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	<title>gay &#8211; Stefano Paolo Giussani</title>
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	<description>Giornalista e scrittore</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 Nov 2026 00:28:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Meglio morto che gay: il mostro è ancora lì</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2026/06/meglio-morto-che-gay/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 14:33:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HuffPost Italia]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
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					<description><![CDATA[In Versilia l’epilogo tragico di una storia già scritta che potrebbe ricapitare "perché si è già tutelati"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Camaiore, 24 giugno. Un uomo di 63 anni, Piero Moriconi, <a href="https://firenze.repubblica.it/cronaca/2026/06/24/video/versilia_delitto_uccide_moglie_e_figlio_camaiore-425431609/">prende il fucile e spara</a> alla moglie e al figlio. Kathy Andreoni, 52 anni, muore. Mirko, 24 anni, muore. Il movente che emerge dalle prime indagini è la mancata accettazione dell&#8217;omosessualità del figlio. Prima di sparare, quell&#8217;uomo aveva già pronunciato la frase. Mirko stesso l&#8217;aveva raccontata in un video: «<a href="https://firenze.repubblica.it/cronaca/2026/06/24/news/versilia_camaiore_uccide_moglie_figlio_omicidio-425431330/">Meglio morto che gay</a>», avrebbe detto il padre dopo il coming out.</p>
<p>Dieci anni fa avevo scritto un racconto. Era la storia di un ragazzo chiuso in una stanza ad ascoltare il padre avvicinarsi con un fucile dopo aver scoperto la sua omosessualità. Non era un esercizio di immaginazione. Dietro quelle pagine c&#8217;era una testimonianza vera: un amico, una persona reale, che mi aveva raccontato cosa aveva vissuto. Il terrore di quella notte, il rumore di una serratura, il cigolio di un gradino evitato apposta. Avevo trascritto quella paura con la speranza — quasi la certezza — che in dieci anni diventasse un documento del passato, qualcosa da leggere dicendo: guarda com&#8217;era, guarda quanto siamo cambiati.</p>
<p>In quel racconto il padre era un cacciatore. Andavano insieme a caccia di cinghiali, padre e figlio, nel bosco. Nelle parole che avevo messo in bocca al ragazzo c&#8217;era una domanda che bruciava: che differenza c&#8217;è tra il cinghiale e il figlio frocio? Il cinghiale lo mangi e lo racconti agli amici. Ci ridi sopra. Il figlio frocio lo devi nascondere. Non ci ridi sopra. E poi, nella stessa voce, la vergogna descritta come l&#8217;unico metro: una vergogna per il paese, come poteva guardare ancora in faccia i suoi amici. Come se il problema fosse lo sguardo degli altri al bar, non una vita da accettare.</p>
<p>Invece eccola, la notizia.</p>
<p>Camaiore è in Versilia, tra gli ulivi. Un posto bello, associato nella memoria collettiva alla vacanza, al mare, a qualcosa di mite. Avevo scelto un paesaggio simile perché certi orrori sembrano impossibili dove tutto è quieto. Ma la dolcezza del luogo lascia i fatti immutati.</p>
<p>Nel frattempo, fuori dall&#8217;Italia, le cose peggiorano. In <a href="https://www.amnesty.it/uganda-il-presidente-approva-la-legge-contro-lomosessualita/">Uganda</a> la legge anti-omosessualità prevede la pena di morte. In <a href="https://www.lastampa.it/esteri/2024/03/30/news/mosca_gestori_di_bar_lgbt_sono_terroristi-14187697/">Russia</a> chi difende i diritti delle persone gay rischia il carcere. In numerosi paesi africani e mediorientali l&#8217;orientamento sessuale espone a pene detentive, a violenza istituzionale, talvolta alla morte. Sono dati verificabili, e arrivano insieme a questa notizia da Camaiore come tessere di un unico quadro.</p>
<p>Mirko aveva pubblicato un video. Aveva parlato, aveva detto cosa stava vivendo. Qualcuno lo aveva ascoltato abbastanza?</p>
<p>A chi chiede se valga la pena leggere, manifestare, fare pride — a chi liquida tutto con un &#8220;<a href="https://www.facebook.com/reel/4817066971853176">ormai siete tutelati</a>&#8220;, con un &#8220;ci sono problemi più urgenti&#8221; — rispondo con questa notizia. Il mostro è ancora lì, in agguato. Qualche volta porta il fucile. Qualche volta si annida in una legge, in un commento dato per normale, nel silenzio di chi poteva intervenire e ha scelto di guardare altrove. Mentre il mostro aspetta solo che si scriva un’altra storia.</p>
<p><em>Pubblicato originariamente su <a href="https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/06/25/news/meglio_morto_che_gay-22212916/">HuffPost Italia</a> il 25 giugno 2026</em></p>
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		<title>Ritratto di famiglie: una mostra-coming out a Palazzo Pirelli</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HuffPost Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
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					<description><![CDATA[16 famiglie, un laboratorio di fotografia e filosofia, in un'esposizione ideata dalla fotografa e filosofa Alle Bonicalzi con e per Agedo Milano, associazione di genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBTQIA+. Un messaggio forte, ma zoppo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Due genitori abbracciano la loro creatura tenendola in mezzo, le loro mani sono appoggiate sul suo torace e tutte le tre figure guardano in macchina con uno sguardo di consapevolezza. Sull&#8217;immagine sono appoggiate delle strisce di carta manoscritte. Come dei pizzini appesi. Affermano &#8220;ho compreso la complessità dell&#8217;essere umano, la potenza delle differenze, la bellezza della diversità. Il percorso è prezioso se lo puoi condividere, se serve solo a te, funziona a metà. Per vedere, capire, vale la pena attraversare la vita con gli occhi e il cuore aperto&#8221;. È una delle opere che arricchiscono il piano terra del Consiglio Regionale della Lombardia. In concomitanza con la ricorrenza del 17 maggio, giornata contro l&#8217;omobitransfobia, la mostra <a href="https://www.agedomilano.it/agedo-in-regione-lombardia-mostra-fotografica-e-talk/">Ritratto di famiglie</a> porta un messaggio alla nostra società dal cuore delle istituzioni. È un messaggio forte, ma zoppo.</p>
<p>Lo ha ideato la fotografa e filosofa Alle Bonicalzi con e per Agedo Milano, l&#8217;associazione di genitori, parenti, amiche e amici di persone LGBTQIA+. All&#8217;inaugurazione del 12 maggio, al piano terra del Palazzo Pirelli di Milano sono intervenuti l&#8217;autrice del progetto, la presidente di Agedo Milano Cinzia Valentini, le famiglie protagoniste del percorso e Luca Paladini, consigliere regionale del Patto Civico e fondatore de I Sentinelli di Milano, che ha voluto l&#8217;esposizione in Regione.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-02.jpg" alt="Ritratto di famiglie: una mostra-coming out a Palazzo Pirelli" class="wp-image-6260" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-02.jpg 800w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-02-300x169.jpg 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-02-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
<p>Mentre appena il giorno prima il presidente Sergio Mattarella <a href="https://www.quirinale.it/it/video/presidente-mattarella-fondazione-renzo-piano">pronunciava</a> al vicino Politecnico la frase «ai giovani possiamo trasmettere valori di convivenza, non pretendere di trasmettere modelli di comportamento», a pesare sull&#8217;apertura della mostra è stata l&#8217;<a href="https://www.milanotoday.it/politica/mostra-lgbt-pirellone.html">assenza di rappresentanti</a> dell&#8217;Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che pure ha concesso la sede. A denunciarla è lo stesso Paladini: «Una mancanza di rispetto che trasuda imbarazzo verso il tema. Un&#8217;assenza ancora più significativa se si considera che, in occasione di molte altre iniziative al Pirellone, il presidente del Consiglio è normalmente presente. In questo caso non vi è stata neppure l&#8217;indicazione di un delegato dell&#8217;Ufficio di Presidenza per portare un saluto istituzionale». Sulla stessa linea Cinzia Valentini: «È grande la soddisfazione di vedere esposte le nostre foto in una sede così prestigiosa, ma ci è dispiaciuto non ci fosse un rappresentante dei vertici della Regione all&#8217;inaugurazione». Una distanza che, in una città come Milano e a poche settimane dal Pride, segnala lo scollamento fra la presidenza regionale e una parte del tessuto sociale del capoluogo. Un&#8217;assenza che non è la prima in Italia per iniziative simili, ma che non scoraggia chi continua a portarle nelle sedi istituzionali.</p>
<p>Anche per questo motivo, è auspicabile che questa mostra giri. Magari proprio grazie ad Agedo, che ha una presenza capillare nel nostro Paese. Le opere che la compongono sono collage digitali che intrecciano fotografia e scrittura creativa, frutto di un laboratorio condotto dall&#8217;autrice con alcuni nuclei familiari dell&#8217;associazione. Ogni ritratto dialoga con frammenti di parole tratti dai manoscritti dei partecipanti, secondo un metodo che restituisce corpo, luce e voce alle storie raccolte. «Il ritratto è uno, collettivo e corale, ma le famiglie sono tante, diverse, uniche e irripetibili», spiega <a href="https://www.allebonicalzi.com/">Alle Bonicalzi</a>, che descrive l&#8217;esposizione come «essa stessa un coming out, l&#8217;epifania di una possibilità nuova di essere famiglia».</p>
<p>Il metodo, racconta l&#8217;autrice, è nato dall&#8217;incrocio tra la sua doppia formazione, fotografica e filosofica. Sedici famiglie convocate nella sede di Agedo Milano, un&#8217;unica sessione di scatti con fondo neutro e luce classica per non distrarre dall&#8217;unicità di ciascun volto. Ma le foto, da sole, non sarebbero bastate: «le immagini mostrano, non dimostrano &#8211; precisa Bonicalzi &#8211; qui c&#8217;era una storia delicata, profonda, articolata. Non volevo dare in pasto ritratti classici a occhi pieni di pregiudizio, volevo che le persone ritratte ci mettessero la voce». Ha allora chiesto ai partecipanti di guardarsi negli occhi senza parlarsi per tre minuti, poi di scrivere per un quarto d&#8217;ora senza fermarsi a partire dalla frase &#8220;Se guardi attraverso i miei occhi vedrai…&#8221;, infine di confrontarsi all&#8217;interno del proprio nucleo familiare decidendo cosa leggere agli altri e cancellare il resto. «Si sono detti e dette cose che non avevano mai condiviso», ricorda. Al momento di selezionare cosa rendere pubblico, è successo qualcosa di raro. «Agedo non ha cancellato quasi niente, mentre di solito mi arrivano fogli cancellatissimi. Lì ho capito che ogni famiglia dovrebbe guardarsi come si guarda Agedo».</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-03.jpg" alt="Ritratto di famiglie: una mostra-coming out a Palazzo Pirelli" class="wp-image-6261" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-03.jpg 800w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-03-300x169.jpg 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-03-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
<p>«La mostra è un invito a guardare il mondo con occhi nuovi — afferma Valentini — perché solo vedendo davvero l&#8217;altra persona possiamo costruire una società più libera e accogliente». Agedo Milano fa parte di Agedo Nazionale, rete che da oltre trent&#8217;anni accompagna i genitori nel percorso di accoglienza e comprensione delle proprie figlie e dei propri figli, promuovendo dialogo, riconoscimento dei diritti civili e contrasto a ogni forma di discriminazione. Nel 2009, al sodalizio è stato conferito l&#8217;Ambrogino d&#8217;Oro dal Comune di Milano.</p>
<p>Il percorso si propone come esperienziale prima ancora che espositivo. Accanto ai ritratti si trovano poster tipografici che rilanciano allo spettatore le stesse domande filosofiche poste alle famiglie ritratte. Di fronte, un quaderno invita a lasciare delle riflessioni e una boccia piena di strisce di carta coi toni arcobaleno dialoga con le sfumature dei manifesti didascalici. Una ragazza davanti a me ne pesca uno. Non le chiedo cosa ci sia scritto sopra, mi basta il suo sorriso e pensare che stasera, quando rientrerà, si sentirà accolta da quel senso di calore che ognuna di queste foto trasmette.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-04.jpg" alt="Ritratto di famiglie: una mostra-coming out a Palazzo Pirelli" class="wp-image-6262" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-04.jpg 800w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-04-300x169.jpg 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/05/ritratto-di-famiglie-a-palazzo-pirelli-04-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
<p><em>Pubblicato originariamente su <a href="https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/05/22/news/ritratto_di_famiglie_a_palazzo_pirelli-21972728/">HuffPost Italia</a> il 22 maggio 2026</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sei colori controvento. Da una storia vera</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2025/10/libro-sei-colori-controvento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo romanzo: una bandiera arcobaleno sul municipio di un paese andaluso e una comunità che si spacca. Da una storia vera.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="libro-dati">Temposospeso (collana Temposospeso, 18) · 2025 · XVI, 186 pagine · ISBN 979-12-81467-28-6</p>
<p>Marzo 2020. In un piccolo paese dell’Andalusia il sindaco, Juan, decide di issare la bandiera arcobaleno sul municipio. È un gesto semplice, ma divide il paese: per molti Juan e suo marito Sebastian sono ancora «stranieri», e quella bandiera fa affiorare tensioni, paure e resistenze covate a lungo.</p>
<p>Ispirato a fatti realmente accaduti a Villanueva de Algaidas, nel sud della Spagna, <em>Sei colori controvento</em> è una storia corale di coraggio e di resistenza al conformismo.</p>
<p class="libro-acquista"><strong>Acquista:</strong> <a href="https://www.ibs.it/sei-colori-controvento-da-storia-libro-stefano-paolo-giussani/e/9791281467286">IBS</a> · <a href="https://www.lafeltrinelli.it/sei-colori-controvento-da-storia-libro-stefano-paolo-giussani/e/9791281467286">laFeltrinelli</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 17 maggio della bandiera rainbow. Da dove arriva e cosa significa?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2024/05/il-17-maggio-della-bandiera-rainbow/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 11:09:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HuffPost Italia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno, per la Giornata Internazionale contro l'omotransfobia, Ivan e io ne issiamo due nel nostro giardino. Mentre scrivo, le vedo tese nel vento, come preghiere tibetane, spero recapitino messaggi di inclusione ai Vannacci del mondo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la Giornata Internazionale contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia, sventolano le bandiere rainbow. Ogni 17 maggio, Ivan e io ne issiamo due nel nostro giardino. Mentre scrivo, le vedo tese nel vento, come preghiere tibetane, spero recapitino messaggi di inclusione ai <a href="https://www.huffingtonpost.it/cronaca/2023/08/17/news/vannacci_libro_gay_esercito-13150797/">Vannacci</a> del mondo che pensano alle bandiere per dividere, dimenticando che le bandiere nascono come simboli di unità.</p>
<p>Nel caso della così detta bandiera Rainbow, il significato di un vessillo incontra quello dell’arcobaleno. Le tonalità erano già simbolo nel 1973 con i Pink Floyd, su una delle cover discografiche più famose di ogni tempo. Il fondatore del gruppo Roger Waters dichiarò «The Dark Side of the Moon era un&#8217;istanza di empatia politica, filosofica e umanitaria che chiedeva disperatamente di venir fuori.»</p>
<p>L’italiano Franco Summa fu tra i primi a usare il tema rainbow come atto di provocazione positiva con l’azione collettiva <a href="https://www.ilcentro.it/cultura-e-spettacoli/milano-ricorda-summa-nella-mostra-rainbow-1.3081014">Sentirsi un arcobaleno addosso</a>. Produsse 24 magliette tessute con 24 fasce di colori diversi e le donò a 24 autori-attori perché le indossassero nella consapevolezza della responsabilità di essere protagonisti.</p>
<p><strong>La bandiera Rainbow LGBT</strong></p>
<p>Per arrivare all&#8217;arcobaleno che appare nella bandiera del Gay pride, bisogna attendere il 1978 e Gilbert Baker. Veterano della guerra del Vietnam, designer, artista e drag queen, Baker creò la bandiera arcobaleno facendola diventare il simbolo universale di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, in riferimento alla poliedricità della comunità che rappresentano.</p>
<p>Nato il 2 giugno del 1951 a Chanute, un paese agricolo di 8000 abitanti in Kansas, lasciò casa per arruolarsi nell&#8217;esercito. All’epoca del suo congedo, a 21 anni, un omosessuale poteva ancora essere imprigionato o sottoposto a terapia con elettroshock per l&#8217;omosessualità.</p>
<p>«Una volta che sono stato finalmente liberato dal mio passato in Kansas, la prima cosa che ho fatto è stata prendere una macchina da cucire – ha dichiarato &#8211; Perché era il 1972 e volevo assomigliare a Mick Jagger e David Bowie. I miei genitori non mi hanno parlato per dieci anni, ma mi ha permesso di superare i miei impulsi suicidi e di diventare l&#8217;artista che sentivo dentro di me».</p>
<p>Quando arrivò a San Francisco, cominciò a confezionarsi gli abiti che indossava sui palchi da drag queen nei locali della città. Il suo contributo più grande lo diede nel 1978 quando il politico Harvey Milk lo incaricò di creare una bandiera.</p>
<p>Baker dichiarò di essersi ispirato alle celebrazioni del bicentenario americano nel 1976. L’esibizione fiera di stelle e strisce in tutta la nazione gli aveva fatto capire la necessità culturale di un simbolo per la comunità in cui si riconosceva.</p>
<p>I diversi colori avrebbero rappresentato tutte le razze, età e generi della comunità LGBT. Appena 5 mesi dopo, Harvey Milk fu assassinato con l’allora sindaco di San Francisco e la domanda per lo stendardo arcobaleno aumentò e, dalla West Coast, si espanse a tutto il mondo. Per celebrare il 25° anniversario delle rivolte di Stonewall e la creazione della bandiera stessa da parte di Baker, ne fu confezionata una versione <a href="https://www.instagram.com/p/CB_Z5oegQhQ/">lunga un miglio</a>.</p>
<p>Da quell’arcobaleno iniziale, esattamente come la società pluralista che rappresenta, la bandiera ha continuato ad evolversi. Nel 2017, la città di Filadelfia ha adottato una versione rivista con strisce nere e marroni, per rappresentare le persone di colore all&#8217;interno della comunità LGBT. Nel 2018, il designer Daniel Quasar ha incorporato i colori dell&#8217;orgoglio trans per focalizzare l&#8217;attenzione sull&#8217;inclusione e sul progresso all&#8217;interno della comunità. La variante &#8220;Progress&#8221; aggiungeva una freccia lungo il pennone, puntata verso l’esterno per mostrare il movimento in avanti.</p>
<p>Nel 2021, Valentino Vecchietti di Intersex Equality Rights UK ha ridisegnato la bandiera del Progress Pride incorporando la bandiera intersessuale con triangolo giallo e cerchio viola.</p>
<p>Servono tutte queste modifiche? Chiedetelo alla comunità LGBT della Polonia, uno dei paesi europei dove la palude conservatrice insidia maggiormente il percorso dei diritti. È lì che i manifestanti della Marcia per l’Uguaglianza 2018 sono stati denunciati per aver profanato i simboli nazionali della Polonia abbinandoli ai colori dell’arcobaleno. Per la cronaca, furono assolti, ma finché l’atteggiamento è questo, la risposta è “sì, ricordare i diritti serve”. Una bandiera serve. Anche se l’arcobaleno iniziale è lontano, lo spirito rimane.</p>
<p>È giusto che viva e contamini positivamente i vari aspetti della società civile, fino all’arte. L’originale è nella <a href="https://www.moma.org/collection/works/192373">collezione del MOMA</a>. A prescindere dalle prossime eventuali modifiche, il punto di riferimento rimane.</p>
<p><em>Pubblicato originariamente su <a href="https://www.huffingtonpost.it/blog/2024/05/17/news/il_17_maggio_della_bandiera_rainbow-15905634/">HuffPost Italia</a> il 17 maggio 2024</em></p>
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		<title>non moriremo per il coronavirus</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2020/02/non-moriremo-per-il-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 14:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[Le notizie del&#160;virus&#160;sono più virali del virus stesso. Anche le boiate. Non sono medico e non mi sento di esprimere il minimo commento a quanto sta succedendo. Una cosa però, quella sì, la posso scrivere. Se alcune notizie dal nostro pianeta, coetanee della paura da Coronavirus, avessero l’impatto delle sciocchezze in circolazione in questi giorni, &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2020/02/non-moriremo-per-il-coronavirus/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">non moriremo per il coronavirus</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le notizie del&nbsp;<a href="https://www.huffingtonpost.it/news/coronavirus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">virus</a>&nbsp;sono più virali del virus stesso. Anche le boiate. Non sono medico e non mi sento di esprimere il minimo commento a quanto sta succedendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una cosa però, quella sì, la posso scrivere. Se alcune notizie dal nostro pianeta, coetanee della paura da Coronavirus, avessero l’impatto delle sciocchezze in circolazione in questi giorni, lo considererei un successo. Invece niente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tanto per lucidarsi gli occhi e preoccuparsi davvero:</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. In <a href="https://www.sciencealert.com/antarctica-just-smashed-a-new-balmy-heat-record">Antartide la temperatura ha superato i 20°</a>: il cambiamento climatico non farà paura finché non ci renderemo davvero conto che non potremo contrastare l’innalzamento dei mari e le migrazioni di massa con le confezioni di Amuchina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2. Le foreste continuano a&nbsp;<a href="http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2020/02/25/bruciato-15-foreste-in-australiaincendi-senza-precedenti_d0a2e2fb-5337-49e1-8a6e-bd756e51d86a.html" rel="noreferrer noopener" target="_blank">bruciare</a>&nbsp;in tutto il mondo minando la biodiversità di ambienti già drasticamente minacciati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">3. La GPGP (<a href="https://www.nationalgeographic.org/encyclopedia/great-pacific-garbage-patch/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Great Pacific Garbage Patch</a>, la super isola di plastica del Pacifico) non solo ha superato la superficie della penisola iberica ma ha ormai gemelle negli altri mari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">4. In Siria una quantità agghiacciante di bambini sta&nbsp;<a href="https://www.savethechildren.org/us/what-we-do/where-we-work/greater-middle-east-eurasia/syria" rel="noreferrer noopener" target="_blank">morendo</a>&nbsp;assiderata per il blocco dei viveri e dei soccorsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">5. In Croazia una folla in festa esulta di fronte al rogo di un manichino. Sarebbe un rito pagano come un altro se il fantoccio non rappresentasse una&nbsp;<a href="https://www.gay.it/attualita/news/croazia-choc-fantoccio-gay-rogo-carnevale-video" rel="noreferrer noopener" target="_blank">coppia gay</a>&nbsp;con un bambino raffigurato con la faccia del parlamentare Nenad Stazic, promotore della campagna per i diritti LGBT nel paese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quante di queste notizie avete letto con la stessa attenzione di quelle dedicate al Covid 19? Ho fatto questo esame di coscienza. Una volta informatomi, con fonti avvalorate da esperti, mi sono dato dello sciocco e mi sono concentrato di più su chi cerca di sdrammatizzare la situazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Voglio dare un contributo in questo senso, lasciando i medici – e non gli internettologi &#8211; a fare il lavoro dei medici. Non è una mancanza di rispetto a chi è toccato da vicino, ma un invito a ragionare fino a dove ci può portare la mancanza di lucidità. La disinformazione uccide, la satira no. Ho raccolto in rete alcune delle battute social più virali. Le trovate qui sotto, dimostrano che l’ignoranza, quella vera, a volte fa davvero ridere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">questo articolo è pubblicato anche su <a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/cinque-notizie-ammazzavirus_it_5e56314bc5b62e9dc7da44a7">Huffington Post</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="707" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43-1024x707.png" alt="" class="wp-image-5618" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43-1024x707.png 1024w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43-300x207.png 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43-768x530.png 768w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43.png 1028w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1028" height="636" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.46.59.png" alt="" class="wp-image-5619" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.46.59.png 1028w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.46.59-300x186.png 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.46.59-768x476.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1028px) 100vw, 1028px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1186" height="1178" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.54.png" alt="" class="wp-image-5620" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.54.png 1186w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.54-300x298.png 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.54-150x150.png 150w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.54-768x763.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1186px) 100vw, 1186px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1236" height="920" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.26.png" alt="" class="wp-image-5621" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.26.png 1236w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.26-300x223.png 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.28.26-768x572.png 768w" sizes="auto, (max-width: 1236px) 100vw, 1236px" /></figure>


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		<item>
		<title>Leonardo andrebbe al Pride?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2020/02/libro-leonardo-andrebbe-al-pride/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Un’esplorazione della vita privata e della sensibilità di Leonardo, a partire dalle figure ambigue dei suoi dipinti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="libro-dati">Robin Edizioni (collana Libera mente) · 2020 · 194 pagine, illustrato · ISBN 978-88-7274-562-5</p>
<p>Le figure ambigue ed enigmatiche dei dipinti di Leonardo sono il punto di partenza per immaginarne la vita privata: libera da schemi rigidi, affettuosa, giocosa, a volte goliardica.</p>
<p>Un saggio illustrato che esplora la sensibilità di Leonardo e lo porta idealmente ai giorni nostri, tra gli arcobaleni del Pride.</p>
<h3>Dicono del libro</h3>
<blockquote>
<p>«Le figure ambigue ed enigmatiche che hanno dato uno stile inconfondibile ai dipinti di Leonardo sono un punto di partenza per immaginare una vita privata libera da schemi rigidi, affettuosa, giocosa, talvolta goliardica. E dunque perché non proiettare Leonardo ai giorni nostri tra gli arcobaleni del Pride? Giussani parte da questo atteggiamento verso le cose della vita per un’esplorazione ricca di suggestioni sulla sensibilità sessuale di Leonardo.»</p>
<p><cite>Corriere della Sera</cite></p></blockquote>
<p class="libro-acquista"><strong>Acquista:</strong> <a href="https://www.lafeltrinelli.it/leonardo-andrebbe-al-pride-libro-stefano-paolo-giussani/e/9788872745625">laFeltrinelli</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La famiglia è una sola</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2019/12/la-famiglia-e-una-sola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2019 10:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[human rights]]></category>
		<category><![CDATA[idealista]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[lgbtq]]></category>
		<category><![CDATA[pride]]></category>
		<category><![CDATA[rights]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante la Digital Media Fest, Il video di idealista La famiglia è una sola realizzato per il Pride 2019 si è aggiudicato il prestigioso premio Teletopi 2019 nella categoria Citizenship, con la seguente motivazione: “Un video che ribalta il concetto dell&#8217;unicità della famiglia in ottica inclusiva”. Che dire, se non che il video tocca per la sua &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2019/12/la-famiglia-e-una-sola/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La famiglia è una sola</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Durante la <strong>Digital Media Fest</strong>, Il video di idealista <strong><em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=4GF1VLnY2uM&amp;feature=emb_logo">La famiglia è una sola</a></em></strong> realizzato per il Pride 2019 si è aggiudicato il prestigioso premio Teletopi 2019 nella categoria Citizenship, con la seguente motivazione: “<strong>Un video che ribalta il concetto dell&#8217;unicità della famiglia in ottica inclusiva</strong>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che dire, se non che il video tocca per la sua semplicità e per il contesto molto italiano? Tante finestre quante le famiglie, tanti sguardi come le sfaccettature, a prescindere da colori della pelle e abitudini.  Onore ai vincitori della gara, ma onore anche ai giurati che hanno riconosciuto il valore dell&#8217;iniziativa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per mia &#8211; personalissima &#8211; attitudine a non sbirciare nelle case altrui,  reputo un po&#8217; da guardoni l&#8217;idea della vista attraverso le finestre. Ammetto però che, se interpretato come un messaggio per metterci la faccia, il piano di osservazione dell&#8217;intero palazzo passa efficacemente, dalla coppia lesbo ai tenerissimi vecchietti, passando per la (un po&#8217; scontata) coppia di palestrati da cliché &#8220;milanese&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal sito di Idealista, creatore della campagna: </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo storytelling è basato sulla forza propulsiva del bacio. Una sequenza di baci travolgente in un crescendo emozionale (pàthos) sulle note di “Va pensiero”, l’inno di liberazione per eccellenza, che esprime a pieno la potenza dei sentimenti e ci ricorda che la famiglia è un legame d&#8217;amore. Lo storytelling diretto, delicato e spontaneo, culmina nel claim La famiglia è una sola, un richiamo non casuale a una frase spesso utilizzata da chi sostiene la cosiddetta famiglia tradizionale. Noi abbiamo voluto fare nostro questo slogan andando “oltre” il senso comune.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Zeffirelli era anche partigiano e ricordo&#8217; che&#8230;</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2019/06/zeffirelli-era-anche-partigiano-e-ricordo-che/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2019 23:52:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[figli di zeffirelli]]></category>
		<category><![CDATA[franco zeffirelli]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[partigiano]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[zeffirelli]]></category>
		<category><![CDATA[zeffirelli director]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è spento Franco Zeffirelli. Da qualche ora si leva un coro di voci a celebrarne giustamente la figura umana e di artista. Nel suo caso credo coincidessero. Vorrei unirmi a chi lo ricorda aggiungendo qualcosa che difficilmente leggerete altrove.  Dobbiamo ringraziarlo non solo come regista ma anche come partigiano e, se vi sta a cuore il rispetto dei diritti, anche per non &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2019/06/zeffirelli-era-anche-partigiano-e-ricordo-che/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Zeffirelli era anche partigiano e ricordo&#8217; che&#8230;</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si è spento Franco Zeffirelli. Da qualche ora si leva un coro di voci a celebrarne giustamente la figura umana e di artista. Nel suo caso credo coincidessero. Vorrei unirmi a chi lo ricorda aggiungendo qualcosa che difficilmente leggerete altrove.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo ringraziarlo non solo come regista ma anche come partigiano e, se vi sta a cuore il rispetto dei diritti, anche per non aver avuto paura ad ammettere la propria omosessualità in un mondo e in un’area politica (il centro destra) dove il coming out &#8211; mi perdoni, Maestro, lei non avrebbe accettato il termine &#8211; non è affatto scontato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho contattato Zeffirelli dopo aver letto una bella intervista di <a href="https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/03/31/franco-zeffirelli-il-mio-primo-amore-fu.html">Antonio Gnoli per Repubblica</a>.  Affatto banale, raccontava lucidamente la storia di uno che, contro i numeri e le probabilità di farcela, riuscì a diventare qualcosa di vicino a una leggenda. Il Maestro &#8211; non gli dispiaceva farsi chiamare cosí &#8211; stava già male e chi rispose alla mail con la richiesta di intervistare a mia volta il regista declinó gentilmente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da anni seguo un progetto per realizzare un documentario sui partigiani e le partigiane omosessuali. Incontrare Zeffirelli mi sarebbe stato utile perchè, tra i grandi italiani, fu uno dei pochi a parlarne. Non essendoci arrivato, non mi rimane dunque che attingere a quel documento del 2013. Gnoli chiese se l’Italia provinciale della sua adolescenza gli stava stretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non lo so &#8211; rispose Zeffirelli &#8211; Ciò che a un certo punto avvertii fu il rigetto del fascismo. Improvvisamente vidi nel Duce un pagliaccio e me ne resi conto con dolore, perché fin da bambini eravamo stati nutriti con quel latte lì. Scoprire che era acido fu una grande delusione. Tutto questo agevolò la mia scelta partigiana. Vidi cose terribili, sentii l’orrore della guerra e capii quanta gioventù fu sacrificata. Ma al tempo stesso si aprì un capitolo straordinario della mia vita (…) Scoprii l’amore. Feci la mia conversione sessuale lassù, in montagna. In quegli aspri momenti con la morte che incombeva mi si rivelò l’uomo in tutta la sua straordinaria bellezza. Fu una reazione istintiva, un risveglio, un’attrazione spontanea. Non era solo innamoramento per un corpo maschile, ma sentire una diversa spiritualità».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Zeffirelli non amava affatto il termine gay. «Una parola che odio, offensiva e oscena», <a href="https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/11_Novembre/19/zeffirelli.shtml">dichiarò</a> in un’altra intervista.  Si definiva omosessuale e ammetteva di essere stato sempre discreto nel vivere la sua sessualità, fin dal momento del suo primo rapporto con un compagno di liceo, a cui attribuisce una data precisa perché fu il giorno della morte di Pirandello, nel 1936. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono passati anni da quelle dichiarazioni. Forse oggi, chissà, certe prese di posizione azzardate a cui abbiamo assistito gli avrebbero fatto cambiare opinione su un termine che vuole essere inclusivo e non osceno. Lui, che di figli ne ha adottati due, avrebbe avuto forse qualcosa da ribattere alle dichiarazioni del <a href="https://www.corriere.it/politica/18_giugno_01/unioni-gay-quando-ministro-famiglia-fontana-diceva-vogliono-dominarci-cancellare-nostro-popolo-f12308cc-656c-11e8-b063-cd4146153181.shtml">ministro Fontana</a>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno ce lo dirà mai, e non ci rimane
che scrivere un grazie, comunque, per l’esempio e per aver condiviso un pezzo
di storia che rende giustizia a decine di italiane e italiani che hanno
combattuto per i diritti di tutti. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Farà nebbia</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2016/01/libro-fara-nebbia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Un romanzo partigiano nella Milano della guerra, raccontato da un punto di vista inusuale.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="libro-dati">Robin Edizioni (collana Biblioteca del vascello) · 2016 · 295 pagine · ISBN 978-88-6740-667-8</p>
<p>Milano, seconda guerra mondiale. Due giovani di mondi opposti: uno vicino agli ambienti fascisti, l’altro parte di una cerchia di artisti omosessuali. Il loro confronto racconta il clima di una città sull’orlo del crollo.</p>
<p>Tra colpi di scena, personaggi inquietanti e affetti fuori dagli schemi, il romanzo porta alla luce aspetti poco raccontati della Resistenza.</p>
<h3>Dicono del libro</h3>
<blockquote>
<p>«Un incalzante romanzo partigiano con un punto di vista inusuale. Un racconto serrato, pieno di colpi di scena e di episodi dolorosi. Un costante sentimento omoerotico caratterizza il nuovo romanzo di Stefano Paolo Giussani, ambientato con fedeltà storica in un delicato momento di passaggio della nostra nazione e che diventa una vicenda di sofferta ma coraggiosa transizione nella vita interiore dei protagonisti.»</p>
<p><cite>Corriere della Sera</cite></p></blockquote>
<p class="libro-acquista"><strong>Acquista:</strong> <a href="https://www.lafeltrinelli.it/libri/stefano-p-giussani/fara-nebbia/9788867406678">laFeltrinelli</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il ring degli angeli</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/09/libro-il-ring-degli-angeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[Sedici racconti e una fiaba, nati dal primo crowdfunding italiano dedicato a una raccolta di racconti LGBT.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="libro-dati">Robin Edizioni (collana Robin&#038;sons) · 2015 · 240 pagine · ISBN 978-88-6740-585-5</p>
<p>Sedici racconti e una fiaba. Pugili, minatori, soldati, scienziati: personaggi presi dalla fantasia e dall’esperienza diretta dell’autore, per mostrare che non ci sono limiti alla declinazione degli affetti.</p>
<p>Il libro è nato dal primo crowdfunding italiano dedicato a una raccolta di racconti LGBT: un no convinto all’omofobia.</p>
<h3>Dicono del libro</h3>
<blockquote>
<p>«In ogni circostanza il libro è intriso di tenerezza. C’è in questi sedici racconti e una fiaba la felicità.»</p>
<p><cite>«La Lettura», Corriere della Sera</cite></p></blockquote>
<blockquote>
<p>«C’è la vita vera, quella che tanti omosessuali vivono sulla loro pelle, la discriminazione, i diritti non riconosciuti.»</p>
<p><cite>la Repubblica</cite></p></blockquote>
<blockquote>
<p>«Ne escono personaggi attinti alla fantasia, ma anche all’esperienza diretta dell’autore, per mostrare che non ci sono limiti alla declinazione degli affetti.»</p>
<p><cite>Affaritaliani.it</cite></p></blockquote>
<blockquote>
<p>«Il libro vuole dire un no convinto all’omofobia e nasce dal primo crowdfunding italiano dedicato a racconti LGBT.»</p>
<p><cite>Booksblog.it</cite></p></blockquote>
<p class="libro-acquista"><strong>Acquista:</strong> <a href="https://www.lafeltrinelli.it/ring-degli-angeli-libro-stefano-p-giussani/e/9788867405855">laFeltrinelli</a></p>
<p><strong>Leggi anche:</strong> <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/10/il-perche-di-un-libro-lgbt-il-ring-degli-angeli-sedici-racconti-e-una-fiaba/">Il perché di un libro LGBT</a> · <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2016/02/il-ring-degli-angeli/">Il Ring degli Angeli – Dicono di lui</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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