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La mia settimana con gli esorcisti

Quasi trecento esorcisti da tutto il mondo. Sei giorni. Una casa di spiritualità alle porte di Roma. A Sacrofano, dal 15 al 20 settembre, si è svolto il XV Convegno Internazionale dell’Associazione Internazionale Esorcisti. Per gentile concessione del loro direttivo, ero lì. Volevo osservare, ascoltare, capire.

Prima di partire, la domanda era inevitabile: chi è davvero un esorcista? La Treccani lo definisce semplicemente come “chi compie gli esorcismi, cioè scongiuri per scacciare una potenza avversa o malefica”. Una definizione che, dopo la scorsa settimana, mi appare tremendamente riduttiva.

Il volto inaspettato di un ministero

Niente bacchette magiche, nessun effetto speciale alla Harry Potter. I volti che ho incontrato a Fraterna Domus sono quelli di uomini posati, preparati, metodici. Sacerdoti che esercitano quello che Papa Leone XIV, nel messaggio rivolto al convegno, ha definito un ministero “delicato e quanto mai necessario”.

Alcuni si muovono da soli, semplici parroci che affiancano questo incarico alle normali mansioni come celebrare la messa, pagare le bollette, mantenere la loro chiesa. Altri sono più strutturati, circondati da vere e proprie équipe: medici, psicologi, psichiatri, criminologi.

Se la scienza getta la spugna

“L’esorcista interviene solo quando scienza e medicina hanno esaurito le loro risposte” – è stato uno dei leitmotiv del convegno. Padre John Szada, esorcista americano e psicoterapeuta, lo ha spiegato chiaramente: serve un discernimento che tenga conto sia dei sintomi psicologici che spirituali, evitando diagnosi affrettate ma senza escludere a priori il dato preternaturale.

Fra Mauro Billetta, psicologo palermitano, ha mostrato come distinguere un disturbo ossessivo-compulsivo da una vera ossessione diabolica. Un lavoro certosino, dove la carità verso chi soffre si coniuga con una visione antropologica rigorosa, priva di pregiudizi.

E qui emerge un dato sorprendente: questi sacerdoti accolgono tutti senza distinzioni. Rispondono alle richieste di fedeli di altre confessioni, di persone che si dichiarano atee. “Chi bussa alla porta di un esorcista sta soffrendo – mi ha detto uno di loro – Il nostro primo dovere è l’ascolto”.

Fuori dall’aula dove si ascoltava, ho incontrato persone straordinarie che mi hanno raccontato esperienze, mostrato immagini, fatto capire la differenza tra il cinema e la realtà. Mi hanno anche dato strumenti per comprendere come si presenti il diavolo o, meglio, i demoni, oggi.

La mia settimana con gli esorcisti

Le nuove minacce: dall’occultismo all’IA

È emerso un mondo in rapida evoluzione, dove le minacce assumono forme nuove e inaspettate. Padre Francesco Bamonte ha denunciato i “danni pastorali prodotti dalla parapsicologia”, disciplina priva di fondamento scientifico che ha portato ad abbandonare nella sofferenza donne, uomini, che necessitavano dell’intervento di un esorcista, talvolta consegnandoli persino a sedicenti paragnosti che si sono rivelati medium.

Tra le relazioni più sorprendenti quella della criminologa Beatrice Ugolini. Ha illustrato come l’intelligenza artificiale favorisca la nascita di nuovi strumenti ad uso di maghi e fattucchiere, introducendo alla platea inedite tecniche di divinazione tramite algoritmi che mescolano dati personali e nuove forme di necromanzia. Definendola “Magia del caos”, ha spiegato come le tecnologie contemporanee rappresentino il nuovo approccio alle pratiche occulte, aperto alla creatività e alla sperimentazione individuale.

Il convegno ha avuto una forte dimensione internazionale. Padre Jean-Baptiste Vian ha parlato del vudù e delle sue pratiche di sottomissione agli spiriti, che coinvolgono anche minori. Padre Andrés López Ruiz ha analizzato la New Age, movimento sincretico che propone una visione olistica e relativista dove la morale cristiana viene superata, con conseguenze che gli esorcisti toccano quotidianamente con mano.

La benedizione del Papa

Il messaggio di Papa Leone XIV, letto in apertura dal vicepresidente dell’AIE Francesco Bamonte, ha incoraggiato questi sacerdoti a vivere il loro ministero “sia come liberazione che come consolazione”.

Il nome stesso del Pontefice – Leone – risuona particolare in questo contesto. Il predecessore di cui porta il nome, Leone XIII, è ricordato per aver composto la preghiera esorcistica contro Satana contenuta nel Rituale Romano e la celebre Preghiera a San Michele Arcangelo.

Il mio lavoro è quello di porre (e pormi) domande, che sia una visita al Cern di Ginevra o al quartier generale degli U.S. Marshals. Da una settimana a Fraterna Domus, torno con una certezza: gli esorcisti sono un mondo lontano dall’immaginario popolare. Nessun cacciatore di demoni dotato di superpoteri e crocifissi fiammeggianti, ma uomini che stanno sulla soglia tra il visibile e l’invisibile, tra la ragione e il mistero, con una serietà che merita rispetto.

Sono uomini di discernimento, di pazienza, disposti ad accogliere quando tutti gli altri hanno smesso di farlo.

Pubblicato originariamente su HuffPost Italia il 25 settembre 2025