulla sua parte centrale. Buona galoppata.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/images42.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/06/images42.jpeg" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/06/un-po-di-fresco-in-canada/">Un po&#8217; di fresco in Canada</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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