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	<title>oceano Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>La generazione Oceano per il prossimo decennio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 09:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando sentiamo parlare di crisi climatica e delle minacce del climate change, non sempre abbiamo a fuoco il problema nella sua totalità. La questione non è solo legata ai dati di innalzamento della temperatura globale. La definizione è molto più complicata, condizionata da una serie di variabili, di cui la più imprevedibile è quella generata &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2021/07/la-generazione-oceano-per-il-prossimo-decennio/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La generazione Oceano per il prossimo decennio</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p>Quando sentiamo parlare di crisi climatica e delle minacce del climate change, non sempre abbiamo a fuoco il problema nella sua totalità. La questione non è solo legata ai dati di innalzamento della temperatura globale. La definizione è molto più complicata, condizionata da una serie di variabili, di cui la più imprevedibile è quella generata dalla specie che vedete riflessa ogni mattina nello specchio. La nostra.</p>



<p>Aiutiamoci con una definizione. “Il clima è lo stato dell’atmosfera e dell’oceano che è in equilibrio con la forzatura solare esterna, cioè le condizioni che si ripetono frequentemente e che in qualche modo caratterizzano lo stato fondamentale del sistema atmosfera-oceano”. Le parole di&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=9IFUf-ksmto" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Antonio Navarra</a>, direttore del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, rendono evidenti quanto il problema sia da concentrare tanto sulla componente aerea quanto su quella acquea del nostro pianeta.</p>



<p>Se l’aria è spesso al centro delle nostre attenzioni, non fosse altro perché è il nostro&nbsp;<a href="https://www.lifegate.it/l_aria_un_elemento_che_nutre" rel="noreferrer noopener" target="_blank">principale alimento</a>,&nbsp;non altrettanta attenzione è dedicata agli oceani. È l’economia a dirci che 3 miliardi di esseri umani dipendono la loro esistenza dal continente liquido, ma è la climatologia a spiegarci che perfino chi vive nell’ultimo rifugio di montagna dipende dal mare. E se, fino a non molto tempo fa, esso era considerato una risorsa inesauribile e inattaccabile, oggi abbiamo dati a sufficienza per definirlo seriamente minacciato.</p>



<p>A ricordarcelo e a sensibilizzarci, le Nazioni Unite hanno dichiarato il&nbsp;<a href="https://decenniodelmare.it/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">2021 – 2030 “Decennio delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile”</a>. Questa iniziativa punta a mobilitare la comunità scientifica, i governi, il settore privato e la società civile intorno a un programma comune di ricerca e di innovazione tecnologica che focalizza sette obiettivi da conseguire per l’oceano. Dobbiamo fare di tutto per garantirlo:</p>



<ul><li>pulito, con le fonti di inquinamento chiaramente identificate e ridotte fino ad essere rimosse,</li><li>sano, con ecosistemi marini mappati, protetti, reintegrati e saggiamente gestiti,</li><li>sostenibile, così da garantire la fornitura di cibo e di risorse che generino occupazione nel rispetto degli equilibri,</li><li>predicibile, dando alla società la capacità di comprendere le condizioni oceaniche attuali e ipotizzare le future,</li><li>sicuro, in cui le persone abbiano coscienza dei pericoli che comunque fanno parte del sistema marino,</li><li>accessibile, per la divulgazione di dati, informazioni e tecnologie,</li><li>fonte di ispirazione e coinvolgente, perché la società possa capire e condividere il mare in relazione al benessere umano e animale.</li></ul>



<p>Ci sono molti&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=5MYxRoujw64&amp;feature=emb_imp_woyt" rel="noreferrer noopener" target="_blank">testimoni schierati</a>, ma l’agente di cambiamento più efficace rimaniamo noi, con la parsimonia dei nostri consumi quotidiani, con la leggerezza delle confezioni che acquistiamo, con il voto che esprimiamo, con le risorse che ricicliamo e riutilizziamo, con la sottoscrizione e la condivisione del&nbsp;<a href="https://decenniodelmare.it/manifesto/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Manifesto</a>.</p>



<p>E naturalmente con gli esempi che portiamo ai più piccoli. Mi ha colpito la storia di&nbsp;<a href="http://www.glifo.com/it/shop/libri-per-bambini-3-7-anni/80-ida-e-la-balena-volante" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Ida e la Balena volante</a>, graphic novel dove una bambina che vive in un bosco riceve la visita di un cetaceo. Inizialmente impaurita dalle sue dimensioni &#8211; chi di noi non si è mai trovato almeno un attimo smarrito di fronte alla vastità del mare? &#8211; accetta l’invito di cavalcarla per scoprire il mondo e la sua diversità. Una successione di quadri dipinti con raffinatezza per un racconto filosofico nato da una coppia di illustratori svizzeri che vivono insieme in mezzo alla natura, proprio come la piccola protagonista. Impugnando colori e pennello, esprimono l’idea che tutti avremmo bisogno di una balena per ampliare gli orizzonti arrivando a quello assoluto del blu. Chissà che il decennio degli oceani non sia davvero la nostra occasione per lasciare il bosco a cui siamo aggrappati e guardare in modo diverso il mondo che lasceremo in eredità a Ida.</p>
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		<title>non moriremo per il coronavirus</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2020/02/non-moriremo-per-il-coronavirus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2020 14:44:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[antartide]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le notizie del&#160;virus&#160;sono più virali del virus stesso. Anche le boiate. Non sono medico e non mi sento di esprimere il minimo commento a quanto sta succedendo. Una cosa però, quella sì, la posso scrivere. Se alcune notizie dal nostro pianeta, coetanee della paura da Coronavirus, avessero l’impatto delle sciocchezze in circolazione in questi giorni, &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2020/02/non-moriremo-per-il-coronavirus/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">non moriremo per il coronavirus</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Le notizie del&nbsp;<a href="https://www.huffingtonpost.it/news/coronavirus/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">virus</a>&nbsp;sono più virali del virus stesso. Anche le boiate. Non sono medico e non mi sento di esprimere il minimo commento a quanto sta succedendo.</p>



<p>Una cosa però, quella sì, la posso scrivere. Se alcune notizie dal nostro pianeta, coetanee della paura da Coronavirus, avessero l’impatto delle sciocchezze in circolazione in questi giorni, lo considererei un successo. Invece niente.</p>



<p>Tanto per lucidarsi gli occhi e preoccuparsi davvero:</p>



<p>1. In <a href="https://www.sciencealert.com/antarctica-just-smashed-a-new-balmy-heat-record">Antartide la temperatura ha superato i 20°</a>: il cambiamento climatico non farà paura finché non ci renderemo davvero conto che non potremo contrastare l’innalzamento dei mari e le migrazioni di massa con le confezioni di Amuchina.</p>



<p>2. Le foreste continuano a&nbsp;<a href="http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/natura/2020/02/25/bruciato-15-foreste-in-australiaincendi-senza-precedenti_d0a2e2fb-5337-49e1-8a6e-bd756e51d86a.html" rel="noreferrer noopener" target="_blank">bruciare</a>&nbsp;in tutto il mondo minando la biodiversità di ambienti già drasticamente minacciati.</p>



<p>3. La GPGP (<a href="https://www.nationalgeographic.org/encyclopedia/great-pacific-garbage-patch/" rel="noreferrer noopener" target="_blank">Great Pacific Garbage Patch</a>, la super isola di plastica del Pacifico) non solo ha superato la superficie della penisola iberica ma ha ormai gemelle negli altri mari.</p>



<p>4. In Siria una quantità agghiacciante di bambini sta&nbsp;<a href="https://www.savethechildren.org/us/what-we-do/where-we-work/greater-middle-east-eurasia/syria" rel="noreferrer noopener" target="_blank">morendo</a>&nbsp;assiderata per il blocco dei viveri e dei soccorsi.</p>



<p>5. In Croazia una folla in festa esulta di fronte al rogo di un manichino. Sarebbe un rito pagano come un altro se il fantoccio non rappresentasse una&nbsp;<a href="https://www.gay.it/attualita/news/croazia-choc-fantoccio-gay-rogo-carnevale-video" rel="noreferrer noopener" target="_blank">coppia gay</a>&nbsp;con un bambino raffigurato con la faccia del parlamentare Nenad Stazic, promotore della campagna per i diritti LGBT nel paese.&nbsp;</p>



<p>Quante di queste notizie avete letto con la stessa attenzione di quelle dedicate al Covid 19? Ho fatto questo esame di coscienza. Una volta informatomi, con fonti avvalorate da esperti, mi sono dato dello sciocco e mi sono concentrato di più su chi cerca di sdrammatizzare la situazione.</p>



<p>Voglio dare un contributo in questo senso, lasciando i medici – e non gli internettologi &#8211; a fare il lavoro dei medici. Non è una mancanza di rispetto a chi è toccato da vicino, ma un invito a ragionare fino a dove ci può portare la mancanza di lucidità. La disinformazione uccide, la satira no. Ho raccolto in rete alcune delle battute social più virali. Le trovate qui sotto, dimostrano che l’ignoranza, quella vera, a volte fa davvero ridere.</p>



<p>questo articolo è pubblicato anche su <a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/cinque-notizie-ammazzavirus_it_5e56314bc5b62e9dc7da44a7">Huffington Post</a>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="707" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43-1024x707.png" alt="" class="wp-image-5618" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43-1024x707.png 1024w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43-300x207.png 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43-768x530.png 768w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2020/02/Schermata-2020-02-25-alle-20.24.43.png 1028w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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		<title>Milioni di euro buttati in un mare di plastica</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2017/10/milioni-euro-buttati-un-mare-plastica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 11:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Settimana scorsa si è tenuta a Malta la conferenza Our Ocean, promossa tra gli altri dalla Commissione Europea. Ho aspettato a scriverne per vedere cosa ne sarebbe uscito e soprattutto cosa avrebbe implicato per il portafoglio Ue. Le cifre: 550 milioni di Euro stanziati direttamente con una stima di 6 miliardi globali annunciati a fine lavori dalla Commissione e &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/10/milioni-euro-buttati-un-mare-plastica/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Milioni di euro buttati in un mare di plastica</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Settimana scorsa si è tenuta <a href="http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/mare-our-ocean-malta-presi-oltre-400-impegni-la-salvaguardia-degli-oceani/" target="_blank" rel="nofollow noopener">a Malta la conferenza <em>Our Ocean</em></a>, promossa tra gli altri dalla Commissione Europea. Ho aspettato a scriverne per vedere cosa ne sarebbe uscito e soprattutto cosa avrebbe implicato per il portafoglio Ue. Le cifre: <a href="http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-3603_it.htm" target="_blank" rel="nofollow noopener">550 milioni di Euro stanziati </a>direttamente con una stima di 6 miliardi globali annunciati a fine lavori dalla Commissione e dagli altri soggetti pubblici e privati provenienti da più di 112 paesi di tutto il mondo. Una enorme quantità di denaro che si spera sia gettata in mare, ma non nel senso peggiore.</p>
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<p>Inquinamento, aree protette, sicurezza, sostenibilità, cambiamento climatico, la <a href="https://ourocean2017.org/our-ocean-commitments" target="_blank" rel="nofollow noopener">lista completa di impegni </a>è lunga. Ma non è niente rispetto al problema chiave: consideriamo gli oceani come la nostra cloaca ultima. Continuiamo a comportarci a livello globale come se fossimo in un &#8220;Wc&#8221;, con lo scarico da azionare. Ma lo scarico non c&#8217;è e prima o poi rischiamo che l&#8217;ondata ci cascherà addosso.</p>
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<p>Non sarà neanche troppo nera a giudicare da quanta plastica colorata galleggia al largo. Un breve filmato tra quelli diffusi in occasione dell&#8217;incontro è esauriente per come si stanno desertificando <a href="https://vimeo.com/220289475" target="_blank" rel="nofollow noopener">le barriere coralline</a>.</p>
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<p>Potremmo aggiungere le <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2017/07/26/news/c_e_un_altra_isola_di_plastica_nel_sud_pacifico_e_grande_otto_volte_l_italia-171701305/" target="_blank" rel="nofollow noopener">isole di plastica grandi</a> come nazioni che galleggiano nei mari e gli spargimenti di monnezza che alcuni stati continuano a rovesciare in acqua. La lista è lunga e se alcuni temi di ecologia sono controversi &#8211; il cambiamento climatico spacca il mondo degli scienziati &#8211; il danno che stiamo perpetrando al nostro cuore blu è sotto gli occhi di tutti, da vedere e da toccare.</p>
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<p>Speriamo di vedere presto in azione i milioni. MI basterebbero piccole azioni concrete a iniziare dalla sensibilizzazione degli stati &#8220;zozzoni&#8221; e dal perseguimento dei responsabili di eco-crimini. Almeno per non dovere più assistere a certi spettacoli come quello della foto che ha vinto il <a href="https://www.worldpressphoto.org/collection/photo/2017/nature/francis-p%C3%A9rez" target="_blank" rel="nofollow noopener">World Press Photo 2017 per la natura</a>. Sarebbe davvero imbarazzante spiegare ai nostri nipoti con quale coraggio abbiamo permesso che una delle specie più protette del mare fosse tristemente addobbata in una rete.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/our-ocean-milioni-di-euro-europei-per-fermare-il-mare-di-plastica_a_23238110/?utm_hp_ref=it-ambiente">Huffington Post</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/10/milioni-euro-buttati-un-mare-plastica/">Milioni di euro buttati in un mare di plastica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Superman intervistato, il merito è tutto del figlio</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/superman-intervistato-il-merito-e-tutto-del-figlio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 12:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho avuto modo di intervistare Nico Valsesia.&#160;Se vi chiedeste chi fosse, è l&#8217;atleta che ha portato l&#8217;Italia sul podio della Race Across America RAAM 2014. Il 43enne era già diventato famoso nel giro degli atleti outdoor per aver raccontato alle telecamere di Fazio l&#8217;impresa della pedalata record tra Genova e il Monte Bianco, ma il &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/superman-intervistato-il-merito-e-tutto-del-figlio/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Superman intervistato, il merito è tutto del figlio</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/superman-intervistato-il-merito-e-tutto-del-figlio/">Superman intervistato, il merito è tutto del figlio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Ho avuto modo di intervistare Nico Valsesia.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Se vi chiedeste chi fosse, è l&#8217;atleta che ha portato l&#8217;Italia sul podio della Race Across America RAAM 2014. Il 43enne era già diventato famoso nel giro degli atleti outdoor per aver raccontato alle telecamere di Fazio l&#8217;impresa della <a href="http://www.tvblog.it/post/442585/che-tempo-che-fa-17-novembre-2013-anticipazioni-e-live-su-tvblog" target="_blank">pedalata record tra Genova e il Monte Bianco</a>, ma il ragazzo si era già misurato in corse tra deserti e montagne <a href="http://www.skialper.it/Articolo/4014/nico-valsesia-impresa-alla-genova-monte-bianco.html" target="_blank">al limite del possibile</a>.</span>  </p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/101.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/101.jpg" height="213" width="320" /></span></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Nico incoraggiato dal figlio Santiago</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">La sua ultima impresa è stata appunto la coast to coast USA dal Pacifico all&#8217;Atlantico. Se la trasponessimo in misure europee, è come se avesse pedalato da Gibilterra a Mosca con in mezzo un dislivello di quattro volte il Monte Bianco. Il tutto a un ritmo continuato con solo un&#8217;ora e mezzo di sonno al giorno durante l&#8217;unica sosta lunga (si fa per dire) quotidiana. Anche se me lo avevano anticipato come un personaggio molto alla mano, la sensazione di essere di fronte a superman c&#8217;era. E superman questa volta si era portato il figlio ed era intenzionatissimo a non sfigurare. Da qui la tentazione di fargli qualche domanda.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">1- Nico, cosa aggiunge questa impresa al tuo già ragguardevole repertorio?</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Innanzitutto gioia immensa per essere stato seguito e supportato dal mio primo figlio Santiago: il motivo principale che mi ha dato la forza di tornare alla <a href="http://www.raceacrossamerica.org/" target="_blank">Race Across America</a> e soprattutto la sicurezza mentale di non ritirarmi per nessun motivo al mondo, poiché sarebbe stato un pessimo esempio per lui. Vederlo gioire lungo la strada facendomi il tifo era uno spettacolo!</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">E poi anche i rapporti umani con i componenti del mio team, che hanno confermato ancora una volta grandi amicizie e consolidato altre.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Comunque posso dire serenamente che questa quinta edizione sarà anche l&#8217;ultima. Se la RAAM fosse un essere umano a questo punto potrei abbracciarla: io e lei abbiamo fatto pace&#8230; ma non so ancora se un giorno mi mancherà oppure no!</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">2- Nico Valsesia se non fosse Nico Valsesia chi sarebbe?</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Vorrei essere un sacco di altre cose: se non lo sono comunque è solo colpa mia&#8230; ma per questa vita mi accontento di essere me stesso&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">3- La celebrità è indispensabile per gli sponsor o ne faresti volentieri a meno?</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Per mia fortuna non sono un professionista ma un semplice amatore: chi mi supporta mi ha sempre fatto capire che lo fa per passione più che per promuovere il proprio brand: questo fa sì che su di me non ci sia nessuna pressione, ed è bellissimo poter fare ciò che ti piace&#8230; nel modo in cui ti piace!</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/31.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/31.jpg" height="121" width="320" /></span></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">4- Nico Valsesia spieghi Nico Valsesia all&#8217;uomo della strada&#8230;..(fisicamente un po&#8217; sovrappeso e finanziariamente con una certa preoccupazione di arrivare a fine mese senza vendersi un rene)</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Non mi permetterei mai di sovrappormi alla parola di chi deve spiegare a me chi è: di chi, non tanto per il sovrappeso, quanto perché ha difficoltà ad arrivare a fine me, ha molte più cose da dire. Starei io ad ascoltare lui, vergognandomi di quanto sono fortunato!</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/71.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/71.jpg" height="213" width="320" /></span></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">5- Come scegli un&#8217;impresa e come ti prepari cerebralmente?&nbsp;</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Semplice: mi viene in mente qualcosa che mi piace o che mi diverte e cerco di esaudire i miei sogni. Più che le letture, a stimolarmi può essere un semplice oggetto, tipo una scarpa da running; solo guardandola intensamente mi suscita il pensiero di dove potrebbe portarmi, su quale montagna o in chissà quale deserto&#8230;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">6- Quando i tuoi figli ti chiederanno &#8220;perchè papà?&#8221;, cosa gli risponderai?</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Non lo hanno ancora fatto e sono sicuro non lo faranno mai: li reputo molto intelligenti!! (probabilmente: contrariamente al giornalista che gli ha appena fatto la domanda, ndr)</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">7- Agli occhi di qualcuno fai imprese titaniche usando solo il corpo che ti è stato dato o quasi: lo useresti anche per un semplice, anonimo, intimo pellegrinaggio?</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Le imprese titaniche sono ben altre! Senza andare lontani, basti pensare all&#8217;uomo della strada di cui parlavamo poco fa. Per quanto mi riguarda, ogni giorno è un anonimo pellegrinaggio; anche se, nel mio caso, pellegrinaggio mi sembra un termine improprio: non ho fatto nessun voto e non devo scontare alcuna pena. Lo faccio perché amo farlo, perché mi sento vivo e continuerei a farlo all&#8217;infinito. I miei figli lo hanno capito. Per questo, come dicevo, non mi chiederanno mai il perché di ciò che faccio.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">8- Una domanda alla tua ufficio stampa: ma lui è sempre così?</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Incredibilmente sì: un concentrato assoluto di energia, sincerità, allegria e determinazione, in qualunque situazione e circostanza. All&#8217;inizio mi era venuto il dubbio che arrivasse da un altro pianeta. Invece &#8211; mi garantiscono &#8211; è un &#8220;normale&#8221; terrestre. Sarà&#8230;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><b><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">I NUMERI DELLA RAAM (così non potevate dire che non eravate stati avvisati se vi doveste iscrivere)</span></b><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; Distanza totale: oltre 3.000 miglia (4.800 chilometri)</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; Partenza: Oceanside (CA); 10 giugno 2014</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; Percorso: da Oceanside (California) ad Annapolis (Maryland), per un totale di 12 stati attraversati</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; Altitudine minima raggiunta: 52 metri sotto il livello del mare</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; Altitudine massima raggiunta: 3.050 metri slm</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; Il totale del dislivello positivo del percorso è di oltre 35.600 metri ( tre volte l&#8217;altitudine di volo degli aerei di linea e a oltre quattro volte l&#8217;altezza del Monte Everest)</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; Sono circa 350 in tutto il mondo i Solo Racer che hanno ufficialmente portato a termine la RAAM guadagnandosi il titolo di &#8220;RAAM Finisher&#8221;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; la prima RAAM si è corsa nel 1984, dal Santa Monica Pier di Los Angeles all&#8217;Empire State Building a New York City</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8211; quella del 2014 è stata la 33a edizione, e la 10a con partenza da Oceanside</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo articolo è pubblicato anche dall&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/nico-valsesia-raam_b_5623647.html?utm_hp_ref=italy" target="_blank">Huffington Post</a>&nbsp;con la photogallery ufficiale.</span></p>
<div></div>
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		<title>La foca che muore è un brutto segnale</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/01/la-foca-che-muore-e-un-brutto-segnale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 10:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[alaska]]></category>
		<category><![CDATA[foche]]></category>
		<category><![CDATA[Fukushima]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[oceano]]></category>
		<category><![CDATA[pacifico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si intensificano nell&#8217;Oceano Pacifico ritrovamenti di&#160;foche gravemente malate&#160;o morte. Se in un primo momento il fenomeno si riteneva essere una delle drammatiche conseguenze del disastro di Fukushima, ora pare che le cause dell&#8217;epidemia possano essere altre, comunque imputabili all&#8217;azione dell&#8217;uomo. I sintomi che portano alla morte, e che sembrano riguardare anche alcuni esemplari di trichechi, &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/01/la-foca-che-muore-e-un-brutto-segnale/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La foca che muore è un brutto segnale</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/01/la-foca-che-muore-e-un-brutto-segnale/">La foca che muore è un brutto segnale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si intensificano nell&#8217;Oceano Pacifico ritrovamenti di&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/watch?v=V3Mj2bcM848">foche gravemente malate&nbsp;</a>o morte. Se in un primo momento il fenomeno si riteneva essere una delle drammatiche conseguenze del <a href="http://www.huffingtonpost.it/2013/08/05/fukushima-lanciato-lallarme-lacqua-radioattiva_n_3706304.html">disastro di Fukushima</a>, ora pare che le <a href="http://www.huffingtonpost.com/2012/02/18/beaufort-sea-ringed-seals_n_1285807.html">cause dell&#8217;epidemia</a> possano essere altre, comunque imputabili all&#8217;azione dell&#8217;uomo.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/seal-sick-ring-seal-alska__oPt1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/seal-sick-ring-seal-alska__oPt1.jpg" height="264" width="320" /></a></div>
<p>I sintomi che portano alla morte, e che sembrano riguardare anche alcuni esemplari di trichechi, sono acqua nei polmoni, ingrossamento del cervello nella scatola cranica, anomalie nel fegato, perdita del pelo e lacerazione della cute fino a scoprire il muscolo. Tutte patologie che portano alla morte dopo atroci dolori.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/seallesionflipper_b_sinnok_sm1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/seallesionflipper_b_sinnok_sm1.jpg" height="226" width="320" /></a></div>
<p>Escluse momentaneamente le radiazioni, non c&#8217;è da stare tranquilli. I ricercatori puntano il dito su fattori di stress e intossicazione da tossine, effetti legati anche alle conseguenze del cambiamento del ghiaccio e di certi fattori climatici. Le immagini che ci arrivano non lasciano sperare una soluzione a breve. Le cause potrebbero essere troppe.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/SealWithoutFurAndBleeding1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/01/SealWithoutFurAndBleeding1.jpg" /></a></div>
<p>C&#8217;è un segnale preoccupante che volenti o nolenti prima o poi dovremo cogliere: radiazioni o no, prima o poi tutto quello che produciamo o trasformiamo finisce in mare. Dal mare, però, <a href="http://natgeotv.com/uk/wild-russia/videos/the-arctic-harp-seals">è uscita anche la vita</a> che ha iniziato l&#8217;avventura sulle terre emerse, di cui la civiltà contemporanea è solo l&#8217;ultima scena. E se adesso proprio dal mare iniziasse a uscire la morte, sapremmo capire in tempo la lezione?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/01/la-foca-che-muore-e-un-brutto-segnale/">La foca che muore è un brutto segnale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il tuffo di Assad nel mare pattumiera</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/il-tuffo-di-assad-nel-mare-pattumiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2013 12:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[armi distruzione massa]]></category>
		<category><![CDATA[Assad]]></category>
		<category><![CDATA[bonifica]]></category>
		<category><![CDATA[diossina]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[oceani]]></category>
		<category><![CDATA[oceano]]></category>
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		<category><![CDATA[sarin]]></category>
		<category><![CDATA[siria]]></category>
		<category><![CDATA[smaltitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Siria distruggerà il proprio arsenale chimico. In mare. Avete letto bene. Il piano sarebbe americano. Dopo il &#8220;no&#8221; dell&#8217;Albania ad ospitare sul proprio territorio le operazioni di bonifica (e, lo ammetto, sono curioso di sapere dove sarebbero stati gli impianti per rendere innocuo il micidiale Sarin a così pochi chilometri da noi) l&#8217;opzione dei &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/il-tuffo-di-assad-nel-mare-pattumiera/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il tuffo di Assad nel mare pattumiera</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/il-tuffo-di-assad-nel-mare-pattumiera/">Il tuffo di Assad nel mare pattumiera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Siria distruggerà il proprio arsenale chimico. <a href="http://news.panorama.it/oltrefrontiera/armi-chimiche-siria-smaltimento-mare">In mare</a>. Avete letto bene. Il piano sarebbe americano. Dopo il &#8220;no&#8221; dell&#8217;Albania ad ospitare sul proprio territorio le operazioni di bonifica (e, lo ammetto, sono curioso di sapere dove sarebbero stati gli impianti per rendere innocuo il micidiale Sarin a così pochi chilometri da noi) l&#8217;opzione dei super-controllori a stelle e strisce sarebbe quella di rendere le sostanze chimicamente inerti su piattaforme o navi in acque internazionali.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/images-12.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/images-12.jpg" /></a></div>
<p>Pensi alla posizione della Siria e rifletti che il mare più vicino è&#8230; già, il Mediterraneo. In alternativa ci sarebbe un sistema mobile sofisticato basato sull&#8217;idrolisi. L&#8217;unico ispettore italiano tra gli osservatori è l&#8217;ingegner Silvestro Mortillaro.«È una tecnologia che non conosco &#8211; afferma il tecnico &#8211; La distruzione in mare è una <a href="http://www.internazionale.it/news/siria/2013/12/02/grushko-distruzione-armi-chimiche-in-sicurezza-si-a-ginevra-2">tecnologia impegnativa</a>, ma permetterebbe di aggirare le proteste ed è un grosso vantaggio se si ha fretta.»</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/images12.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/12/images12.jpg" /></a></div>
<p>La fretta non è mai una buona consigliera però.<br />I residui del processo di distruzione, tra cui la diossina, possono finire in mare e nella catena alimentare degli oceani &#8211; precisa Jean-Pascal Sanders, esperto dell&#8217;EUISS, l&#8217;agenzia per la sicurezza europea.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/il-tuffo-marino-delle-armi-chimiche-di-assad_b_4338055.html?utm_hp_ref=italy">Huffington Post</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/12/il-tuffo-di-assad-nel-mare-pattumiera/">Il tuffo di Assad nel mare pattumiera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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