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	<title>incendio Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>La carica dei canguri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 14:57:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[australia]]></category>
		<category><![CDATA[canguro]]></category>
		<category><![CDATA[canguro bruciato]]></category>
		<category><![CDATA[canguro morto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I fuochi che stanno arrostendo l’Australia, ma prima quelli in Sud America, in Siberia… Possiamo correre lontano, ma prima o poi inciampiamo nella foto del cangurino arrostito dalla recinzione che ha bloccato la sua fuga. E ci rimaniamo impigliati anche noi in quella rete. Volete la misura della strage? Una cifra attendibile è nell’ordine delle &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2020/01/la-carica-dei-canguri/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La carica dei canguri</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p>I fuochi che stanno arrostendo l’Australia, ma prima quelli in Sud America, in Siberia… Possiamo correre lontano, ma prima o poi inciampiamo nella foto del <a href="https://www.news18.com/news/buzz/viral-photo-of-burnt-kangaroo-shows-extent-of-devastation-caused-by-australian-bushfires-2447311.html">cangurino arrostito</a> dalla recinzione che ha bloccato la sua fuga. E ci rimaniamo impigliati anche noi in quella rete. </p>



<p>Volete la misura della strage? Una cifra attendibile è nell’ordine delle centinaia di milioni. Ma dimenticate per un attimo la statistica, non è quella o questa zona a doverci preoccupare, è che il mondo sta diventando sempre più bollente. Ci scotta sotto i piedi. Impressiona (me per primo) quella statua di carne bruciata. Stava scappando da un luogo all’altro per la sua sicurezza. Come <a href="https://www.corriere.it/esteri/20_gennaio_08/migranti-bambino-10-anni-morto-carrello-un-aereo-f3c21b64-3206-11ea-bc0f-5b1ee8f7f455.shtml">un bimbo nel carrello di un jet</a>.  Come la gente nei barconi. </p>



<p>C<a href="http://renatosacchelli.blogspot.com/2017/03/tanti-emigranti-italiani-morirono-senza.html">ome noi italiani</a> tra Ottocento e Novecento. E’ il mondo, è la natura. Possiamo solo accettarla. E fare del nostro meglio per rendere migliore la nostra esistenza comune su questa bolla azzurra che ci sposta nell’universo a u<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Movimenti_della_Terra">na velocità troppo elevata</a> perché noi la si possa davvero immaginare nella nostra limitatezza.</p>



<p>C’è spazio per tutti? Una volta pensavo di sì. Oggi non ne sono più tanto convinto. Quando su una nave qualcuno inizia a dare di matto e non c’è modo di portarlo a ragionare, forse è meglio arginarlo. Mettiamolo in quarantena, perché il pericolo non sono gli altri, quelli che lui addita spaventato e sbraitante. E&#8217; così che il pericolo diventa lui stesso. Stiamo attenti a questi individui. Snidiamoli. Potrebbero essere gli stessi che prima si sdegnano di fronte ai cangurini bruciati, salvo poi grugnire di fronte al diverso che ti tende la mano in cerca di aiuto. Ti vedo mentre appicchi un fuoco? Ti denuncio. Rovesci merda ovunque a gesti o a parole? Te le ribalto addosso. E’ la legge della sopravvivenza. La stessa che ci obbliga a spostarci da A a B se A brucia e B no.  E solo un pazzo certificabile riuscirebbe a credere di poter fermare <a href="https://people.com/human-interest/australian-photographer-on-capturing-dead-kangaroo-burned-to-death/">la carica dei canguri</a>.</p>



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		<title>Chi se ne frega degli incendi dall&#8217;altra parte del mondo?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2016/02/4320/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 11:32:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[feature]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[tasmania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli incendi si stanno mangiando gran parte del patrimonio boschivo. I cambiamenti climatici sono tra le cause del fuoco. Il pericolo? Ci stiamo giocando i nostri produttori di ossigeno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Incendi di vaste proporzioni stanno incenerendo le foreste primordiali della <a href="http://meteo.ansa.it/meteo/news.html?id=86939&amp;pg=1&amp;sez=0" target="_hplink">Tasmania</a>, il fuoco si sta mangiando interi boschi primordiali. Guardo il mappamondo, scopro che è proprio dall&#8217;altra parte del globo, tiro un sospiro di sollievo. Chissene? Poi, non ci hanno sempre detto che il fuoco non doloso che si mangia un bosco, fa parte della natura? <strong>Le fiamme svolgono un ruolo chiave di rinnovamento in un ecosistema</strong> e tiro pure un sospiro di sollievo.</p>
<p>Perché allora molti media di tutto il mondo se ne stanno occupando? <span id="more-4320"></span></p>
<p>Tempo, carta e byte da sprecare? Non proprio, per un po&#8217; di ragioni. La prima, più importante per la nostra esistenza perché in grado di influenzarla, è legata al fatto che quando brucia un bosco non brucia solo della materia che rilascia anidride carbonica ma va in fumo lo stesso meccanismo che trasforma l&#8217;anidride carbonica in ossigeno. È come se di un orologio meccanico non rompessimo il cinturino (sostituibile) ma togliessimo uno degli ingranaggi per la ricarica e lo buttassimo. Le lancette andrebbero avanti, ma solo fino a un certo punto, forse non lasciandoci abbastanza tempo per rifabbricare un nuovo ingranaggio di ricambio. E non stiamo ancora parlando delle implicazioni legate alla minaccia dell&#8217;incolumità umana e al rilascio di sostanze intossicanti per la salute che in effetti &#8211; quelle sì &#8211; possono essere legate alla prossimità all&#8217;evento. Nel caso della Tasmania, ma potremmo tranquillamente aggiungere anche esempi di foreste europee e di altri continenti, siamo costretti ad ammettere che il fuoco si sta mangiando non solo una parte del patrimonio forestale ma anche quello del patrimonio culturale. Gli alberi millenari della Tasmania sono un esempio della foresta primordiale e, riporta il <a href="http://www.theguardian.com/environment/2016/jan/27/world-heritage-forests-burn-as-global-tragedy-unfolds-in-tasmania" target="_hplink">Guardian</a>, non sono in grado di rinnovarsi, almeno non in tempi misurabili con una o due generazioni umane.</p>
<p>Purtroppo, il tutto è un indice &#8211; l&#8217;ennesimo &#8211; del cambiamento climatico. Le variazioni di umidità e le drastiche modifiche delle aree di precipitazioni fanno sì che le foreste diventino facile preda del fuoco, che avanza senza problemi in un bosco senza più difese. Dov&#8217;è l&#8217;aggravante? Non bastavano i fuochi dolosi delle foreste del <a href="http://www.internazionale.it/video/2015/11/02/brasile-incendio-amazzonia" target="_hplink">Brasile</a>, ora è la natura che non riesce più a far fronte al fuoco innescato in modo accidentale.</p>
<p>Perdonate il gioco di parole, ma non vorrei che non ci accorgessimo in tempo di non avere più tempo per aspettare di veder ricrescere un nuovo albero dopo che sarà andato in fumo l&#8217;ultimo. Ecco perché mi preoccupo per quel filo di fumo che si sta alzando dall&#8217;altra parte del mio mappamondo.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/ma-chi-se-ne-frega-se-un-bosco-brucia-dallaltra-parte-del-mondo_b_9142710.html">Huffington Post</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2016/02/4320/">Chi se ne frega degli incendi dall&#8217;altra parte del mondo?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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