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	<title>svizzera Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>Train Men &#8211; Gli uomini del trenino rosso del Bernina</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2019/11/trenino-rosso-del-bernina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 19:17:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agenzia Geografica]]></category>
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		<category><![CDATA[Bernina Express]]></category>
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		<category><![CDATA[Valerio Scheggia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il trenino rosso delle Alpi attira grandi e piccini a perdersi nei paesaggi incantati delle Alpi. Agenzia Geografica sta filmando un documentario ad alta quota per raccontare cosa significa far correre un treno a duemila metri.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="//player.vimeo.com/video/71419602" width="474" height="267" frameborder="0" title="Train Men trailer (Ita)" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Produzione</strong>: Polivideo 2014<br />
<strong>Regia</strong>: Valerio Scheggia<br />
<strong>Autore</strong>: Stefano Paolo Giussani<br />
<strong>Location</strong>: Val Poschiavo &#8211; Svizzera</p>
<p>Il trenino rosso che collega Tirano a San Moritz è una delle immagini più caratteristiche delle Alpi. La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrovia_del_Bernina" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ferrovia</a> del Bernina si snoda ad oltre 2000 metri. Sfiora ghiacciai e cascate. Passa viadotti mozzafiato e stazioni d&#8217;alta quota.  Attraversa foreste e sfida temperature polari. Almeno una volta nella vita gli appassionati di treni vengono da tutto il mondo per viaggiarci e anche chi è un semplice turista me rimane incantato: cosa c&#8217;è dietro la linea ferroviaria più spettacolare d&#8217;Europa?</p>
<p><span id="more-3715"></span></p>
<p>Lo si scoprirà presto nel documentario che Agenzia Geografica e Polivideo stanno filmando proprio sul trenino rosso e sui binari della Val Poschiavo.</p>
<p>Nel mentre, se decidete di venire a visitare il set, potete trovare le informazioni turistiche sul sito ufficiale delle <a href="https://www.rhb.ch/it/treni-panoramici/bernina-express" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Retiche</a>. Potete completare l&#8217;esperienza con il profumo della gastronomia locale fermandovi a Poschiavo. Buon cibo e ottimo vino da Serena e Stefano allo <a href="http://www.chalet-poschiavo.ch/benvenuto.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chalet Stazione</a>. A fianco alla caratteristica costruzione in legno, c&#8217;è la possibilità di dormire nelle comode stanze in posizione strategica tra i binari e il delizioso centro storico del capoluogo Poschiavino.</p>
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		<title>Svizzera. Basterà per tutti?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/svizzera-bastera-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 17:40:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Expo2015]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[expo]]></category>
		<category><![CDATA[expo2015]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il padiglione svizzero si distingue per le 4 torri che sorgono sul ramo corto del decumano. Riconosco che esternamente non è una delle costruzioni più appariscenti per forme e colori. E, forse, la spianata in asfalto all’ingresso dell’area si poteva limitare. Però è il padiglione che in tutta l’Expo meglio centra il concetto della sostenibilità &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/05/svizzera-bastera-per-tutti/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Svizzera. Basterà per tutti?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe id="srg-player-releatedContent-main-4631239" src="//tp.srgssr.ch/p/rsi/embed?urn=urn:rsi:video:4631239&amp;autoplay=false&amp;hideendscreen=1" width="560px" height="315"></iframe></p>
<p>Il padiglione svizzero si distingue per le 4 torri che sorgono sul ramo corto del decumano. Riconosco che esternamente non è una delle costruzioni più appariscenti per forme e colori. <span id="more-4153"></span></p>
<p>E, forse, la spianata in asfalto all’ingresso dell’area si poteva limitare. Però è il padiglione che in tutta l’Expo meglio centra il concetto della sostenibilità alimentare. Il viale d’ingresso risale in direzione della terrazza dominata dalla domanda che è anche un monito: &#8220;ce n’è per tutti?&#8221;.</p>
<p>È infatti all’interno delle 4 alte costruzioni che si rivela, unico in tutta l’esposizione universale, il segnale esteriore dell’accostamento di alimenti e sostenibilità. I quattro parallelepipedi di 12 metri sono in realtà dei magazzini a cui i visitatori accedono attraverso un ascensore. Quattro prodotti della tradizione alimentare svizzera &#8211; caffè, mele, sale e acqua &#8211; sono stipati sugli scaffali lungo le pareti. Il pubblico può servirsi come crede dagli scatoloni, tenendo però presente, avverte la guida, che solo da un coscienzioso utilizzo responsabile si potrà garantire la disponibilità di materia prima anche per i visitatori che si succederanno fino al termine di Expo. L&#8217;abbassamento del pavimento è proporzionale al consumo delle derrate e la segnalazione esterna dei quantitativi disponibili, rende di fatto le torri un termometro gigante di quanto rimane per chi verrà dopo. Questo è come il progetto dei giovani architetti elvetici centra in pieno il tema dell’esposizione universale che molti padiglioni trascurano e alcuni proprio ignorano.</p>
<p>I passaggi tra una stanza e l’altra sono decorati da disegni in bianco e nero emblematici della tradizione dei cantoni. Nei testi che le accompagnano colpisce l’affermazione che in Svizzera l’educazione alimentare è materia scolastica. I 4 prefabbricati sono smontabili e daranno vita a serre urbane nelle città della confederazione che ne faranno richiesta a fine Expo.</p>
<p>Il complesso svizzero è completato da un edificio adiacente che ospita la mostra permanente sull’area del Gottardo. La monumentale scultura in pietra di quasi venti metri quadri rivela l’orografia dei 4 cantoni che vi si affacciano: Ticino, Grigioni, Uri e Vallese. Bagnata dal sistema di &#8220;bisses&#8221; in legno caratteristiche del metodo di irrigazione proprio del canton vallese, l’installazione è un monito al consumo responsabile di acqua.</p>
<p>Al piano superiore, il buffet e i ristoranti raccontano la Svizzera in tavola, anche con l’aiuto del tablet fornito ad ogni ospite.</p>
<p>L’area circostante è adibita al relax tra gli alberi, con qualche dettaglio attinto alle icone universali del mondo rossocrociato: il chiosco della raclette, l&#8217;angolo del disegno per bambini con i Caran D&#8217;Ache, il negozio dei prodotti svizzeri dove ricorre anche l&#8217;immagine di Heidi e la rappresentazione sotterranea di come il record del tunnel AlpTransit avvicinerà i paesi d’Europa passando proprio sotto le Alpi della Confederazione. La sostenibilità è anche questa.</p>
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		<title>Il trenino rosso, far west fuori porta</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/12/trenino-rosso-far-west-fuori-porta-e-dentro-il-weekend/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2014 09:13:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[alp grum]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avrete già sentito parlare del trenino rosso della Retica. Scrivo questo post da Poschiavo (Svizzera, Canton Grigioni) dove stiamo girando un documentario proprio sulla Bernina, come la chiamano qui per riferirsi alla linea ferroviaria, che è anche quella che raggiunge la quota più alta in Europa senza essere aiutata da una cremagliera. Niente è facile &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/12/trenino-rosso-far-west-fuori-porta-e-dentro-il-weekend/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il trenino rosso, far west fuori porta</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avrete già sentito parlare del trenino rosso della Retica. Scrivo questo post da Poschiavo (Svizzera, Canton Grigioni) dove stiamo girando un documentario proprio sulla Bernina, come la chiamano qui per riferirsi alla linea ferroviaria, che è anche quella che raggiunge la quota più alta in Europa senza essere aiutata da una cremagliera.</p>
<p>Niente è facile quando il vento sferza tagliente, come spero renda <a href="http://instagram.com/p/wEmFrARbHr/?modal=true" target="_hplink">la nostra foto di backstage scelta da VisitSwitzerland per il proprio profilo Instagram</a>.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/12/Schermata-2014-12-08-alle-18.53.14.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3872" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/12/Schermata-2014-12-08-alle-18.53.14.jpg" alt="Schermata 2014-12-08 alle 18.53.14" width="1024" height="613" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Però proprio per questo <a href="https://www.rhb.ch/it/treni-panoramici/bernina-express" target="_hplink">vi consiglio un giro qui</a>. Potreste scoprire come questi uomini si impegnano ogni giorno per mandare avanti un treno che per la sua audacia e per la sua bellezza è stato anche incluso nel World Heritage di Unesco.</p>
<p>Questi non hanno paura degli agenti atmosferici. Sono valligiani, quindi gente schietta abituata a dare pane al pane e vino al vino. Ma con la nostra troupe si sono aperti e con loro stiamo condividendo le giornate. Probabilmente se la ridono pure a vedere noi cittadini che andiamo su, li microfoniamo, li riprendiamo, ascoltiamo i loro discorsi, ma sopratutto impariamo come ancora ci sono luoghi dove a comandare è la natura. Condividiamo spesso con loro la riunione prima dell&#8217;alba, in tempo per il treno delle 6.28 che li porterà sui cantieri lungo la linea. Cosa fanno? Puliscono scambi, staccano stalattititi di ghiaccio dalle gallerie, sostituiscono binari, spalano neve, tagliano tronchi, fanno altre cosucce che non vi svelo ora per non rovinarvi la sorpresa del documentario. In poche parole, curano il backstage dello spettacolo ferroviario più avvincente d&#8217;Europa.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/12/rsz_a_guardia_dei_binari.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3874" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/12/rsz_a_guardia_dei_binari.jpg" alt="rsz_a_guardia_dei_binari" width="1052" height="780" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;altra mattina mi sono unito a loro durante lo Snüli. A Milano si chiamerebbe coffee break e si consumerebbe di fronte alla macchinetta del caffè in un corridoio asettico. Qui l&#8217;intervallo lo abbiamo fatto nel bosco. I ragazzi hanno radunato i rami e acceso un fuoco, per poi tirar fuori dei würstel e mangiarli dopo averli cotti infilzati con i rami dei pini attorno. Il profumo della foresta che si mescolava alla brace e alle spezie ve lo lascio immaginare.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/12/rsz_lo_snüli_merenda_alpina_con_il_fuoco_lungo_i_binari.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3873" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/12/rsz_lo_snüli_merenda_alpina_con_il_fuoco_lungo_i_binari.jpg" alt="rsz_lo_snüli_merenda_alpina_con_il_fuoco_lungo_i_binari" width="1052" height="780" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che non potete immaginare è la bellezza di questi luoghi attraversati dai binari. Il <em>far west</em> che sognavo quando ero bambino è (anche) qui. Se volte passarci a trovare, con il mio regista Valerio Scheggia e l&#8217;operatore Paolo Negro <a href="http://www.chalet-poschiavo.ch/" target="_hplink">facciamo tappa allo Chalet Stazione</a>. È la casa in legno di Serena e Stefano ma è anche la casa dei nostri <em>train men</em> che qui trovano sempre caffè e un pasto caldo a pochi metri dai binari. Alla sera, passato l&#8217;ultimo treno, si gioca con la loro bambina Angelica. Giovedì scorso abbiamo imparato a disegnare cani e gatti. Poi sono arrivati i pizzoccheri. Come li cucinano qui sono una combinazione magica tra l&#8217;essere valtellinese di Serena e il rispetto della tradizione dei nonni di Stefano che erano di Teglio, patria della pietanza alpina lombarda.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/12/rsz_img_20141206_203042.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3877" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/12/rsz_img_20141206_203042.jpg" alt="rsz_img_20141206_203042" width="1560" height="2104" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vorrete fermarvi ci sono delle stanze, così sarete pronti anche voi a saltare sul primo treno del mattino per risalire il Passo del Bernina. Boschi, laghi, ghiacciai scivoleranno senza fretta dai finestrini e rimarranno negli occhi mentre le carrozze arrancano lente dando modo di perdersi tra le montagne. L&#8217;avventura passa anche da qui ed è tutt&#8217;altro che scontata.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/il-far-west-nelle-alpi_b_6257264.html" target="_blank">Huffington Post</a> con una ricca galleria fotografica. Per<a href="https://www.rhb.ch/it/biglietti-e-abbonamenti/promozioni/offerta-speciale-con-il-trenino-rosso" target="_blank"> informarsi sugli orari del trenino rosso o prenotare i posti</a> suggerisco di muoversi per tempo, i posti sono limitati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/12/trenino-rosso-far-west-fuori-porta-e-dentro-il-weekend/">Il trenino rosso, far west fuori porta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;ultima Onda del Lago &#8211; Booktrailer</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/11/lultima-onda-lago-booktrailer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2014 14:11:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[canton ticino]]></category>
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		<category><![CDATA[seconda guerra mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Milano, Seconda Guerra Mondiale: una ragazza ebrea cerca di salvare il fratello sordocieco dai bombardamenti e dal campo di concentramento. L'unico amico in città, rimasto solo dopo l'arresto del compagno, si offre di accompagnarli nella fuga verso la Svizzera.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/11/lultima-onda-lago-booktrailer/">L&#8217;ultima Onda del Lago &#8211; Booktrailer</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" title="booktrailer &quot;l&#039;ultima onda del lago&quot; HD" width="474" height="267" src="https://www.youtube.com/embed/iPPVJCSRUcA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Milano &#8211; Durante la seconda guerra mondiale, una ragazza ebrea cerca di salvare il fratello sordocieco dai bombardamenti e dal campo di concentramento. L&#8217;unico amico in città, rimasto solo dopo l&#8217;arresto del compagno, si offre di accompagnarli nella fuga verso la Svizzera.<br />
<span id="more-1823"></span><br />
Monti tra Como e Lugano &#8211; Un ragazzo insegue il sogno di costruire un sommergibile per contrabbandare indisturbato lungo il confine mentre le pattuglie naziste setacciano i boschi alla ricerca di partigiani e fuggiaschi.<br />
Fuga e sfida si intrecciano fino a un capanno sul lago, in un paesaggio grandioso che neppure le atrocità del conflitto riescono a sminuire. È lì che la guerra personale di Anna, Davide, Sebastiano e Valerio, troverà il suo epilogo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/11/lultima-onda-lago-booktrailer/">L&#8217;ultima Onda del Lago &#8211; Booktrailer</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<item>
		<title>17000 celle per prendere il volo</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/09/17000-celle-per-prendere-il-volo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2014 07:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;aereo Solar Impulse vola da solo usando la luce e tenta il giro del mondo. Non è fantascienza. Ben 17000 celle solari coprono due ali più lunghe di quelle di un Boeing 747 o un Airbus 380. Non ha l&#8217;aspetto di una frastornante balena volante in grado di ingoiare centinaia di passeggeri con i relativi &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/09/17000-celle-per-prendere-il-volo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">17000 celle per prendere il volo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/09/17000-celle-per-prendere-il-volo/">17000 celle per prendere il volo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aereo <i>Solar Impulse</i> vola da solo usando la luce e tenta il giro del mondo. Non è fantascienza. Ben 17000 celle solari coprono due ali più lunghe di quelle di un Boeing 747 o un Airbus 380. Non ha l&#8217;aspetto di una frastornante balena volante in grado di ingoiare centinaia di passeggeri con i relativi bagagli. <a href="http://www.solarimpulse.com/en/our-adventure/the-first-round-the-world-solar-flight/" target="_blank">Sembra piuttosto un grande insetto</a>, con le ali a sostenere una piccola cabina centrale e quattro silenziosissimi motori. La sfida è aperta e la data fissata. Questo aereo vuole fare il giro del mondo usando solo l&#8217;energia del sole e neanche una goccia di carburante.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/Solar-Impulse-3a2.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/Solar-Impulse-3a2.jpg" height="233" width="320" /></a></div>
<p>C&#8217;è davvero bisogno di imprese del genere? Beh, sì. La ricerca passa anche da qui. Bertrand Piccard è il rampollo di una famiglia di pionieri e ha già trasvolato il pianeta su un pallone aerostatico. Dopo il successo con il vento, ora ci riprova col sole. È riuscito a riunire i capitali per costruire un aereo mosso solo col fotovoltaico, miracolo di tecnologia che i grandi costruttori di aeroplani avevano negato potesse vedere la luce oggi. Non a caso nessuno dei loro nomi figura tra gli sponsor o i supporter tecnici.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/Wingspan-of-Solar-Impulse1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/Wingspan-of-Solar-Impulse1.jpg" height="147" width="320" /></a></div>
<p>A112 anni dal primo volo dei fratelli Wright, questa macchina volante tenterà l&#8217;impresa nel 2015. Con i suoi 70km/h e le tappe tecniche, impiegherà cinque mesi a fare il giro del pianeta, non segnerà nessun record per la velocità ma sarà una tappa miliare per la tecnologia. Il valore aggiunto, uno dei, è che questo giocattolone è in grado di volare anche di notte. I test sono stati finora tutti positivi, compresa la <a href="http://www.solarimpulse.com/en/across-america/" target="_blank">trasvolata USA da San Francisco a NYC</a>.</p>
<p>Se domani riusciremo davvero a staccarci dal suolo e rimanere in aria senza emissioni abbastanza da girare il nostro pianetino azzurro, non avremo scusanti per fare di più e meglio nell&#8217;applicare le tecnologie del solare per spostarci al suolo. Aspetterò con il naso all&#8217;insù.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/giro-del-mondo-senza-una-goccia-di-carburante_b_5819740.html?utm_hp_ref=italy" target="_blank">Huffington Post</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/09/17000-celle-per-prendere-il-volo/">17000 celle per prendere il volo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Lombardia bear-friendly</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/08/lombardia-bear-friendly/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 15:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Daniza e le avventure degli orsi sulle Alpi. Location: settore alpino centrale. Riassunto delle puntate precedenti.&#160; I grigionesi si sentono minacciati dagli orsi al punto da aspettarli fuori dalla tana per seccarli alla fine del letargo.&#160;I trentini ne fanno un problema politico del tipo &#8220;per accontentare gli elettori, io signorotto locale decido di dimezzare la &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/08/lombardia-bear-friendly/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Lombardia bear-friendly</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/08/lombardia-bear-friendly/">Lombardia bear-friendly</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Daniza e le avventure degli orsi sulle Alpi. Location: settore alpino centrale. Riassunto delle puntate precedenti.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/08/orsa-con-cuccioli2.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/08/orsa-con-cuccioli2.jpg" height="240" width="320" /></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">I grigionesi si sentono minacciati dagli orsi al punto da aspettarli fuori dalla tana per <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/02/20/Abbattuto-svizzera-orso-trentino-M13-_8278235.html" target="_blank">seccarli alla fine del letargo</a>.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">I trentini ne fanno un problema politico del tipo &#8220;per <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2014/08/19/news/caccia_a_daniza_a_vuoto_i_tentativi_di_cattura_messner_troppi_orsi_in_trentino_limitare_il_numero-94080102/" target="_blank">accontentare gli elettori</a>, io signorotto locale decido di dimezzare la popolazione plantigrada&#8221;. Il valore è probabilmente stato determinato in preda agli effetti allucinogeni dei funghi trovati dai cercatori che si appostano a sbirciare la cucciolata con mamma orsa in circolazione.&nbsp;</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Stai a vedere che, alla fine, la più bear-friendly è l&#8217;industrializzata Lombardia, quella che di solito fa notizia per il blocco del traffico o per gli inceneritori. L&#8217;<a href="http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_agosto_28/convivere-l-orso-scelta-lombardia-lo-difendiamo-58db8620-2eac-11e4-866c-ea2e640a1749.shtml" target="_blank">assessore all&#8217;ambiente</a> Claudia Maria Terzi, 39 enne bergamasca, afferma di voler rispettare i principi del progetto Europeo Life Arctos e dunque tutelare la popolazione plantigrada rimborsando i danni provocati dalla stessa e incoraggiando l&#8217;installazione dei recinti elettrificati per proteggere il bestiame. Non solo.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<blockquote><p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Non cacceremo via l&#8217;orso, piuttosto vorremmo che sulle nostre montagne avesse un angolo di paradiso dove vivere &#8211; dichiara al Corriere della Sera &#8211; Ecco perché continueremo a tutelarlo come stiamo facendo dal 1999, quando abbiamo assistito al suo ritorno nelle provincie di Bergamo, Brescia e Sondrio. Perché una convivenza con l&#8217;uomo è possibile.</span></p></blockquote>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">C&#8217;è dunque un nesso tra industrializzazione e attenzione alle tematiche ambientali? Pare di sì. Cioè chi è più coinvolto nei settori avanzati e si è misurato pesantemente coi rischi ambientali tende a preservare la naturalità meglio di chi si spaccia per naturale e poi non esita a sparare o sbattere gli animali nei recinti. Penso che tutti gli appassionati di natura se ne dovrebbero ricordare la prossima volta che decidono dove trascorrere le vacanze alpine, magari tenendo presente che la Lombardia conta 24 parchi regionali, oltre al Parco Nazionale dello Stelvio. #iostocondaniza e il <a href="http://www.youtube.com/embed/sXGtvNqKU_0" target="_blank">documentario lo dimostra</a>.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/orsa-daniza-prossime-vacanze-alpine_b_5734454.html?utm_hp_ref=italy" target="_blank">Huffington Post</a>.</span><br /><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br /></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/08/lombardia-bear-friendly/">Lombardia bear-friendly</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>La nuova Montagna, i vecchi cosa direbbero?</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/08/la-nuova-montagna-i-vecchi-cosa-direbbero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2013 11:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andermatt é una graziosa localitá del Canton Uri. Tra gli angoli della Svizzera è quello che meglio di altri rappresenta un crocevia tra le Alpi e l&#8217;Europa. Andermatt é anche un luogo emblematico per quello che si prospetta. Un ampio piano di sviluppo urbanisticoprevede di cambiare radicalmente l&#8217;assetto del piccolo centro abitato adagiato ai piedi &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/08/la-nuova-montagna-i-vecchi-cosa-direbbero/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La nuova Montagna, i vecchi cosa direbbero?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/08/la-nuova-montagna-i-vecchi-cosa-direbbero/">La nuova Montagna, i vecchi cosa direbbero?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align: justify;"><a href="http://www.andermatt.ch/en/index.cfm">Andermatt </a>é una graziosa localitá del Canton Uri. Tra gli angoli della Svizzera è quello che meglio di altri rappresenta un crocevia tra le Alpi e l&#8217;Europa.</span><br /><span style="text-align: justify;"><br /></span></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images41.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images41.jpeg" /></a></div>
<p></p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/imgres51.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/imgres51.jpeg" /></a></div>
<p><span style="text-align: justify;"><br /></span></p>
<div style="text-align: justify;">Andermatt é anche un luogo emblematico per quello che si prospetta. Un ampio <a href="http://www.thechedi-andermatt.com/it">piano di sviluppo urbanistico</a>prevede di cambiare radicalmente l&#8217;assetto del piccolo centro abitato adagiato ai piedi di quattro passi montani.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images-211.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images-211.jpeg" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Il dilemma é quello che si pone tra il mantenere tutto allo stato attuale o agevolare lo sviluppo con costruzioni destinate a variare il colpo d&#8217;occhio per chi scende dai valichi. Detto in altri termini, è la scelta tra il &#8220;tutti fuori, qui non si tocca nulla&#8221; oppure &#8220;apriamoci allo sviluppo controllato e facciamo vivere la montagna con risorse nuove&#8221;.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images-111.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/08/images-111.jpeg" /></a></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Grandi pensatori si dividono sulle argomentazioni. Reinhold Messner mi ha confidato la sua idea in un pomeriggio piovoso nella sua casa a Juval. &#8220;Bisogna abbandonare l&#8217;idea della montagna da cartolina di Heidi, bisogna trovare le risorse per vivere e farla vivere, però senza mettere piede dove l&#8217;uomo non lo ha mai messo prima. Certe zone vanno rispettate con l’isolamento&#8221;.</div>
<p><!--EndFragment--></p>
<div style="text-align: justify;">Portare dunque le risorse per uno sviluppo ragionato, é compatibile con una filosofia di rispetto dell&#8217;ambiente alpino? Il &#8220;ragionato&#8221; é la chiave di tutto. Chi deve essere allora l&#8217;autore del ragionamento? Non deve essere il palazzinaro. Non deve essere nemmeno l&#8217;incompetente che mira solo al breve periodo. L&#8217;unica soluzione potrebbe individuarsi in quella, sentita la popolazione locale, di mettere insieme un gruppo composto dai valligiani con i loro interessi e guidato da chi può aiutare con suggerimenti in tema ambientale e di gestione paesaggistica. Una grossa mano la offre il tener sempre ben in mente le tradizioni degli anziani. Un tempo si costruiva una baita solo in luoghi dove giá ce n&#8217;era una. Era una forma di rispetto del paesaggio ma anche una presa di coscienza: dove l&#8217;esperienza dei vecchi era passata, quello era il percorso da seguire. Valeva per le baite, per i pascoli, per i sentieri, per i commerci. Vale, o dovrebbe valere, anche per i nuovi insediamenti. I vecchi, con quel buon senso pratico e l&#8217;innato istinto di sopravvivenza, cosa direbbero dell&#8217;Andermatt di domani? Se costruire qui significa creare le condizioni per mantenere i giovani in paese e attirare persone in modo sostenibile, probabilmente la risposta dei vecchi la conosciamo già.</div>
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		<title>La carrozzina con le montagne intorno</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/07/la-carrozzina-con-le-montagne-intorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jul 2013 12:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per la prima volta nella storia del turismo, un paese alpino mette ufficialmente in rete un network di sentieri su scala nazionale e destinato espressamente al pubblico con difficoltà motorie. Intendiamoci, la novità non è il sentiero per gli handicappati o la pagina web della descrizione del percorso. In Italia esistono tracciati segnalati su parks.it &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/07/la-carrozzina-con-le-montagne-intorno/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La carrozzina con le montagne intorno</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/07/la-carrozzina-con-le-montagne-intorno/">La carrozzina con le montagne intorno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta nella storia del turismo, un paese alpino mette ufficialmente in rete <a href="http://www.wanderland.ch/it/percorsi/sentieri-senza-barriere.html">un network di sentieri</a> su scala nazionale e destinato espressamente al pubblico con difficoltà motorie.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/slide_308439_2695389_free1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="212" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/slide_308439_2695389_free1.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Intendiamoci, la novità non è il sentiero per gli handicappati o la pagina web della descrizione del percorso. In Italia esistono tracciati <a href="http://www.parks.it/indice/sentieripertutti.html">segnalati su parks.it</a> , come ne esistono nelle singole regioni e in certi comprensori turistici. La novità è che un intero stato si è mobilitato e ha messo un sigillo su scala nazionale definendo i percorsi, la segnaletica e, soprattutto, creando le condizioni per arrivarci anche con i mezzi pubblici.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/slide_308439_2695395_free1.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="107" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/slide_308439_2695395_free1.jpg" width="320" /></a></div>
<p>Il paese è la Svizzera. A questo punto si possono pensare due cose: 1- facile, è un piccolo paese ed è ricco, 2- erano già in vantaggio per la rete sentieristica integrata con mezzi pubblici.</p>
<p>Punto 1. Sì, è facile. La Svizzera sarà anche piccola ma è un groviglio di valli e montagne, e comunque è facile perché gli svizzeri sono ben organizzati, hanno senso civico e si muovono nelle loro parti in modo coordinato. Ricordo che, sembrerà una sciocchezza, in certe regioni italiane chi organizza le linee bus nelle valli non tiene conto di dove iniziano i sentieri e le fermate sono distribuite come fagioli in un barattolo, cioè a caso.</p>
<p>Punto 2. Certo che sono in vantaggio, ma non perché un giorno si è spalancato il cielo e una colomba bianca ha illuminato il paese del groviera e cioccolato. Sono partiti prima e hanno costruito un &#8220;sistema&#8221;. Cos&#8217;è un sistema? Cito Wikipedia: &#8220;il sistema, nel suo significato più generico, è un insieme di elementi interconnessi tra di loro o con l&#8217;ambiente esterno tramite reciproche relazioni, ma che si comporta come un tutt&#8217;uno, secondo proprie regole generali&#8221;.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/images41.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/images41.jpeg" /></a></div>
<p>Ora un semplice esercizio prima di lucidare la carrozzina e mettersi lo zaino: sottolineare le parole della definizione wikipediana estranee alla rete italiana. Resta ben poco di diverso se non affrettarsi a mettere un biglietto svizzero in tasca.</p>
<p>Un&#8217;ultima nota: non sottovalutiamo questi sentieri. Sono sì stati pensati per individui con difficoltà motorie, ma non disdegniamoli anche per i passeggini, per avvicinare i più piccoli o per gli allergici alla troppa fatica alla montagna.</p>
<p>Questo articolo è stato pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/la-carrozzina-con-le-montagne-intorno_b_3585128.html">Huffington Post</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/07/la-carrozzina-con-le-montagne-intorno/">La carrozzina con le montagne intorno</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Dove vado domenica? A Milano la critical mass</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/dove-vado-domenica-a-milano-la-critical-mass/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2013 13:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica a Milano faremo massa critica. Una cascata di biciclette (ma sono ammessi tutti i mezzi a ruota non spinti da un motore) si muoverà per la Ciemmona, cioè la mamma di tutte le Critical Mass. Partiamo dal presupposto che il 75% delle risorse destinate al potenziamento del trasporto pubblico viene rivolto al 2,9% della &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/dove-vado-domenica-a-milano-la-critical-mass/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Dove vado domenica? A Milano la critical mass</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/dove-vado-domenica-a-milano-la-critical-mass/">Dove vado domenica? A Milano la critical mass</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica a Milano faremo massa critica. Una cascata di biciclette (ma sono ammessi tutti i mezzi a ruota non spinti da un motore) si muoverà per la Ciemmona, cioè la mamma di tutte le <a href="http://www.milanotoday.it/eventi/mobilita-nuova-critical-mass-piedi-4-maggio-2013.html">Critical Mass</a>.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/images202.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/images202.jpeg" /></a></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres242.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres242.jpeg" /></a></div>
<p>Partiamo dal presupposto che il 75% delle risorse destinate al potenziamento del trasporto pubblico viene rivolto al 2,9% della reale domanda, lasciando senza risposta il pendolarismo e la domanda di mobilità che davvero potrebbe migliorare la vita quotidiana: la massa critica vuole muovere le acque e portare l&#8217;argomento all&#8217;attenzione di tutti.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres-312.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres-312.jpeg" /></a></div>
<p>Un paio di elementi a sostegno.<br />Da oggi, se vi iscrivete attraverso il sito di Trenitalia al programma&nbsp;<a href="http://www.trenitalia.com/cms/v/index.jsp?vgnextoid=6cd01ec2f3fcd310VgnVCM1000008916f90aRCRD">CartaFreccia</a>&nbsp;potete aderire al bike sharing di Milano e Verona al costo di soli 26 €.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres-192.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres-192.jpeg" /></a></div>
<p>A Madrid non solo han fatto la loro Critical Mass, ma appena le autorità hanno paventato la possibilità di inasprire le condizioni di traffico ciclistico, son corsi a <a href="http://www.cyclemagazine.it/cycle/2013/05/pista-casco-ma-la-questione-sicurezza-non-e-tutta-li/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=pista-casco-ma-la-questione-sicurezza-non-e-tutta-li">chiedere asilo alle ambasciate straniere</a> molto sensibili all&#8217;argomento. Con le dovute proporzioni, stando allo scarso rispetto di cui noi ciclisti godiamo qui, temo dovremmo quantomeno incatenarci al consolato svizzero (tanto per citare il paese che ha messo in rete la mobilità ciclistica con la sentieristica nazionale a 40 km da Milano).</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres-242.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/05/imgres-242.jpeg" /></a></div>
<p>Pedalare tutti assieme può dare anche a noi forza. Almeno proviamoci.<br />NB: a scanso di pessimi ricordi sulla Ciemmona, non dimentichiamo <a href="http://lecoista.blogspot.it/2013/04/tira-fuori-la-bici-ma-non-fartela.html">queste raccomandazioni</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/05/dove-vado-domenica-a-milano-la-critical-mass/">Dove vado domenica? A Milano la critical mass</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>La Svizzera senza mare ma con navi all&#8217;avanguardia</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/04/la-svizzera-senza-mare-ma-con-navi-allavanguardia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2013 06:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[crociere]]></category>
		<category><![CDATA[diporto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli svizzeri sembra che di navi se ne intendono davvero. Passi che non si affacciano sul mare ma hanno già vinto la Coppa America, da due anni detengono anche il primato della nave solare più grande. Il progetto è ambizioso. La&#160;PlanetSolar Turanor, dopo aver circumnavigato la Terra spinta solo dal sole e dai 540 metri &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/04/la-svizzera-senza-mare-ma-con-navi-allavanguardia/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La Svizzera senza mare ma con navi all&#8217;avanguardia</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli svizzeri sembra che di navi se ne intendono davvero. Passi che non si affacciano sul mare ma hanno già vinto la Coppa America, da due anni detengono anche il primato della nave solare più grande. Il <a href="http://www.planetsolar.org/">progetto</a> è ambizioso.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images-261.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images-261.jpeg" /></a></div>
<p>La&nbsp;<a href="http://www.planetsolar.org/multimedia/videos">PlanetSolar Turanor</a>, dopo aver circumnavigato la Terra spinta solo dal sole e dai 540 metri quadri di pannelli fotovoltaici, ora continuerà a navigare dedicandosi agli studi sull&#8217;ambiente.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images-421.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images-421.jpeg" /></a></div>
<p>Non sarà la soluzione definitiva per spostare le merci, i cui cargo richiedono molta più energia, ma è una dimostrazione che le tecnologie esistono e che un certo tipo di nautica come diporto e crociere potrebbe diventare un po&#8217; più verde di quello che è.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images-1101.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images-1101.jpeg" /></a></div>
<p>In fondo, Darwin insegna che il coraggio di sperimentare è sempre apprezzato anche dalla natura.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images-351.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images-351.jpeg" /></a></div>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/04/la-svizzera-senza-mare-ma-con-navi-allavanguardia/">La Svizzera senza mare ma con navi all&#8217;avanguardia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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