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	<title>gas Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>Non buchiamo il referendum delle trivelle</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2016/04/referendum-trivelle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 23:57:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il referendum delle trivelle ci chiama a dare un parere che è una scommessa sull'ambiente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2016/04/referendum-trivelle/">Non buchiamo il referendum delle trivelle</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra malinformazione e silenzi, domenica 17 ci sarà chiesto di dire la nostra al referendum sulle trivelle, ribattezzato No Triv.</p>
<p>Estremizzo le due posizioni che vi sarà capitato di sentire. La prima: se continuiamo a bucare, ci si sgonfia il pianeta sotto i piedi e sarà un gran casino con un disastro via l&#8217;altro tra maree nere, terremoti e torri in metallo all&#8217;orizzonte così brutte che neanche i gabbiani vorranno farci sopra la cacca. La seconda: se non buchiamo dovremo andare a piedi, avremo orde di disoccupati per le strade, diventeremo una specie di terzo mondo fuori dal terzo mondo.<br />
<span id="more-4343"></span></p>
<p>Tra le due apocalissi che portano allo stesso risultato di sfiga eterna, va ben chiarito che se vincesse il Sì non si fermerebbero tutte le nuove trivellazioni. In realtà si chiede agli italiani di cancellare l&#8217;articolo che permette ricerche e estrazioni di gas e petrolio in mare entro le 12 miglia marine dalla costa. Nulla cambia per le attività a distanza superiore e per quelle sulla terraferma. Rimane inoltre il divieto di approvare nuove concessioni. Una vittoria del Sì porterebbe in circa vent&#8217;anni all&#8217;estinzione delle concessioni in essere, mentre la vittoria del No garantirebbe di fatto la possibilità di giungere all&#8217;esaurimento di ogni giacimento.</p>
<p>Precisato questo, vorrei però chiedervi pochi minuti di una domenica di primavera per dare un segnale. Se la stagione della fioritura e dei primi caldi non vi lascia insensibili, andate a votare. E votate Sì, possibilmente. Se vi piacciono prati e boschi, se pensate che una boccata d&#8217;aria fresca e un bicchiere di acqua limpida abbiano un valore, sarà una domenica per dirlo. Ci sono almeno 5 ragioni per farlo. Cinque significati in un solo Sì.</p>
<p>1 <strong>Diamo un segnale che l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente c&#8217;è ed è diffusa</strong><br />
In molti sostengono che non sia un referendum importante, che gli italiani se ne fregheranno, che tutto sommato si parla di limitazioni minime e che si minacciano posti di lavoro. Dimostriamo il contrario, votando il Sì alle limitazioni che sarà un no secco alle correnti di corruzioni legate al petrolio, ai suoi rischi, al suo sviluppo. Obama tenne un suo discorso in una fabbrica di pala eoliche riconvertita da un impianto per la produzione di strutture petrolifere. Passate il messaggio ai nostri dirigenti e ai politici di plastica più esperti in riciclaggio proprio che non in quello dei rifiuti.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.33.18.jpg" rel="attachment wp-att-4339"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4339" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.33.18.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.33.18" width="596" height="294" /></a></p>
<p>2 <strong>Il petrolio è il passato</strong><br />
Nessun illuso sostiene che se ne possa fare a meno già oggi. Non è così e non lo sarà per un bel po&#8217; ancora. Però siamo tra i primi paesi per utilizzo di rinnovabili. Facciamo capire che vogliamo puntare in direzione del futuro pulito. Scrivendo Sì scriveremo Sì anche alla riconversione e a puntare in modo più diretto verso il rinnovabile, che negli ultimi due anni segna in Italia una preoccupante frenata del tasso di crescita.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.34.11.jpg" rel="attachment wp-att-4340"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4340" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.34.11.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.34.11" width="495" height="197" /></a></p>
<p>3 <strong>Le trivelle non sono grandi opere per il turismo e l&#8217;ambiente </strong><br />
Il referendum tocca le trivelle all&#8217;interno delle acque territoriali, quelle più vicine alla costa e che sono una ferita alla integrità di un paesaggio dove il giacimento dovrebbe essere quello turistico e non quello fossile. C&#8217;è davvero qualcuno che pensa che una torre in metallo all&#8217;orizzonte aiuti a proporre il Bel Paese, anche se è comoda per i gabbiani che possono riposare al largo?</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.36.41.jpg" rel="attachment wp-att-4341"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4341" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.36.41.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.36.41" width="519" height="263" /></a></p>
<p>4 <strong>Le trivelle rischiano di creare discariche</strong><br />
Se ne è già parlato e <a href="http://www.huffingtonpost.it/greenpeace-italia/discarica-sottomarina-canale-sicilia_b_9599802.html?utm_hp_ref=italy" target="_hplink">ci sono indagini in corso</a>. Ribadito che fuori dalle acque territoriali si può fare poco, esprimere una eco-opinione sostenuta da molti cittadini è un segnale forte anche per le società coinvolte, che sarebbero costrette a prevedere un calo di profitto da un eventuale boicottaggio.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.35.58.jpg" rel="attachment wp-att-4342"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4342" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.35.58.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.35.58" width="686" height="316" /></a></p>
<p>5 <strong>Le piattaforme sono un rischio</strong><br />
Nessuna attività è senza rischi. Alcune sono però più a rischio di altre. Quelle legate all&#8217;attività estrattiva rimangono ben fissate nella memoria collettiva a <a href="http://www.lifegate.it/persone/news/come-stanno-gli-animali-del-golfo-del-messico-cinque-anni-dal-disastro-petrolifero-della-bp" target="_hplink">distanza di anni</a>. Per i vantaggi economici relativamente contenuti, potrebbe non valere la pena mettersi in gioco a pochi metri dalle spiagge. Il problema rimane per i nostri vicini &#8211; Croazia e Grecia su tutti &#8211; ma almeno la loro opinione pubblica avrebbe un segnale di quello che sta succedendo da noi. Credo nel contagio positivo delle buone azioni.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.37.01.jpg" rel="attachment wp-att-4344"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4344" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.37.01.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.37.01" width="545" height="338" /></a></p>
<p>Se siete scettici o volete diffondere il messaggio ma siete davanti a muri incerti, diffondete questa intervista di Mario Tozzi raccolta da <a href="http://www.radiopopolare.it/2016/03/fonti-fossili-roba-vecchia-serve-una-svolta/" target="_hplink">Radio Popolare</a>. Alla domanda se questo è un referendum tecnico, la risposta. Sì, lo è, come del resto lo sono tutti, ma il valore simbolico è forte. Significa che se vincessero i Sì finalmente il nostro paese si allineerebbe con quella che è l&#8217;unica posizione possibile oggi: l&#8217;abbandono dei combustibili fossili. Se noi abbiamo aderito all&#8217;accordo sul clima di Parigi, vuol dire che entro il 2050 dovremo tagliare le nostre emissioni inquinanti. E quando lo facciamo? Nel 2049? Non c&#8217;è tempo da perdere, devi cominciare adesso a investire sulle energie rinnovabili e su quelle incentrare tutta la strategia energetica del Paese.</p>
<p>Proprio perché non c&#8217;è tempo da perdere, andare a dire la nostra domenica 17 non sarà tempo perso. E&#8217; anche questo un gesto per chi crede nella primavera.<!--more--></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2016/04/referendum-trivelle/">Non buchiamo il referendum delle trivelle</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<item>
		<title>Uccisi con gas e tritacarne&#8230; e non è un horror</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/01/uccisi-con-gas-e-tritacarne-e-non-e-un-horror/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2014 19:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questo articolo contiene video particolarmente cruenti. Ma questa è la realtà. Soltanto in Italia, ogni anno, oltre 30 milioni di piccoli pulcini appena nati (maschi), essendo &#8220;inutili&#8221; per le uova e non adatti per la carne, vengono ridotti in concime organico per i campi, come unica conseguenza dell&#8217;industria delle UOVA. I metodi di uccisione comunemente &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/01/uccisi-con-gas-e-tritacarne-e-non-e-un-horror/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Uccisi con gas e tritacarne&#8230; e non è un horror</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/01/uccisi-con-gas-e-tritacarne-e-non-e-un-horror/">Uccisi con gas e tritacarne&#8230; e non è un horror</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: left;">Questo articolo contiene video particolarmente cruenti. Ma questa è la realtà.</div>
<div style="clear: both; text-align: center;"></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/32371_10151217095337179_961556711_n2.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/32371_10151217095337179_961556711_n2.jpg" height="213" width="320" /></a></div>
<p><span style="background-color: white; color: #898f9c; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.800000190734863px; line-height: 18px;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/Schermata-2014-01-11-a-20.52.482.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/Schermata-2014-01-11-a-20.52.482.jpg" height="89" width="320" /></a></div>
<p><span style="background-color: white; color: #898f9c; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.800000190734863px; line-height: 18px;"><br /></span><span style="background-color: white; color: #898f9c; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.800000190734863px; line-height: 18px;">Soltanto in Italia, ogni anno, oltre 30 milioni di piccoli pulcini appena nati (maschi), essendo &#8220;inutili&#8221; per le uova e non adatti per la carne, vengono ridotti in concime organico per i campi, come unica conseguenza dell&#8217;industria delle U</span><span style="background-color: white; color: #898f9c; display: inline; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.800000190734863px; line-height: 18px;">OVA. I metodi di uccisione comunemente impiegati sono mediante <a href="http://laverabestia.org/play.php?vid=2995">gassazione</a>&nbsp;o mediante <a href="http://laverabestia.org/play.php?vid=1150">tritacarne</a> a lama. Utilizzati sono anche i metodi per soffocamento o annegamento. Qualsiasi tipo di allevamento, sia esso in batteria, biologico o all&#8217;aperto, si risolve inevitabilmente con l&#8217;uccisione dei pulcini nati maschi prima e di tutte le galline di &#8220;<a href="http://laverabestia.org/play.php?vid=1735">fine carriera</a>&#8221; dopo.</p>
<p>nota 1: «I pulcini maschi devono essere soppressi secondo una normativa europea perché non si tratta di polli da carne (col gas oppure mediante una specie di tritacarne a lama)» spiega Valerio Costa, imprenditore del più grande incubatoio d’Italia a Cocconato d’Asti. «Questa è la razza delle galline ovaiole, e i maschi vengono eliminati subito dopo la nascita, mica lo facciamo per cattiveria, è proprio inevitabile, non servono a nulla, accade in tutto il mondo». [estratto da &#8220;Nessuno vuole quella montagna di pulcini&#8221; articolo di MAURIZIO CROSETTI pubblicato su &#8220;Repubblica&#8221;]</p>
<p>nota 2: I maschi di razza OVAIOLA non sono utilizzati nel mercato della &#8220;carne&#8221; perchè &#8220;producono&#8221; una carne &#8220;qualitativamente scadente&#8221; per il mercato, crescono inoltre troppo lentamente e non raggiungono un peso sufficiente a essere economicamente vantaggiosi nella logica produttiva industriale. Per questo scopo, ugualmente terribile, esistono le razze da &#8220;CARNE&#8221;, così definite, classificate, impiegate ed utilizzate in zootecnia.</span><br /><span style="background-color: white; color: #898f9c; display: inline; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.800000190734863px; line-height: 18px;"><br /></span><span style="background-color: white; color: #898f9c; display: inline; font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 12.800000190734863px; line-height: 18px;"></span></p>
<div style="clear: both;">Segnalazione e foto di Mancho San, che ringrazio.</div>
<div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/01/uccisi-con-gas-e-tritacarne-e-non-e-un-horror/">Uccisi con gas e tritacarne&#8230; e non è un horror</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Il gasdotto sotto la bandiera blu</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/il-gasdotto-sotto-la-bandiera-blu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2013 09:40:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Melendugno, un angolo di Salento dove il mare ricama tra le scogliere strisce di sabbia dall&#8217;acqua cristallina, il depuratore non scarica in mare i reflui ma utilizza la fitodepurazione in zone umide interne in cui fanno tappa gli stormi migratori, la pineta lambisce il paese sul quale sventola la bandiera blu facendone una perla del &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/il-gasdotto-sotto-la-bandiera-blu/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il gasdotto sotto la bandiera blu</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/il-gasdotto-sotto-la-bandiera-blu/">Il gasdotto sotto la bandiera blu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Melendugno, un angolo di Salento dove il mare ricama tra le scogliere strisce di sabbia dall&#8217;acqua cristallina, il depuratore non scarica in mare i reflui ma utilizza la fitodepurazione in zone umide interne in cui fanno tappa gli stormi migratori, la pineta lambisce il paese sul quale sventola la bandiera blu facendone una perla del turismo pugliese. Bello vero?</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/imgres-111.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/imgres-111.jpg" /></a></div>
<p>Ora resettate. Melendugno, terminale costiero di arrivo del <a href="http://www.huffingtonpost.it/2013/08/10/tap-il-gasdotto-trans-adriatico_n_3737202.html%22%20target=%22_hplink">gasdotto intercontinentale TAP</a> (Trans Adriatic Pipeline), di cui sono iniziati proprio ieri i sondaggi. Bel cambio di <a href="http://www.ilpaesenuovo.it/2013/12/16/gasdotto-tutto-pronto-per-i-sondaggi-no-tap-la-societa-non-ha-intenzione-di-dare-alternative/">prospettiva</a>, non trovate?</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/imgres-121.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/imgres-121.jpg" /></a></div>
<p>La società incaricata dichiara che tutto il processo ha seguito l&#8217;<a href="http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/12/14/news/tap-73567131/">iter burocratico previsto</a>. E ha ragione. Ma siamo sicuri che valga la pena sconvolgere per qualche anno il tratto di costa, costruire la struttura (anche se, garantiscono dalla società, avrà un basso impatto) e fare di un pezzo di Salento un terminale per risorse energetiche non rinnovabili provenienti dal Mar Caspio e dirette poi verso l&#8217;Austria (l&#8217;hub di distribuzione del gas è oltralpe) ?</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/Schermata-2013-12-20-a-10.10.062.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="277" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/Schermata-2013-12-20-a-10.10.062.jpg" width="320" /></a></div>
<p>La maggioranza dei sindaci si schiera a fianco al comitato NO-TAP e ha commissionato un&#8217;indagine a personale tecnico competente in materia. Ho potuto intervistare uno dei componenti della commissione.</p>
<p>«Ci sono diverse ragioni che dovrebbero scoraggiare l&#8217;approdo del gasdotto qui &#8211; sostiene l&#8217;ingegner Alessandro Manuelli &#8211; Dal punto di vista morfologico, la scarpata marina che fronteggia la costa obbliga l&#8217;aumento della pressione del gas nella condotta il cui diametro sarà di un &nbsp;metro. La zona è ricca di Poseidonia alla base della catena alimentare marina. L&#8217;area è ad elevato rischio sismico. Non bastasse: non è stato stilato nessun piano dei rischi né un albero delle conseguenze in caso di incidente.»</p>
<p>Rincara la dose il comitato NO-TAP, nel quale affermano che, stando ai piani pubblici visionati, sarà sbancata un&#8217;area di pineta e parecchie centinaia di olivi secolari per nascondere sotto terra il danno ambientale di una condotta. Come dire: per non farmi un danno alla mano, me la taglio. Il problema è la sfumatura decisionale che passa dal NO secco locale all&#8217;approvazione romana dell&#8217;opera, definita &#8220;strategica&#8221;. In molti, nel Salento, si domandano peraltro come mai i sondaggi di compatibilità si effettuino solo ora, a progetto presentato. Le perplessità ci sono anche sul piano socio-economico.</p>
<p>«Non possiamo venderci oggi il futuro dei nostri figli &#8211; dichiara la giornalista Carmen Mancarella &#8211; qui c&#8217;è gente che vive di turismo e in molti hanno scelto di non emigrare per investire nella nostra terra, farne un mestiere per portare qui gente e condividerne la fortuna di un ambiente con tutti i numeri per fare turismo di qualità. Non voglio andare a fare la cameriera in Australia dopo che mi sono battuta per promuovere la mia regione sperando di costruire un futuro per Salvatore, Carlo e Giuseppe, i miei figli».</p>
<p>Signori politici di Roma e signori Tap, in un&#8217;epoca dove si punta sulle fonti energetiche rinnovabili, non posso non condividere questa posizione.</p>
<p>Siamo sinceri: andreste mai al mare in un posto sul cui depliant ci fosse scritto &#8220;mare blu, scogliere suggestive, campagne con ulivi secolari e un nuovissimo gasdotto intercontinentale&#8221;? Piuttosto, senza estremismi: poco più a nord verso Brindisi c&#8217;è una centrale a carbon fossile. Non si potrebbe variare di qualche grado l&#8217;inclinazione del gasdotto nel punto in cui si immerge in Albania e farlo spuntare là dove si potrebbe sostituire il carbone col gas e trasportare poi energia anziché combustibile? E poi, in ogni caso, mi piacerebbe dare un&#8217;occhiata all&#8217;analisi costi benefici, per capire anche quanto costa il tutto e quali saranno i vantaggi reali.</p>
<p>Se mi domando chi a Roma ha analizzato l&#8217;opera, temo di conoscere la risposta. Signori, &nbsp;una preghiera, prima di ogni futura decisione, fatevi un giro in Salento. Sono certo che vi basterà affacciarvi alla scogliera per capire tutto.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/il-gasdotto-sotto-la-bandiera-blu_b_4453807.html?utm_hp_ref=italy">Huffington Post</a>.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/il-gasdotto-sotto-la-bandiera-blu/">Il gasdotto sotto la bandiera blu</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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