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	<title>petrolio Archivi - Stefano Paolo Giussani</title>
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		<title>Trump cow boys e indiani, la lotta infinita</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2017/03/trump-cow-boys-indiani-la-lotta-infinita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 07:56:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[condotte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro Trump e i suoi cow boys gli indiani perdono, la storia si ripete, ma questa volta bisonti e praterie non c'entrano. E' il petrolio con le sue condotte il problema.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2017/03/trump-cow-boys-indiani-la-lotta-infinita/">Trump cow boys e indiani, la lotta infinita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><del></del>Contro Trump e i suoi cow boys gli indiani perdono, la storia si ripete. Mi hanno colpito molto le immagini delle fiamme che si levano alte dai teepee della pianura centrale americana. Se non fosse stato per le auto e i cellulari, sarei tornato allo scontro tra cowboy e pellerossa, tra i cattivi conquistatori e i nativi delle praterie. I servizi relativi alla <a href="http://www.huffingtonpost.it/2017/01/25/standing-rock-contro-donald-trump_n_14384332.html" target="_hplink">Dakota Pipeline</a> hanno dato rilievo alla notizia calcando la mano su come il presidente Trump abbia riaperto &#8211; e subito messo a tacere tra le polemiche di atti imposti &#8211; questioni ambientali che Obama aveva chiuso con un certo successo.</p>
<p>Non sono certo sulle posizioni ambientali di Trump &#8211; anzi, mi ci riconosco come un granchio sul Monte Bianco &#8211; ma val la pena di rimarcare qualche fatto:</p>
<ul>
<li>Obama aveva già autorizzato la posa dell&#8217;oleodotto Dakota, accogliendo la richiesta di una deviazione che rispettasse il territorio Sioux e non mettesse a rischio le falde acquifere dell&#8217;area considerata sacra dalle tribù. Trump ha &#8220;solo&#8221; deciso di soprassedere alla deviazione scegliendo il percorso più breve.</li>
<li>Di fatto, la condotta, è un progetto di oltre tre miliardi di euro in grado di pompare 470.000 barili di petrolio al giorno lungo i 1900 km che separano i pozzi del Canada dalle raffinerie dell&#8217;Illinois ed era autorizzata da anni.</li>
<li class="last">Questo petrolio era già comunque trasportato su rotaia, con i rischi che le manovre comportano. Intendiamoci, un oleodotto non è scevro di rischi, ma sono minori che non quelli legati alla movimentazione con veicoli.</li>
</ul>
<p>Precisato quanto sopra lascio i fatti per le riflessioni, assolutamente personali, su come si è arrivati a un caso emblematico.</p>
<p>In questo momento Trump è il mostro da sbattere in prima pagina. Il suo essere maldestro in certe affermazioni lo porta a essere ridicolizzato o giudicato facilmente. Troppo facilmente, affermano i sostenitori. Però, ammettiamolo, se le cerca. Così la scena delle tende bruciate diventa quella del nativo cacciato dall&#8217;invasore.</p>
<p>Curiosamente, nel suo recente decreto sull&#8217;immigrazione, Trump ha dimenticato che i nativi erano loro, i pellerossa. E che il muro che lui vorrebbe costruire per contenere i messicani, gli indiani non hanno fatto in tempo a farlo perché i bianchi erano un casino di più e avevano i Winchester. Guardatevi le <a href="http://www.huffingtonpost.it/2017/01/31/muslim-ban-vignette_n_14512522.html" target="_hplink">vignette satiriche</a> sul tema, sono esilaranti.</p>
<p>Altrettanto curiosamente, la stampa americana ha scoperto che fino a giugno il nuovo presidente aveva una <a href="http://www.huffingtonpost.com/entry/trump-dakota-access-pipeline-investment_us_5841d8f9e4b09e21702e8f58" target="_hplink">partecipazione nella società</a> incaricata di realizzare l&#8217;opera. Trump non ha mai confermato, o smentito. Però ha ricevuto da personaggi legati all&#8217;azienda 100.000 dollari a sostegno della campagna elettorale.</p>
<p>Per offuscare la notizia, nell&#8217;atto di firma ha sottolineato almeno tre volte che per tutte le future condotte si sarebbe usato acciaio americano e si sarebbero creati <a href="https://www.nytimes.com/2017/01/24/us/politics/keystone-dakota-pipeline-trump.html?_r=0" target="_hplink">nuovi posti di lavoro</a>.</p>
<p>In questo momento dire nell&#8217;interno degli States che si creano posti di lavoro significa promettere oro. La crisi più nera si estende tra gli Appalachi e le Montagne Rocciose. Questo dall&#8217;Europa ci è poco chiaro. Ed è vero che i posti di lavoro si faranno e saranno circa 40.000, ma saranno relativi al solo periodo delle costruzioni e del loro indotto, perché a regime le condotte saranno tutte automatizzate e a farle funzionare basteranno meno di 40 persone. Uso il plurale perché c&#8217;è anche un altro oleodotto, il Keystone, in merito al quale l&#8217;amministrazione appena insediata ha invitato società amiche a candidarsi per la costruzione.</p>
<p>Il privilegiare un investimento tanto massiccio ci conferma che al di là delle belle parole sulle fonti rinnovabili si continuano a premiare le fonti fossili. Anche convertendo i miliardi investiti nell&#8217;estrazione e nelle condotte in opere e ricerche par limitare il petrolio, una società energivora come la nostra non riuscirebbe a cambiare a breve. Servirebbe crederci.</p>
<p>Trump non mi dà questa impressione, al di là di quello che dice è uno che premia logiche palazzinare e di sfruttamento del territorio. Più che &#8220;Trump il cattivo a priori&#8221; temo il ritorno agli anni &#8217;80 che anche in Italia hanno fatto disastri per l&#8217;ambiente., riotrno di cui Trump potrebbe essere un attore perfetto. Stai a vedere che quella macchina del tempo che i programmi satirici americani invocano per tornare a prima delle elezioni, il neo presidente sempre più biondo la sta davvero azionando a suo favore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Non buchiamo il referendum delle trivelle</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2016/04/referendum-trivelle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 23:57:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[voto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il referendum delle trivelle ci chiama a dare un parere che è una scommessa sull'ambiente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2016/04/referendum-trivelle/">Non buchiamo il referendum delle trivelle</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra malinformazione e silenzi, domenica 17 ci sarà chiesto di dire la nostra al referendum sulle trivelle, ribattezzato No Triv.</p>
<p>Estremizzo le due posizioni che vi sarà capitato di sentire. La prima: se continuiamo a bucare, ci si sgonfia il pianeta sotto i piedi e sarà un gran casino con un disastro via l&#8217;altro tra maree nere, terremoti e torri in metallo all&#8217;orizzonte così brutte che neanche i gabbiani vorranno farci sopra la cacca. La seconda: se non buchiamo dovremo andare a piedi, avremo orde di disoccupati per le strade, diventeremo una specie di terzo mondo fuori dal terzo mondo.<br />
<span id="more-4343"></span></p>
<p>Tra le due apocalissi che portano allo stesso risultato di sfiga eterna, va ben chiarito che se vincesse il Sì non si fermerebbero tutte le nuove trivellazioni. In realtà si chiede agli italiani di cancellare l&#8217;articolo che permette ricerche e estrazioni di gas e petrolio in mare entro le 12 miglia marine dalla costa. Nulla cambia per le attività a distanza superiore e per quelle sulla terraferma. Rimane inoltre il divieto di approvare nuove concessioni. Una vittoria del Sì porterebbe in circa vent&#8217;anni all&#8217;estinzione delle concessioni in essere, mentre la vittoria del No garantirebbe di fatto la possibilità di giungere all&#8217;esaurimento di ogni giacimento.</p>
<p>Precisato questo, vorrei però chiedervi pochi minuti di una domenica di primavera per dare un segnale. Se la stagione della fioritura e dei primi caldi non vi lascia insensibili, andate a votare. E votate Sì, possibilmente. Se vi piacciono prati e boschi, se pensate che una boccata d&#8217;aria fresca e un bicchiere di acqua limpida abbiano un valore, sarà una domenica per dirlo. Ci sono almeno 5 ragioni per farlo. Cinque significati in un solo Sì.</p>
<p>1 <strong>Diamo un segnale che l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente c&#8217;è ed è diffusa</strong><br />
In molti sostengono che non sia un referendum importante, che gli italiani se ne fregheranno, che tutto sommato si parla di limitazioni minime e che si minacciano posti di lavoro. Dimostriamo il contrario, votando il Sì alle limitazioni che sarà un no secco alle correnti di corruzioni legate al petrolio, ai suoi rischi, al suo sviluppo. Obama tenne un suo discorso in una fabbrica di pala eoliche riconvertita da un impianto per la produzione di strutture petrolifere. Passate il messaggio ai nostri dirigenti e ai politici di plastica più esperti in riciclaggio proprio che non in quello dei rifiuti.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.33.18.jpg" rel="attachment wp-att-4339"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4339" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.33.18.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.33.18" width="596" height="294" /></a></p>
<p>2 <strong>Il petrolio è il passato</strong><br />
Nessun illuso sostiene che se ne possa fare a meno già oggi. Non è così e non lo sarà per un bel po&#8217; ancora. Però siamo tra i primi paesi per utilizzo di rinnovabili. Facciamo capire che vogliamo puntare in direzione del futuro pulito. Scrivendo Sì scriveremo Sì anche alla riconversione e a puntare in modo più diretto verso il rinnovabile, che negli ultimi due anni segna in Italia una preoccupante frenata del tasso di crescita.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.34.11.jpg" rel="attachment wp-att-4340"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4340" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.34.11.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.34.11" width="495" height="197" /></a></p>
<p>3 <strong>Le trivelle non sono grandi opere per il turismo e l&#8217;ambiente </strong><br />
Il referendum tocca le trivelle all&#8217;interno delle acque territoriali, quelle più vicine alla costa e che sono una ferita alla integrità di un paesaggio dove il giacimento dovrebbe essere quello turistico e non quello fossile. C&#8217;è davvero qualcuno che pensa che una torre in metallo all&#8217;orizzonte aiuti a proporre il Bel Paese, anche se è comoda per i gabbiani che possono riposare al largo?</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.36.41.jpg" rel="attachment wp-att-4341"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4341" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.36.41.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.36.41" width="519" height="263" /></a></p>
<p>4 <strong>Le trivelle rischiano di creare discariche</strong><br />
Se ne è già parlato e <a href="http://www.huffingtonpost.it/greenpeace-italia/discarica-sottomarina-canale-sicilia_b_9599802.html?utm_hp_ref=italy" target="_hplink">ci sono indagini in corso</a>. Ribadito che fuori dalle acque territoriali si può fare poco, esprimere una eco-opinione sostenuta da molti cittadini è un segnale forte anche per le società coinvolte, che sarebbero costrette a prevedere un calo di profitto da un eventuale boicottaggio.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.35.58.jpg" rel="attachment wp-att-4342"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4342" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.35.58.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.35.58" width="686" height="316" /></a></p>
<p>5 <strong>Le piattaforme sono un rischio</strong><br />
Nessuna attività è senza rischi. Alcune sono però più a rischio di altre. Quelle legate all&#8217;attività estrattiva rimangono ben fissate nella memoria collettiva a <a href="http://www.lifegate.it/persone/news/come-stanno-gli-animali-del-golfo-del-messico-cinque-anni-dal-disastro-petrolifero-della-bp" target="_hplink">distanza di anni</a>. Per i vantaggi economici relativamente contenuti, potrebbe non valere la pena mettersi in gioco a pochi metri dalle spiagge. Il problema rimane per i nostri vicini &#8211; Croazia e Grecia su tutti &#8211; ma almeno la loro opinione pubblica avrebbe un segnale di quello che sta succedendo da noi. Credo nel contagio positivo delle buone azioni.</p>
<p><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.37.01.jpg" rel="attachment wp-att-4344"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-4344" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-2016-04-14-alle-01.37.01.jpg" alt="Schermata 2016-04-14 alle 01.37.01" width="545" height="338" /></a></p>
<p>Se siete scettici o volete diffondere il messaggio ma siete davanti a muri incerti, diffondete questa intervista di Mario Tozzi raccolta da <a href="http://www.radiopopolare.it/2016/03/fonti-fossili-roba-vecchia-serve-una-svolta/" target="_hplink">Radio Popolare</a>. Alla domanda se questo è un referendum tecnico, la risposta. Sì, lo è, come del resto lo sono tutti, ma il valore simbolico è forte. Significa che se vincessero i Sì finalmente il nostro paese si allineerebbe con quella che è l&#8217;unica posizione possibile oggi: l&#8217;abbandono dei combustibili fossili. Se noi abbiamo aderito all&#8217;accordo sul clima di Parigi, vuol dire che entro il 2050 dovremo tagliare le nostre emissioni inquinanti. E quando lo facciamo? Nel 2049? Non c&#8217;è tempo da perdere, devi cominciare adesso a investire sulle energie rinnovabili e su quelle incentrare tutta la strategia energetica del Paese.</p>
<p>Proprio perché non c&#8217;è tempo da perdere, andare a dire la nostra domenica 17 non sarà tempo perso. E&#8217; anche questo un gesto per chi crede nella primavera.<!--more--></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2016/04/referendum-trivelle/">Non buchiamo il referendum delle trivelle</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<title>La bicicletta che non va a petrolio</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 06:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[Energie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il decreto Sblocca Italia di Renzi non piace a Legambiente, Greenpeace e Wwf Italia. Difficile dare torto alle posizioni degli ambientalisti: uscire dal pantano non deve significare prendere il largo in un mare di petrolio. Il fronte anti-trivelle ha appena lasciato il sit-in davanti a Montecitorio dove ha manifestato contro gli orientamenti filopetroliferi dell&#8217;esecutivo, ma era solo &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La bicicletta che non va a petrolio</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/">La bicicletta che non va a petrolio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Il decreto Sblocca Italia di Renzi non piace a Legambiente, Greenpeace e Wwf Italia. Difficile dare torto alle posizioni degli ambientalisti: uscire dal pantano non deve significare prendere il largo in un mare di petrolio.<a style="border: 0px; box-sizing: border-box; color: #015e50; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" href="http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/energietradizionali/2014/10/15/ambientalisti-italia-non-e-colonia-petrolio_755e1648-bffb-4ada-b60e-36e5756a1d57.html" target="_hplink"> Il fronte anti-trivelle</a> ha appena lasciato il sit-in davanti a Montecitorio dove ha manifestato contro gli orientamenti filopetroliferi dell&#8217;esecutivo, ma era solo una delle tappe del programma di mobilitazione nei punti bollenti del nostro Paese.</span></div>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-11.jpg"><img decoding="async" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-11.jpg" alt="" border="0" /></a></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"> </span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Il punto in questione è l&#8217;articolo 38, che favorisce la nuova colonizzazione del nostro territorio e dei nostri mari da parte dell&#8217;industria petrolifera, invece di difendere l&#8217;interesse pubblico e uno sviluppo economico sostenibile. Le associazioni ambientaliste pensano che le norme in questione sono parte di una strategia del<a style="border: 0px; box-sizing: border-box; color: #015e50; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/" target="_hplink">Ministero dello Sviluppo economico</a> che tende a favorire gli interessi dei petrolieri.</span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Signor Presidente, le smentisca! È stato davvero un piacere vederla in bicicletta durante le campagne elettorali. La prego di tornarci su quella bici, a me pedalare aiuta a schiarire i pensieri, magari anche a Lei. Magari potrebbe poi trovare idee per creare posti di lavoro e spunti di rilancio nello sviluppo delle rinnovabili. Visto i sorrisi che vi scambiate, chieda ad Angela (Merkel) <a style="border: 0px; box-sizing: border-box; color: #015e50; line-height: inherit; margin: 0px; padding: 0px; text-decoration: none; vertical-align: baseline;" href="http://www.renewablesinternational.net/germany-meets-75-of-the-domestic-electricity-demand-with-renewables/150/407/81057/" target="_hplink">come è andata da loro</a>. Lei si sente forte del sostegno ricevuto con le elezioni. Si ricordi quanto l&#8217;hanno aiutata le bici e pensi al successo ulteriore che avrebbe un presidente giovane che scommette su un futuro fatto di vento e sole e non su quell&#8217;asfalto che ci ha infilato dritti nel pantano.</span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;">

<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-7/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="84" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-7.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-6/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="112" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-6.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="101" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-4/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="84" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-4.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="81" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-3.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/imgres/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="100" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/imgres.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="84" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-2.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-8/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="63" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-8.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-9/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="93" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-9.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-5/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="100" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-5.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/images-1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="84" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2014/10/images-1.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

</div>
<div style="clear: both; text-align: center;"></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Divertono abbastanza tutte le foto in rete di lei in bici, ne faccia una campagna chiara: &#8220;No oil!&#8221;. </span></div>
<div style="background-color: white; border: 0px; box-sizing: border-box; color: #333333; direction: ltr; font-size: 15px; line-height: 21px; margin-bottom: 15px; padding: 0px; text-rendering: optimizelegibility; vertical-align: baseline;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;">Questo articolo è pubblicato anche sull&#8217;<a href="http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani/sblocca-italia-o-impantana-italia_b_6000578.html?utm_hp_ref=italy" target="_blank">Huffington Post</a>.</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2014/10/la-bicicletta-che-non-va-a-petrolio/">La bicicletta che non va a petrolio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nessun colpevole per la petroliera squarciata</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/11/nessun-colpevole-per-la-petroliera-squarciata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2013 21:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[disastro]]></category>
		<category><![CDATA[galizia]]></category>
		<category><![CDATA[naufragio]]></category>
		<category><![CDATA[petroliera]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[prestige]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una petroliera si spacca come fosse fatta di lego, la chiazza di petrolio che rilascia è grande come una provincia, sulle coste della penisola iberica succede un&#8217;ecatombe alla fauna e alla flora, i danni economici alla pesca sono talmente ingenti da costringere a trasferire la flotta e&#8230; nessun colpevole! A volte la realtà supera davvero &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/11/nessun-colpevole-per-la-petroliera-squarciata/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Nessun colpevole per la petroliera squarciata</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/11/nessun-colpevole-per-la-petroliera-squarciata/">Nessun colpevole per la petroliera squarciata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/imgres-112.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/imgres-112.jpg" /></a></div>
<p>Una <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ch1fu5XpKVs">petroliera si spacca</a> come fosse fatta di lego, la chiazza di petrolio che rilascia è grande come una provincia, sulle coste della penisola iberica succede un&#8217;ecatombe alla fauna e alla flora, i danni economici alla pesca sono talmente ingenti da costringere a trasferire la flotta e&#8230; nessun colpevole!</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/images-13.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/images-13.jpg" /></a></div>
<p>A volte la realtà supera davvero la fantasia. Se fosse stata la trama di un romanzo, un qualsiasi editor avrebbe sostenuto la non verosomiglianza, <a href="http://it.euronews.com/2013/11/13/naufragio-petroliera-prestige-assolti-gli-imputati-ma-il-comandante-e-/">invece</a>&#8230;</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/images-22.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/11/images-22.jpg" /></a></div>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/11/nessun-colpevole-per-la-petroliera-squarciata/">Nessun colpevole per la petroliera squarciata</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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		<item>
		<title>Shell, Gazprom e la combricola dell&#8217;Artico</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/07/shell-gazprom-e-la-combricola-dellartico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2013 06:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[artico]]></category>
		<category><![CDATA[gazprom]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[russia]]></category>
		<category><![CDATA[shell]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Shell si è vista chiudere gli spiragli dello sfruttamento petrolifero dell&#8217;Artico occidentale, controllato da USA e Canada, e ora cerca nuove prospettive in Russia con Gazprom. La preoccupazione è più che motivata per la fama di Shell che si propone la massimizzazione dei profitti ma ancora di più per il coinvolgimento della compagnia russa &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/07/shell-gazprom-e-la-combricola-dellartico/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Shell, Gazprom e la combricola dell&#8217;Artico</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/07/shell-gazprom-e-la-combricola-dellartico/">Shell, Gazprom e la combricola dell&#8217;Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Shell si è vista chiudere gli spiragli dello <a href="http://www.huffingtonpost.it/save%20the%20arctic/artico-sotto-assedio-e-il-ritorno-di-shell_b_3532683.html?utm_hp_ref=italy">sfruttamento petrolifero </a>dell&#8217;Artico occidentale, controllato da USA e Canada, e ora cerca nuove prospettive in Russia con Gazprom.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/images-42.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/images-42.jpeg" /></a></div>
<p>La preoccupazione è più che motivata per la fama di Shell che si propone la massimizzazione dei profitti ma ancora di più per il coinvolgimento della compagnia russa gestita con <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2010/dec/01/wikileaks-cables-russian-mafia-gas">criteri non sempre cristallini</a>.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/imgres-152.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/imgres-152.jpeg" /></a></div>
<p>La domanda lecita potrebbe essere: meglio far fare l&#8217;accordo a Shell chiedendo un controllo delle attività con ispettori neutrali affidabili o lasciare che Gazprom si abbandoni a qualche partner ancora più filibustiere del suo stesso management?&nbsp;<a href="http://www.youtube.com/watch?v=W2RUAfzciuA">GreenPeace</a>, intanto, ha lanciato una campagna. Sarà un po&#8217; più dura delle altre volte, perché la compagnia russa ha un esercito privato che detta legge in luoghi dove nessuno sente urlare e, nel caso, si tappa le orecchie.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/images-312.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/07/images-312.jpeg" /></a></div>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/07/shell-gazprom-e-la-combricola-dellartico/">Shell, Gazprom e la combricola dell&#8217;Artico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La ecolezione italiana, battute Norvegia e Cina</title>
		<link>https://www.stefanopaologiussani.it/2013/04/la-ecolezione-italiana-battute-norvegia-e-cina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefano paolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 07:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terra degli Orsi]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa non si farebbe per i minerali? Di fronte a metalli preziosi o petrolio, non c&#8217;è patrimonio naturale o culturale che tenga. Nella civilissima Norvegia la macchina dell&#8217;economia è assetata di petrolio&#160;e corre a piena velocità verso le Lofoten, perle del Mare del Nord famose per le aurore boreali che illuminano un paesaggio fantasmagorico. Lo &#8230; <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/04/la-ecolezione-italiana-battute-norvegia-e-cina/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La ecolezione italiana, battute Norvegia e Cina</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/04/la-ecolezione-italiana-battute-norvegia-e-cina/">La ecolezione italiana, battute Norvegia e Cina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/imgres19.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img loading="lazy" decoding="async" border="0" height="144" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/imgres19.jpeg" width="320" /></a></div>
<p>Cosa non si farebbe per i minerali? Di fronte a metalli preziosi o petrolio, non c&#8217;è patrimonio naturale o culturale che tenga. Nella civilissima Norvegia la macchina dell&#8217;economia è <a href="http://www.direttanews.it/2012/11/30/norvegia-operazioni-petrolifere-alle-lofoten-i-timori-dei-pescatori/">assetata di petrolio</a>&nbsp;e corre a piena velocità verso le <a href="http://www.visitnorway.com/it/Dove-andare/La-Norvegia-del-nord/Le-isole-Lofoten/">Lofoten, perle del Mare del Nord</a> famose per le aurore boreali che illuminano un paesaggio fantasmagorico.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images21.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/images21.jpeg" /></a></div>
<p>Lo spettacolare fenomeno atmosferico che si vive nell&#8217;inverno artico può anche essere vissuto a bordo del celebre&nbsp;<a href="http://www.giverviaggi.com/index.php/hurtigruten?id=292">postale dei fiordi</a>,&nbsp;conosciuto da ogni estimatore del grande nord e che dovrebbe essere provato almeno una volta nella vita. In futuro la nave passerà sfiorando le piattaforme petrolifere? E&#8217; molto probabile che la risposta sia &#8220;no&#8221; e che si troverà una forma meno devastante di estrazione. Non dimentichiamo che i norvegesi sono infatti gente che non allarga nemmeno le strade per non invadere gli spazi naturali oltre le reali necessità.</p>
<p>Diversa è la realtà in altri continenti, dove lo sfruttamento rischierà purtroppo la degenerazione in ecodramma. Il colosso commerciale cinese si occuperà delle costruzione di un aeroporto intercontinentale per i propri cargo commerciali in Zimbabwe, a ridosso del patrimonio UNESCO delle cascate Vittoria.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/imgres-117.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/imgres-117.jpeg" /></a></div>
<p>Qual&#8217;è la necessità di un simile sforzo? Ai cinesi è presa di colpo la voglia di cascate? Nulla di tutto questo. La Cina è affamata di minerali e l&#8217;area non è distante dai grandi giacimenti concessi all&#8217;impero economico.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/imgres-29.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/imgres-29.jpeg" /></a></div>
<p>In lande più lontane e purtroppo già avvezze ad atti scellerati, quel che rimane dei monasteri buddisti della città fantasma di Aynak, già compromessa dai talebani, è ora minacciato da un&#8217;altra&nbsp;<a href="http://www.nytimes.com/2012/12/23/opinion/sunday/chinese-led-copper-mining-threatens-afghan-buddhist-monasteries.html?_r=0">concessione governativa ottenuta sempre dai cinesi</a>&nbsp;per lo sfruttamento minerario dell&#8217;area, ricca di rame.</p>
<div style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/imgres-36.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img decoding="async" border="0" src="https://www.stefanopaologiussani.it/wp-content/uploads/2013/04/imgres-36.jpeg" /></a></div>
<p>Il rame e l&#8217;oro, elementi fondamentali per la componentistica che sempre più regola la nostra vita, sono invece il fiore all&#8217;occhiello per l&#8217;italiano <a href="http://www.chimet.com/it">Andrea Squarcialupi </a>(http://www.chimet.com/it) che li recupera smontando rifiuti informatici. Per una volta è la nostra ecoimprenditoria a vincere. Saranno anche piccoli numeri rispetto alle esigenze, ma è la dimostrazione che, volendo, si può fare. Intanto: Italia 1 &#8211; Norvergia e Cina 0!</p>
<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stefanopaologiussani.it/2013/04/la-ecolezione-italiana-battute-norvegia-e-cina/">La ecolezione italiana, battute Norvegia e Cina</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.stefanopaologiussani.it">Stefano Paolo Giussani</a>.</p>
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