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	<title>paesaggio Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>Le rondini che non fanno più primavera</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/03/le-rondini-che-non-fanno-piu-primavera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 20:31:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è Rondini di Lucio Dalla che si apre con il loro canto e ti immerge nel cuore della nostra Italia paesana. Ti vien da alzare la testa mentre le senti garrire, per scoprire che sotto il cornicione c&#8217;è uno dei loro nidi. Che però, da qualche tempo non sono più così frequenti.A dispetto del calendario, &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/03/le-rondini-che-non-fanno-piu-primavera/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Le rondini che non fanno più primavera</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/03/le-rondini-che-non-fanno-piu-primavera/">Le rondini che non fanno più primavera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=_TzTAtpZcWQ" target="_hplink">Rondini</a></em> di Lucio Dalla che si apre con il loro canto e ti immerge nel cuore della nostra Italia paesana. Ti vien da alzare la testa mentre le senti garrire, per scoprire che sotto il cornicione c&#8217;è uno dei loro nidi. Che però, da qualche tempo non sono più così frequenti.A dispetto del calendario, rondini se ne vedono sempre meno.</p>
<p>È vero che una rondine sola non ha mai fatto primavera, ma uno <a href="http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/03/16/chiudono-stalle-rondini-scompaiono-allarme-zanzare-nella-bassa-padana_c6YQS6AXj0wegwNc2LqPIL.html?refresh_ce" target="_hplink">studio condotto dall&#8217;Università di Milano Bicocca e dal Parco Adda Sud</a> ha dato la sua interpretazione. Dai dati emersi in 16 anni di ricerca, nella popolazione di Hirundo Rustica &#8211; nome scientifico del volatile di inizio primavera &#8211; i nidi hanno subito un calo del 70%. Anche la media Europea è generalmente in calo, ma con diminuzioni ben meno drastiche. Il perché occuparcene nelle parole del presidente del Parco Silverio Gori.</p>
<blockquote><p>Le rondini rappresentano un pezzo di storia dei nostri territori perché da sempre vivono in simbiosi con le stalle e gli allevamenti della pianura padana. Un legame forte anche in un territorio come quello del Parco Adda Sud che è per quasi il 90% è agricolo. Inoltre sono formidabili nemiche di insetti molesti e zanzare. Aiutare le rondini significa aiutare un po&#8217; anche noi stessi</p></blockquote>
<p><a href="http://www.parcoaddasud.it/portale/images/news/Locandina-rondini.pdf" target="_hplink">Il Parco ha pubblicato un libro</a> che comprende anche un piccolo prontuario di pronto soccorso per rondini. Del resto, il loro viaggio non è mai stato facile, volano arrivando a percorrere fino a 300 km in un giorno e solo il 35% riesce a compiere il giro completo. Alcuni esemplari sono stati dotati di gps per seguire le rotte e cercare di capire meglio le ragioni del calo. La più plausibile non è tanto dovuta all&#8217;inquinamento quanto alla chiusura delle stalle e alla diffusione delle monocolture, con la relativa scomparsa di varietà biologica e delle divisioni di filari e siepi che un tempo era frequente.</p>
<p>Tenuto conto che le direttive su allevamenti e colture sono di emanazione europea, stai a vedere che il volatile associato dalla tradizione al giorno di san Benedetto &#8211; 21 marzo, inizio primavera &#8211; trova proprio nell&#8217;Europa, di cui lo stesso santo è il patrono, la causa della sua decrescita. Anche ai santi ora tocca il conflitto di interessi. Segno dei tempi.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/primavera-non-piu-fatta-rondini_b_6922158.html" target="_blank">Huffington Post</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/03/le-rondini-che-non-fanno-piu-primavera/">Le rondini che non fanno più primavera</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Mai provato ad abbracciare un albero?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/mai-provato-ad-abbracciare-un-albero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 07:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alberi, boschi e giardini sono un tesoro per l&#8217;Italia. In passato si è scritto molto a proposito, ma L&#8217;Italia è un bosco di Tiziano Fratus va oltre il classico saggio perché è un po&#8217; guida, un po&#8217; racconto e un po&#8217; manuale per presentare il lato verde del Bel Paese. La sequoia del castello Gamba &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/mai-provato-ad-abbracciare-un-albero/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Mai provato ad abbracciare un albero?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/07/mai-provato-ad-abbracciare-un-albero/">Mai provato ad abbracciare un albero?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Alberi, boschi e giardini sono un tesoro per l&#8217;Italia. In passato si è scritto molto a proposito, ma <i><a href="http://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788858111765" target="_blank">L&#8217;Italia è un bosco</a></i> di Tiziano Fratus va oltre il classico saggio perché è un po&#8217; guida, un po&#8217; racconto e un po&#8217; manuale per presentare il lato verde del Bel Paese.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-15872377351.jpg" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" /></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: center;">La sequoia del castello Gamba in Val d&#8217;Aosta (37 metri di altezza x 7.65 di altezza)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-15872377351.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"></span></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Dai passi alpini alle isole, alberi monumentali, parchi, giardini botanici e orti urbani sono uno spunto per scoprire che da noi la situazione del verde è un elemento rassicurante e proprio per questo deve responsabilizzarci perché non retroceda. Così si ribadisce che il bosco vergine abbandonato dall&#8217;uomo potrebbe non essere la soluzione migliore perché troppo sensibile a incendi o dissesti. Al contrario il bosco curato è stato e può continuare ad essere un elemento di vita. Inorridiranno i duri e puri dell&#8217;ambiente ma è così: &#8220;se l&#8217;uomo smette di salire in montagna (nei boschi) la montagna scende a valle (con le frane)&#8221; è un detto popolare delle valli lombarde. L&#8217;autore apre però la sua via, antichissima eppur attuale, agli alberi.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-2080498531.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-2080498531.jpg" /></span></a></div>
<blockquote><p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Oggi che i boschi hanno smesso di vestirci, di nutrirci, di proteggerci, sono diventati palestre dell&#8217;anima, è qui che possiamo venire ad alleggerirci, a sgrassare via il nero, l&#8217;ossessione, la furia. Provare davvero a vigilare sui nostri pensieri come un pescatore vigila sui pesci di cui si nutrirà.<br />In Italia s&#8217;aggirano silenziosi veri e propri cercatori d&#8217;alberi: guardano, annuiscono, misurano, documentano, fotografano, tracciano, pensano, catalogano. Sognano e realizzano nuovi strumenti per amare il paese, tracciano percorsi botanici che illuminano il paesaggio: avvicinano il passato al futuro.</span></p></blockquote>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Gli itinerari sono documentati con una precisione da guida escursionistica, rivelando la passione dell&#8217;autore per l&#8217;argomento. Se posso esprimere una critica &#8211; l&#8217;unica, bonaria &#8211; va precisato che si capisce subito quali sono le zone che Fratus conosce meglio e delle quali è appassionato. Qualche dimenticanza si lascia perdonare, anche perché a voler elencare tutto non sarebbe bastata una wikipedia arborea. L&#8217;autore, avvalendosi di citazioni attinte da letteratura e storia, incanta al punto da trasportare nelle oasi verdi fatte di tronchi e foglie, che in Italia, informa la sezione statistica, ammontano a circa un terzo del territorio totale. La dovizia tecnica non sconfina mai nella noia e qualche excursus di storia e filosofia arborea è una nota raffinata.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-17462915801.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/07/blogger-image-17462915801.jpg" /></span></a></div>
<blockquote><p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo libro è un invito a fermarsi e a perdersi tra i tanti boschi e parchi d&#8217;Italia, a lasciarsi andare di fronte al vento forte (&#8230;) Il bosco è un universo di significati, di citazioni, d&#8217;immagini, di sensazioni e di ricordi. È una delle parole più presenti nell&#8217;esistenza di tanti. Ma di quale bosco si parla?</span></p></blockquote>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Quelli nei quali ho letto il libro per scriverne sono nella vallata di La Thuile (Ao) e nel parco Puez Odle (Bz). Ma il verde non è solo nelle Alpi. Fratus non dimentica gli orti urbani (come a Torino, Milano e Genova), i giardini monumentali (da manuale quello di Villa Hanbury a Ventimiglia o all&#8217;Abbazia di Fiastra nelle Marche) o il racconto degli alberi coltivati che sono diventati compagni dell&#8217;uomo come gli ulivi e i carrubi, sculture viventi che punteggiano le campagne del nostro sud.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">La scelta di quale albero abbracciare è lasciata al lettore con l&#8217;invito di tenere queste buone pagine sul comodino o nello zaino. Come Fratus insegna, è davvero un piacere scoprire che c&#8217;è sempre un bosco o un orto che ci aspetta dietro l&#8217;angolo. Spesso per confortarci, ma qualche volta, precisa l&#8217;autore, anche per chiedere la nostra protezione.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Perché l&#8217;Italia sia un paese forestale è spiegato in un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=jcUXO4vrDjE" target="_blank">documentario dell&#8217;Ispra</a>.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/libro-verde-boschi-italia_b_5572262.html" target="_blank">Huffington Post</a>.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>51 metri di salti nel parco</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/51-metri-di-salti-nel-parco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:57:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[architects]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è un concorso internazionale di design che ogni anno &#160;si propone di selezionare e premiare progetti di punti di osservazione sull&#8217;ambiente naturale che fondino architettura e paesaggio. Tra gli scopi della manifestazione c&#8217;è quello di valorizzare parchi e aree agricole. Quest&#8217;anno l&#8217;ha spuntata lo studio Salto Architects con (il nome lo anticipa) i 51 metri &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/51-metri-di-salti-nel-parco/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">51 metri di salti nel parco</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/51-metri-di-salti-nel-parco/">51 metri di salti nel parco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è un <a href="http://www.architetti.com/articolo/18096/Landscape-design-il-progetto-Fast-track-di-Salto-Architects">concorso internazionale di design</a> che ogni anno &nbsp;si propone di selezionare e premiare progetti di punti di osservazione sull&#8217;ambiente naturale che fondino architettura e paesaggio. Tra gli scopi della manifestazione c&#8217;è quello di valorizzare parchi e aree agricole.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/images102.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/images102.jpeg" /></a></div>
<p>Quest&#8217;anno l&#8217;ha spuntata lo studio Salto Architects con (il nome lo anticipa) i 51 metri di una passerella elastica che è un po&#8217; strada, un po&#8217; gioco e un po&#8217; punto di osservazione sull&#8217;ambiente circostante. Il progetto era nato come proposta di strada veloce per pendolari urbani, ma poi è finito in un parco e la <a href="http://inhabitat.com/fast-track-trampoline-sidewalk-takes-your-commute-to-a-whole-new-level/">photo-gallery</a> è eloquente sul quanto ci si diverte. Un po&#8217; meno ludico dev&#8217;essere stato l&#8217;impatto ambientale che ha probabilmente richiesto l&#8217;azzeramento di una striscia di bosco. La domanda &#8220;era davvero necessario?&#8221; trova risposta nella realizzazione di una struttura visivamente poco invasiva che crea un centro di aggregazione immerso nella natura. Tutto sommato direi che il compromesso è accettabile, tanto più se incoraggia la gente a stare all&#8217;aperto e ad essere coscienti del valore dell&#8217;area.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/images-152.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/images-152.jpeg" /></a></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres-152.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres-152.jpeg" /></a></div>
<p></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"></div>
<p></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres92.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres92.jpeg" /></a></div>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/51-metri-di-salti-nel-parco/">51 metri di salti nel parco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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