"Admirabile Signum". Il presepe che parla alla vita

“Admirabile Signum”. Il presepe che parla alla vita

Greccio è il luogo dove la tradizione attribuisce a San Francesco la prima rappresentazione vivente del presepe. Correva l’anno 1223. Nella lettera data nel Santuario che ricorda l’evento, datata 2019, un altro Francesco, papa rivoluzionario come il santo di cui ha voluto il nome, afferma che “non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta, è che esso parli alla nostra vita”.

Chi ne ha mai preparato uno, sa cosa significhi immergersi con il proprio tempo nella quiete di un presepe che è ambientazione di momento lontano eppure sentito vicinissimo. Così prossimo da allontanarci per un attimo dai pensieri che ci assillano, come nel film d’animazione dove perfino il lupo e il mastino diventano inermi e si commuovono di fronte alla culla più rappresentata della storia. 

Tra Natale e l’Epifania, il presepe continua ad occupare un posto nelle nostre case e nelle nostre chiese, ma è sospeso in un momento di interregno. La rappresentazione sacra è presente, anche se non più al centro dell’attenzione come per la nascita e non ancora catalizzante come per l’arrivo dei Magi. È quel mentre in cui tutti sono distratti dall’evento mondano e mangereccio del Capodanno.

Eppure, anche in questo intervallo, il presepe rimane una cornice che non lascia indifferenti. Lo ricorda anche l’arte. A La Spezia, la Fondazione Carispezia ha allestito la mostra “Admirabile Signum. Il presepe tra arte antica e contemporanea”, unendo in un unico percorso 6 artisti contemporanei e le figure dei Musei Civici Genovesi, espressione della tradizione di cui la Liguria è stata officina primaria con Napoli.

"Admirabile Signum". Il presepe che parla alla vita
Giussani

All’interno, la mostra accoglie con il “Presepe foresta” di Roberto Almagno. La sua scultura nasce in continuità con la spiritualità della natura e del legno che la compone. I rami sono lavorati con il fuoco e con l’acqua, al punto da diventare forme essenziali in contemplazione del Gesù bambino che si libra nell’aria dando corpo concreto al “Tu scendi dalle stelle”.

Anche i Presepi di Maria Lai esplorano le antiche tradizioni artigianali utilizzando materiali poveri. Tra le più importanti artiste italiane del XX secolo, ha fatto della Natività uno dei temi centrali della propria ricerca, reinterpretandola con stoffe, sabbia, pane, pietre e terracotta. Il fondale nero assoluto incorniciato da semplici tavole in legno rende i suoi presepi momenti di rinascita e rigenerazione, ma anche riflessione sulla Natura e il creato.

"Admirabile Signum". Il presepe che parla alla vita
Giussani
"Admirabile Signum". Il presepe che parla alla vita
Giussani

Il “Presepe blu notte” di Guido Strazza occupa il salone centrale della Fondazione Carispezia contrapponendo alla monumentalità dello spazio l’approccio di semplici forme geometriche collocate sul profondo blu di un grande cielo circolare. 

Completano la mostra le rappresentazioni filiformi di Fausto Melotti e la provocazione di Michelangelo Pistoletto ne “L’ultimo presepe”, in cui l’immagine di Gesù Bambino è completamente assente.

È forse un invito a riflettere rimarcando come sia facile, presi dai preparativi e dalla foga consumistica, dimenticare la vera ragione del Natale. È forse proprio qui il presepe che ci parla, come dice Francesco. E ci ricorda che senza una Stella a cui volgere, siamo solo statuine.

"Admirabile Signum". Il presepe che parla alla vita
Giussani

Pubblicato originariamente su HuffPost Italia il 4 gennaio 2022