Bent dei Cervelli in Tempesta

Nazisti e froci nelle mura di Lucca

Titolo volutamente forte, per ricordare Bent e la sua trama pesante tra nazismo, omosessualità e Shoah a Lucca.


Passata l’estate della quale quasi nessuno si è accorto, per l’inizio dell’autunno consiglio una passeggiata in una città dove il foliage gioca con architetture preziose. Andate a Lucca. La città è splendida, completamente abbracciata dalle mura che la cingono con alberi secolari. È tra quelle mete italiane conosciute ma non troppo, così da farne godere senza sentirsi formiche turistiche e perdersi tra le numerosissime chiese e torri. Ce ne sono ovunque si appoggi l’occhio. Una in particolare, la torre Guinigi, ha un giardino sulla vetta, come volesse sbandierare l’anima verde della città.

L’occasione di questo weekend è ghiotta perfino per i Lucchesi, che possono godere della visita interna del bastione San Colombano e dello spettacolo che la compagnia “Cervelli in tempesta” ci sta tenendo.

Pavimento in roccia e terra, pareti in mattoni, luci soffuse rendono l’esperienza materica. A disorientare pensa il testo “Bent“, tratto dalla pièce di di Martin Sherman. La messa in scena del regista Lorenzo Tarocchi vi disturberà per i cambi di luoghi negli anfratti, vi offenderà quando dovrete passare tra gli insulti in una galleria di collegamento, vi farà sentire scomodi nella scena finale perché sarete portati a Dachau e allora non saprete più dove guardare. Bella lezione per sentirsi omosessuali, ebrei, zingari, gente invisa al regime. Allora il grande cancello diventerà un reticolato e sarete in prigione per davvero, sotto l’occhio severo e impazzito della follia nazista.


Opera più che mai attuale, in questi momenti in cui gli scemi di turno disegnano svastiche a destra e a manca, le mura di Lucca vi sembreranno qualcos’altro. Un posto così non vi capiterà più di vederlo.


Lo spettacolo è in scena il 21, 22 e 23 settembre (info@cervelliintempesta.it). Questo articolo è pubblicato anche sull’Huffington Post.

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