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	<title>forno Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>Il paradosso dell&#8217;inceneritore inutile</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/11/il-paradosso-dellinceneritore-inutile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2013 19:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono parecchie enclavi italiane dell&#8217;ecologia dove si ricicla sempre di più e sempre meglio e non pensiamole tutte al nord perché nella lista fanno bella mostra anche località come Salerno e la Sardegna. Tra i virtuosi c&#8217;è anche la Brianza: la terra cantata da Stendhal rappresenta un esempio da seguire per l&#8217;attenzione di chi &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/11/il-paradosso-dellinceneritore-inutile/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il paradosso dell&#8217;inceneritore inutile</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono parecchie enclavi italiane dell&#8217;ecologia dove si ricicla sempre di più e sempre meglio e non pensiamole tutte al nord perché nella lista fanno bella mostra anche località come Salerno e la Sardegna. Tra i virtuosi c&#8217;è anche la Brianza: la terra cantata da Stendhal rappresenta un esempio da seguire per l&#8217;attenzione di chi ci abita a distinguere e differenziare i rifiuti.</p>
<p>Un po&#8217; meno virtuosa è &nbsp;la scelta dei gestori del consorzio BEA (Brianza Energia Ambiente) in merito al loro inceneritore di Desio (provincia di Monza e Brianza). Il loro consiglio ha deciso, in un momento di sovracapacità degli impianti locali, di <a href="http://www.ilgiorno.it/monza/cronaca/2012/10/27/793153-monza-desio-inceneritore.shtml">ingrandire l&#8217;inceneritore </a>con un investimento di 32 milioni di euro per portarlo a 80.000 tonnellate annue di rifiuti da bruciare.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/imgres32.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/imgres32.jpg" /></a></div>
<p>Spiegatemi: la logica è quella di renderlo ancora di più sovracapace? Non era abbastanza sottoutilizzato? Se già riciclo bene a cosa mi serve un forno più potente per bruciare i sempre minori scarti? L&#8217;unico a reagire con decisione è stato il comune di Desio.</p>
<p>&#8220;Grazie alla nostra opposizione il progetto è stato revisionato &#8211; afferma Roberto Corti, sindaco di Desio &#8211; eravamo gli unici contro e abbiamo ottenuto di andare verso un graduale spegnimento e lo sviluppo nel consorzio di pratiche come quella del compostaggio, ma con solo il solo 12,5% rappresentato dalle nostre quote nella BEA c&#8217;è ben poco da fare.&#8221;</p>
<p>Il territorio compreso tra Milano e i laghi ha tutti i numeri per essere valorizzato con piste ciclabili e aree verdi. Potrei sbagliarmi, ma non credo che un inceneritore rientri tra le attrazioni per richiamare il pubblico, tanto più in un&#8217;ottica di valorizzazione del territorio cornice di EXPO2015.</p>
<p>”È stato un colpo di mano inaccettabile, una maggioranza risicatissima di pochi ha deciso per il futuro di tutti ampliando un inceneritore forti di un&#8217;autorizzazione acquisita poche settimane prima di una moratoria Regionale che ha detto, finalmente, stop a nuovi forni &#8211; dichiara Andrea Monti, assessore al turismo della provincia di Monza e Brianza &#8211; &nbsp;Un investimento utile a chi e a che cosa? I cittadini rischiano di pagare un doppio conto, ambientale ed economico, nel caso in cui il piano industriale si rivelasse insostenibile.”</p>
<p>Uno schema riassume brevemente perché gli inceneritori dovrebbero essere ottimizzati da una corretta gestione dei rifiuti per ridurli (e bruciarli) al minimo.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/images22.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/images22.jpg" /></a></div>
<p>Sono brianzolo, amo la mia terra, il nostro fiume si chiama Lambro e quando sono nato non potevi immergerci un piede senza danni per la tua salute mentre ora sono tornati i pesci e posso andare in bici sulla sponda da Monza fino ai laghi. Perché devo leggere ancora notizie illogiche che mi rendono incapace di spiegare la scelta di certi amministratori? Soprattutto: perché non sono diffusi ampiamente i nomi e gli interessi di chi ha votato a favore del piano di ingrandimento? I cittadini che pedalano, immergono i piedi nel fiume e riciclano coscienziosamente hanno il dovere di sapere.</p>
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		<title>Pane, fattelo in casa buono e conveniente</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/03/pane-fattelo-in-casa-buono-e-conveniente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 14:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[forno]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cucina ai tempi della crisi cambia vocazione per riscoprire manualità con ingredienti genuini e acquistati direttamente dai produttori. Era sul&#160;Corriere&#160;di qualche tempo fa la notizia che il pane fatto in casa batte la crisi e vince col gusto. Stessa autrice e stesso argomento settimana scorsa, questa volta con estensione a yogurt e marmellata, con &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/03/pane-fattelo-in-casa-buono-e-conveniente/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Pane, fattelo in casa buono e conveniente</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/03/pane-fattelo-in-casa-buono-e-conveniente/">Pane, fattelo in casa buono e conveniente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/03/imgres-151.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" height="107" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/03/imgres-151.jpeg" width="320" /></a></div>
<p>La cucina ai tempi della crisi cambia vocazione per riscoprire manualità con ingredienti genuini e acquistati direttamente dai produttori. Era sul&nbsp;<a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/gennaio/21/pane_mio_co_7_090121043.shtml">Corriere&nbsp;</a>di qualche tempo fa la notizia che il pane fatto in casa batte la crisi e vince col gusto. Stessa autrice e stesso argomento settimana scorsa, questa volta con estensione a yogurt e marmellata, con la conferma che almeno un italiano su tre produce alimenti in casa. A riprova, i dati ISTAT confermano che se cala la spesa in generale degli alimentari (-1,5%), aumenta invece quella per gli ingredienti base (farina&nbsp;+8%, uova +6, burro&nbsp;+4).<br />Qualcuno ha guardata anche al portafoglio e alla salute: conti alla mano, parrebbe che farsi il pane permette di&nbsp;<a href="http://www.pinkroma.it/casa-cucina/menu-stagione/casa-cucina-crisi-pane-fatto-casa-si-risparmia-310">risparmiare fino al 310%</a>&nbsp;e&nbsp;garantisce la certezza di ingredienti genuini. Di sicuro, poi, il pane dura, se ben conservato, fino a una settimana.</p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/03/blogger-image-8560736691.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"><img decoding="async" border="0" height="150" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/03/blogger-image-8560736691.jpg" width="200" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">Sì, anche io, una volta alla settimana</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La ricetta tradizionale è davvero semplicissima, perfino nel forno tradizionale e in molti siti è proposta con&nbsp;<a href="http://www.ideericette.it/ricetta-pane-fatto-in-casa/">dettagliati passaggi fotografici</a>&nbsp;a prova di dilettante. Le idee per poi personalizzare il risultato sono infinite. Può perfino diventare un gioco per i più piccoli che apprezzano qualcosa fatto da loro riuscendo a valorizzare un cibo di forte tradizione.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"></div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/03/imgres51.jpeg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/03/imgres51.jpeg" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">Fare il pane educa</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Non dimenticherò mai un giorno trascorso a scrivere un racconto in una scuola elementare di una borgo della Brianza, Missaglia. Alla mia domanda &#8220;Cosa vi piacerebbe succedesse nel futuro al vostro paese&#8221;, la risposta spiazzante di bimbo è stata &#8220;Vorrei che nelle vie si sente ancora il profumo del pane&#8221;. Nulla da aggiungere.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/03/pane-fattelo-in-casa-buono-e-conveniente/">Pane, fattelo in casa buono e conveniente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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