<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>teatro &#8211; Stefano Paolo Giussani</title>
	<atom:link href="https://www.stefanopaologiussani.it/tag/teatro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.stefanopaologiussani.it</link>
	<description>Giornalista e scrittore</description>
	<lastBuildDate>Sun, 11 Oct 2026 11:01:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Tra memoria e teatro, educare alla sostenibilità su una bici gialla</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-gialla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 12:14:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[HuffPost Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Culture]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.stefanopaologiussani.it/?p=5995</guid>

					<description><![CDATA[Un'ottava rima per bambini e adulti racconta l'attesa, il desiderio e la felicità costruita con materiali di riciclo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune storie sono più coinvolgenti di altre perché hanno risvolti autobiografici e affondano nei ricordi d&#8217;infanzia. Lo scrittore Matteo Pelliti aveva quattro anni quando ricevette in regalo dal padre una bicicletta-rottame raccolta da un robivecchi con la promessa di un restauro. «Allora non ero in grado di comprendere quanto amore vi fosse in quel gesto», spiega l&#8217;autore. Quel &#8220;trauma&#8221; infantile diventa anni dopo materia narrativa: prima nella raccolta poetica Versi Ciclabili del 2007, poi nel 2016 quando Pelliti propone all’editore Topipittori l&#8217;idea di una fiaba costruita attorno a una bicicletta.</p>
<p>Le prime bozze in prosa de <a href="https://www.topipittori.it/it/catalogo/la-bicicletta-gialla">La bicicletta gialla</a> faticano a trovare equilibrio tra parole e immagini potenziali. In un contesto culturale dominato dall&#8217;immediatezza, lo scrittore ritorna poeta e sceglie un testo in ottava rima, funzionale per rappresentare l&#8217;attesa, il tempo necessario alla costruzione, la pazienza del fare manuale.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-02.jpg" alt="Tra memoria e teatro, educare alla sostenibilità su una bici gialla" class="wp-image-6248" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-02.jpg 800w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-02-300x169.jpg 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-02-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
<p><strong>Archetipi e disegni</strong></p>
<p>La figura del genitore che ricostruisce la bicicletta intreccia riferimenti letterari e memoria personale. «Il babbo di Giovannino è per metà un archetipico Geppetto e per metà mio padre», dichiara Pelliti. Il padre della fiaba eredita dal babbo di Pinocchio la capacità di dare vita agli oggetti attraverso il lavoro manuale, mentre dalla biografia dell&#8217;autore arriva il gesto affettivo del restauro, quel sapere tecnico messo al servizio del desiderio infantile.</p>
<p>Fin dall&#8217;inizio, Pelliti identifica in <a href="https://riccardoguasco.tumblr.com/">Riccardo Guasco</a> l&#8217;illustratore ideale per il progetto. I due condividono riferimenti estetici comuni, in particolare il gusto per l&#8217;arte del primo Novecento. Licenziato il testo definitivo, Pelliti aspetta per due anni senza sapere del lavoro che Guasco sta sviluppando. «Ci siamo incontrati per la prima volta a una sua mostra ad Alessandria, sua città natale, quando il libro stava ormai per uscire, e lui pensava io ne avessi già visto le tavole!»</p>
<p>Il risultato finale dimostra una sintonia profonda, Osserva Pelliti. «I suoi disegni hanno tradotto anche il modo in cui ho scritto».</p>
<p><strong>Sostenibilità sul palcoscenico</strong></p>
<p>Il tema del recupero della bicicletta usata introduce elementi di economia circolare e sostenibilità ambientale. «L&#8217;idea di partenza era trasferire qualcosa di universale e nitido, una felicità capace di depositarsi in un oggetto simbolico come la bicicletta: di libertà, di misura del mondo e dell&#8217;umano».</p>
<p>La trasposizione teatrale curata da Giulia Solano per <a href="https://wvoce.it/category/rassegna-stampa/">VivaVoce</a> sviluppa la stratificazione linguistica dell&#8217;opera. La drammaturgia integra le tavole di Guasco, le strofe e le animazioni video. Il dispositivo scenico &#8211; una parete con finestra che funziona come teatrino, kamishibai monumentale e schermo artigianale &#8211; permette la coesistenza di piani narrativi differenti.</p>
<p>La recente prima teatrale al Nuovo di Pisa ha registrato un riscontro che attraversa le fasce d&#8217;età. «Nonostante sia un lavoro pensato per bambini in età elementari, in sala c’erano bimbi più piccoli e molti adulti coinvolti emotivamente», dichiara la regista. Il dato più significativo emerge dal confronto post-spettacolo con «tantissime domande su tematiche legate al mondo della bicicletta e sulla trama, ma anche sugli strumenti e meccanismi scenici utilizzati. È sintomo del fatto che lo spettacolo avvicina e incuriosisce i più piccoli all&#8217;arte teatrale».</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="800" height="450" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-03.jpg" alt="Tra memoria e teatro, educare alla sostenibilità su una bici gialla" class="wp-image-6249" srcset="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-03.jpg 800w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-03-300x169.jpg 300w, https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2026/02/tra-memoria-e-teatro-educare-alla-sostenibilita-su-una-bici-03-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
<p><strong>Un&#8217;idea di felicità raggiungibile</strong></p>
<p>Pelliti definisce la bicicletta gialla «un&#8217;idea di felicità raggiungibile, a patto di riconoscerla come tale. Un&#8217;idea che l&#8217;infanzia ha molto più chiara ed evidente e che, progressivamente, l&#8217;età adulta dimentica o mistifica».</p>
<p>Il pubblico ha apprezzato l’idea di bicicletta che diventa strumento di una libertà essenziale, nelle parole di Pelliti «Pedalo e misuro il mondo con le mie forze».</p>
<p>Dal trauma biografico alla forma poetica, dalla collaborazione editoriale alla messinscena teatrale, la pièce costruisce un percorso che restituisce al pubblico &#8211; bambini e adulti insieme &#8211; la possibilità di riconoscere una forma di felicità concreta, fondata sulla dimensione umana del movimento e sul tempo necessario alla costruzione delle cose che desideriamo. Sul palco, Francesca Torelli impersona il risveglio della bicicletta con Paolo Croce babbo-meccanico che maneggia enormi chiavi inglesi. Hanno una freschezza lontana dalla velocità del web e per questo, forse, ci rendono felici.</p>
<p>Una felicità che risuona nella citazione di Antonella Bellutti (oro nella specialità bici su pista alle Olimpiadi di Atlanta 1996 e Sydney 2000) all&#8217;inaugurazione del <a href="https://www.acdbmuseo.it/">museo ACDB</a> proprio della città di Riccardo Guasco: «L&#8217;unica catena che ci rende liberi è quella della bicicletta».</p>
<p><em>Pubblicato originariamente su <a href="https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/02/05/news/tra_memoria_e_teatro_educare_alla_sostenibilita_su_una_bici_gialla-21137227/">HuffPost Italia</a> il 5 febbraio 2026</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nazisti e froci nelle mura di Lucca</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/09/nazisti-e-froci-nelle-mura-di-lucca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Sep 2014 07:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[campo di concentramento]]></category>
		<category><![CDATA[cervelli in tempesta]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Tarocchi]]></category>
		<category><![CDATA[lucca]]></category>
		<category><![CDATA[Mura Lucca]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://vvv.agenziageografica.it/?p=17</guid>

					<description><![CDATA[Titolo volutamente forte, per ricordare Bent e la sua trama pesante tra nazismo, omosessualità e Shoah a Lucca. Passata l&#8217;estate della quale quasi nessuno si è accorto, per l&#8217;inizio dell&#8217;autunno consiglio una passeggiata in una città dove il foliage gioca con architetture preziose. Andate a Lucca. La città è splendida, completamente abbracciata dalle mura che la cingono &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/09/nazisti-e-froci-nelle-mura-di-lucca/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Nazisti e froci nelle mura di Lucca</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Titolo volutamente forte, per ricordare Bent e la sua trama pesante tra nazismo, omosessualità e Shoah a Lucca.</span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;">
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-6728386132.jpg"><img decoding="async" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-6728386132.jpg" alt="" border="0" /></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br />
</span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Passata l&#8217;estate della quale quasi nessuno si è accorto, per l&#8217;inizio dell&#8217;autunno consiglio una passeggiata in una città dove il foliage gioca con architetture preziose. Andate a Lucca. La città è splendida, completamente abbracciata dalle <a style="border: 0px; box-sizing: border-box; color: #015e50; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" href="http://www.lemuradilucca.it/language/it/" target="_hplink">mura</a> che la cingono con alberi secolari. È tra quelle mete italiane conosciute ma non troppo, così da farne godere senza sentirsi formiche turistiche e perdersi tra le numerosissime chiese e torri. Ce ne sono ovunque si appoggi l&#8217;occhio. Una in particolare, la <a style="border: 0px; box-sizing: border-box; color: #015e50; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Guinigi" target="_hplink">torre Guinigi</a>, ha un giardino sulla vetta, come volesse sbandierare l&#8217;anima verde della città.</span></p>
</div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">L&#8217;occasione di questo weekend è ghiotta perfino per i Lucchesi, che possono godere della visita interna del bastione San Colombano e dello spettacolo che la compagnia &#8220;<a style="border: 0px; box-sizing: border-box; color: #015e50; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" href="http://cervelliintempesta.wordpress.com/" target="_hplink">Cervelli in tempesta</a>&#8221; ci sta tenendo.</span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;">
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-18556380442.jpg"><img decoding="async" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-18556380442.jpg" alt="" border="0" /></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Pavimento in roccia e terra, pareti in mattoni, luci soffuse rendono l&#8217;esperienza materica. A disorientare pensa il testo &#8220;<a style="border: 0px; box-sizing: border-box; color: #015e50; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bent_(play)" target="_hplink">Bent</a>&#8220;, tratto dalla pièce di di Martin Sherman. La messa in scena del regista Lorenzo Tarocchi vi disturberà per i cambi di luoghi negli anfratti, vi offenderà quando dovrete passare tra gli insulti in una galleria di collegamento, vi farà sentire scomodi nella scena finale perché sarete portati a Dachau e allora non saprete più dove guardare. Bella lezione per sentirsi omosessuali, ebrei, zingari, gente invisa al regime. Allora il grande cancello diventerà un reticolato e sarete in prigione per davvero, sotto l&#8217;occhio severo e impazzito della follia nazista.</span></p>
</div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;">
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-7663852832.jpg"><img decoding="async" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-7663852832.jpg" alt="" border="0" /></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br />
</span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Opera più che mai attuale, in questi momenti in cui gli scemi di turno <a style="border: 0px; box-sizing: border-box; color: #015e50; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/28/roma-frasi-antisemite-e-svastiche-sulle-serrande-dei-negozi-gestiti-da-ebrei/1075107/" target="_hplink">disegnano svastiche</a> a destra e a manca, le mura di Lucca vi sembreranno qualcos&#8217;altro. Un posto così non vi capiterà più di vederlo.</span></p>
</div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;">
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-20563678252.jpg"><img decoding="async" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-20563678252.jpg" alt="" border="0" /></a></div>
<p><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><br />
</span><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Lo spettacolo è in scena il 21, 22 e 23 settembre (info@cervelliintempesta.it). Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/cervelli-in-tempesta-nelle-mura-di-lucca_b_5848228.html?utm_hp_ref=italy" target="_blank">Huffington Post</a>.</span></p>
</div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-5291076212.jpg"><img decoding="async" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-5291076212.jpg" alt="" border="0" /></a></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-11997334232.jpg"><img decoding="async" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-11997334232.jpg" alt="" border="0" /></a></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-12659122372.jpg"><img decoding="async" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/09/blogger-image-12659122372.jpg" alt="" border="0" /></a></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
