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	<title>tiziano fratus Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>Ecco perché il freddo fa bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2017 08:53:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai social sembra che neve e freddo stiano imperversando come mai prima d&#8217;ora. Dalle stesse voci che quest&#8217;estate «uff che caldo», ora si ascolta «brr che freddo». Urlavano al lupo della steppa infuocata, ma ora sono certi che dal Brennero iniziano a scendere i mammut. La verità è che è normale che in inverno faccia freddo &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/01/la-neve-freddo-fanno-bene/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Ecco perché il freddo fa bene</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/01/la-neve-freddo-fanno-bene/">Ecco perché il freddo fa bene</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dai social sembra che neve e freddo stiano imperversando come mai prima d&#8217;ora. Dalle stesse voci che quest&#8217;estate «uff che caldo», ora si ascolta «brr che freddo». Urlavano al lupo della steppa infuocata, ma ora sono certi che dal Brennero iniziano a scendere i mammut. La verità è che è normale che in inverno faccia freddo e, guarda un po&#8217;, in estate caldo. Non è colpa del global warming insomma, le cui conseguenze concrete e minacciose sono ben altre e di più larga scala.</p>
<p>Piuttosto, l&#8217;ambiente naturale ha bisogno del freddo e della neve per il suo ciclo di vita. E ci sono benefici affatto scontati anche per il nostro organismo. Non tutto il freddo <a href="http://donna.fanpage.it/l-inverno-ti-fa-bella-ecco-i-5-benefici-del-freddo/" target="_hplink">viene per nuocere</a>, insomma: le energie aumentano, le calorie si smaltiscono più facilmente, si alleviano certi fastidi circolatori, si ottimizzano i risultati dell&#8217;esercizio fisico e della tonificazione muscolare.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205254_compressed.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4440" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205254_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205254_compressed" width="527" height="395" /></a></p>
<p>Come la pausa invernale giova dunque alla vegetazione, un cambio nella routine dei mesi freddi è un toccasana per la salute del nostro fisico, ben più minacciato dall&#8217;aria stagnante cittadina che non dall&#8217;ondata di freddo stagionale. Non serve essere sportivi accaniti e neppure troppo allenati per incamminarsi su un sentiero e perdersi nella quiete cristallina di montagne sconosciute al caos vacanziero. Ci sono <a href="http://www.vitalpina.info/it/hotels-alto-adige/1-0.html">altipiani dove l&#8217;ossigeno del bosco incontaminato e il fresco della neve appena caduta sono una risorsa</a> fruibile da sentieri pianeggianti.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205256_compressed.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4441" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205256_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205256_compressed" width="527" height="395" /></a></p>
<p>Magari, poi, tra una baita e l&#8217;altra si scopre anche il gusto delle pietanze. Hanno sposato perfettamente il binomio passeggiate/sapori gli ideatori di Alps Culinaria, una serie di weekend dedicati all&#8217;<a href="http://www.klausen.it/it/piaceri-cultura/highlights-eventi/alps-culinaria/">esplorazione facile e golosa delle Alpi</a>. Quattro appuntamenti per altrettante località in Val Isarco. Tre coinvolgono gli altipiani di Barbiano, Velturno e Villandro con le Dolomiti a fare da sfondo. Uno si spinge sotto le Dolomiti di Funes a toccare le cattedrali di roccia.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205242_compressed.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4442" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205242_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205242_compressed" width="527" height="395" /></a></p>
<p>L&#8217;Italia ha l&#8217;enorme fortuna di un ambiente montuoso (alpino e appenninico) che lascia staccare la spina permettendo di incontrare paesaggi invidiabili e specialità della tradizione, roba che tedeschi, inglesi e francesi apprezzano inventandosi le occasioni più disparate &#8211; spesso fuori stagione &#8211; per venirci a trovare quando noi italiani pensiamo alla invariabilità dell&#8217;equazione vacanza invernale=sci.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/n-INVERNO-large570.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4443" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/n-INVERNO-large570.jpg" alt="n-INVERNO-large570" width="570" height="238" /></a></p>
<p>Diversamente, diventa normale che ci si abitui a sentirsi rispondere &#8220;tutto esaurito&#8221; quando si prenota un soggiorno. Pensiamoci: un impianto di risalita &#8211; che spesso si è mangiato pure un pezzo di bosco &#8211; può arrivare alla capacità massima di ricettività, dopo la quale non ce n&#8217;è più per nessuno, salvo la pena di lunghe code, con tutti che guardano tutti nell&#8217;attesa di attaccarsi al filo per salire. Praticamente è il trasferimento dello stress tra i picchi.</p>
<p>In mezzo agli alberi e sugli altopiani invece questo non succede, perché la coda più grossa in cui si potrebbe incappare è quella di una volpe e lo sguardo più intenso quello di un camoscio che spia da dietro un cespuglio. È un invito anche all&#8217;ascolto, del vento tra gli alberi o della neve che cade dai rami con quei tonfi attutiti che non hanno uguali. Magari lasciandosi consigliare dai padroni di casa, ben informati sull&#8217;accessibilità dei sentieri e sull&#8217;apertura delle strutture in quota.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205252_compressed.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4445" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205252_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205252_compressed" width="527" height="395" /></a></p>
<p>C&#8217;è poi un libro che educa all&#8217;ascolto di questa straordinaria biblioteca dei rumori. <a href="http://www.ediciclo.it/index.php?qr=il_sole_che_nessuno_vede_di_tiziano_fratus_scheda_libro&amp;pagid=prod_det&amp;_get_prod_id=1427" target="_hplink">Il sole che nessuno vede</a> di Tiziano Fratus nasce dalla semplice azione di sedersi spalancando le orecchie e il cuore, con la dedizione a cui ci ha abituati l&#8217;autore nei confronti di foreste e corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>L&#8217;uomo medita &#8211; scrive Fratus &#8211; perché trova giovamento nel dimenticare quello che è per la società in cui è immerso. Smette di dare ascolto a quell&#8217;io che ha dentro per iniziare a ricostruire il mondo sentendosi parte dell&#8217;immensa materia che lo circonda e lo compone. È un cambio viscerale. Chi accetta di entrare in questa dimensione inizia a riconoscersi della stessa materia di un bosco libero nel cielo e non di una colonna fumante, sia essa di auto o sciatori incalliti.</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/il-freddo-salutare-per-il-nostro-fisico_b_14181186.html?utm_hp_ref=italy">Huffington Post</a>.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205238_compressed.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4444" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2017/01/slide_513106_7205238_compressed.jpg" alt="slide_513106_7205238_compressed" width="318" height="425" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/01/la-neve-freddo-fanno-bene/">Ecco perché il freddo fa bene</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>Il gusto di perdersi in un bosco</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2015 11:44:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Peter Weir e il suo team ne l&#8217;Attimo Fuggente interpretato da Robin Williams scelsero una frase di Thoreau per portarci lontano. Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il gusto di perdersi in un bosco</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/">Il gusto di perdersi in un bosco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Peter Weir e il suo team ne l&#8217;<em>Attimo Fuggente</em> interpretato da Robin Williams scelsero una frase di Thoreau per portarci lontano.</p>
<blockquote><p>Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.</p></blockquote>
<p><span id="more-4269"></span></p>
<p>Settimana scorsa ho incrociato ad una conferenza stampa un collega che non vedevo da un po&#8217;. Convenevoli (pochi), commenti sulla serata (abbastanza) e a seguire suo elenco (lunghissimo) di dove stava lavorando e su quali canali era in onda. Alla domanda: &#8220;come stai?&#8221; la risposta è stata: &#8220;mediaticamente bene&#8221;. Sembra una pagina delle gag del milanese imbruttito, ma purtroppo per il soggetto &#8211; che a questo punto potreste davvero aver ammirato in tv per la sua gioia &#8211; è tutto vero.</p>
<p>Ho sperato che a un certo punto qualcuno gli schiacciasse un tasto di reset e me lo azzerasse. Così, tanto per creare un vuoto televisivo. Ho voglia di boschi (e di boscaioli e di boscaiole) non di primedonne che si sentono star dimenticando che <strong>essere famosi su facebook è come essere ricchi al monopoli</strong>.<br />
Stando a leggere un bel pezzo apparso sul sito della Bbc, il &#8220;tipo mediatico&#8221; avrebbe bisogno di sentirsi insignificante. Se la scienza ci informa che <a href="http://www.huffingtonpost.it/your-tango/spendere-i-propri-soldi-per-viaggiare-fa-bene-lo-dice-la-scienza_b_8376004.html" target="_blank">spendere i soldi in viaggi fa bene</a>, muoversi in luoghi maestosi che facciano sentire piccoli, ma davvero piccoli, praticamente insignificanti, ha dei benefici strepitosi.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151124_122328.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4272" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2015/11/IMG_20151124_122328.jpg" alt="IMG_20151124_122328" width="4160" height="1693" /></a></p>
<p>Un video aiuta ad entrare nello <a href="http://www.bbc.com/future/story/20150819-the-surprising-benefits-of-feeling-insignificant?ocid=twfut&amp;utm_source=twitter&amp;utm_medium=post&amp;utm_term=nature%20documentaries,universe,awe,psychology,earth&amp;utm_campaign=greenpeace&amp;__surl__=Ig2Oh&amp;__ots__=1444493676819&amp;__step__=1" target="_blank">stato d&#8217;animo</a>, ma basta un qualsiasi buon documentario.</p>
<blockquote><p>Lo stupore che nasce dalla meraviglia e dalla sorpresa guardando paesaggi sconfinati rende persone migliori e tendenzialmente agevola la relazione con altri individui.</p></blockquote>
<p>Ad affermarlo è Paul Piff della California University. L&#8217;esperimento applicato è stato quello di mostrare a due campioni di individui due video diversi, nella fattispecie un documentario della serie <a href="http://www.discovery.com/tv-shows/planet-earth/" target="_blank">Planet Earth</a> &#8211; la serie più prestigiosa di documentari sul nostro pianeta mai prodotta, con la voce di David Attenborough &#8211; e una commedia. Quindi si è chiesto ai due gruppi di impegnarsi in un gioco di società che prevedesse di impegnare denaro. Il primo gruppo, consapevole di sentirsi piccolo in proporzione alla meraviglia del mondo, non ha dato molta importanza al quattrino e si è dimostrato molto più leale nell&#8217;attenersi alle regole e mostrare empatia con l&#8217;avversario.</p>
<p>È il passaggio dal tolemaico al copernicano. Condivido la visione del collega della Bbc quando afferma di assistere al passaggio dal sentirsi il centro dell&#8217;universo alla consapevolezza di occupare un piccolo spazio nella polvere stellare. È appena uscito un libro che aiuta a calarsi in questa visione. In <em><a href="http://www.librimondadori.it/libri/ogni-albero-e-un-poeta-tiziano-fratus#video-dell-opera" target="_blank">Ogni albero è un poeta</a></em>, Tiziano Fratus coniuga competenza naturalistica e abilità letteraria nel viaggio attraverso gli alberi fino quasi a non dare più importanza a contare il tempo.</p>
<blockquote><p>Quando mi lascio circondare dalle fronde dei primi alberi e seguo le linee rette di un sentiero che si inoltra in un bosco, penso al grande mistero del tempo. Ai secondi che scadono. A quell&#8217;io che ci lascia dietro a ogni passo, che nasce e muore e rinasce ogni ora consumata, ogni giorno che si va spegnendo. E alla malinconia, che ti fa andare e tornare. Vivere così in transito costante. Con l&#8217;aggravante della consapevolezza che ti raggiunge ai 40. Non ho mai capito se la malinconia nasca dalla mancanza dei fondamenti e se si sviluppi indipendentemente, così: come uno nasce alto e snello e col bioritmo accelerato tu invece nasci malinconico. Mi fermo. I piedi ben piantati negli scarponcini. Le suole bene affondate nella polvere dello sterrato. Le spalle dritte. Lo sguardo in avanti. Il torace che si solleva. Guardo le fronde smosse di una quercia. Ma esisteranno alberi malinconici?</p></blockquote>
<p>E soprattutto, gli alberi che copertura mediatica avranno?</p>
<p>Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;Huffington Post.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2015/11/il-gusto-di-perdersi-in-un-bosco/">Il gusto di perdersi in un bosco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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