Dalla City a Milano, la rivoluzione è dei giovani artisti contemporanei

Dalla City a Milano, la rivoluzione è dei giovani artisti contemporanei

A volte l’arte sconvolge per ciò che mostra, altre volte per come si presenta. Nel caso di UNIQUE, il nuovo format che debutta alla Galleria Antonia Jannone di Milano, è proprio il “come” a rappresentare la vera rivoluzione: un giovane outsider della finanza che, armato solo di passione e di quella che il critico Marco Meneguzzo definisce nel catalogo “ingenuità positiva”, osa ripensare i meccanismi di lancio dei nuovi artisti in un sistema dell’arte sempre più autoreferenziale.

L’arte giovane batte forte

Un vento fresco soffia attraverso gli spazi della storica Galleria Antonia Jannone di Milano, proprio quando il sistema dell’arte sembra aver più bisogno di nuovi stimoli. Il format UNIQUE, ideato dal giovane curatore Bruno Gnocchi, si presenta come una risposta spontanea e necessaria a quello che Meneguzzo definisce “un lento declino” del mondo dell’arte, dove conformismo e autoreferenzialità hanno preso il sopravvento sulla genuina spinta innovativa.

Per un weekend, la galleria ospita le opere di due artisti emergenti: Iacopo Antonucci e Pau Aguiló, in una mostra pop-up che rappresenta molto più di un semplice debutto. È, nelle parole di Meneguzzo, un tentativo di ricreare quel senso del “noi pochi” che un tempo caratterizzava le scoperte artistiche più autentiche, prima che il sistema dell’arte si trasformasse in un circuito di luxury ed eventi glamour.

Geniale ingenuità

L’intuizione di Gnocchi, classe 2003, per Meneguzzo equivale al grido del bimbo che ha il coraggio di dire che il re è nudo. Perché Gnocchi ha colto una lacuna nel sistema italiano: la mancanza di spazi dedicati ai giovanissimi artisti per il loro primo incontro con il pubblico e gli addetti ai lavori.

Dalla City a Milano, la rivoluzione è dei giovani artisti contemporanei

Le opere in mostra rivelano due approcci distintivi all’esplorazione dell’animo umano. Antonucci, romano classe 2003, porta sulla tela un’urgenza espressiva alimentata dal suo viaggio in Benin, dove l’incontro con la cultura Vudù ha arricchito la sua ricerca sulla natura primordiale dell’essere umano. Le sue pennellate materiche raccontano storie di corpi e anime in dialogo tra Occidente e Africa, tra caos e ordine.

Pau Aguiló, nato a Maiorca nel 2002, offre invece uno sguardo più urbano e contemporaneo. Nei suoi lavori, l’eredità cromatica della sua infanzia spagnola si fonde con le atmosfere grigie di Londra, dove ha studiato al Camberwell College of Arts, creando figure universali che abitano spazi al confine tra realtà e immaginazione.

Dalla City a Milano, la rivoluzione è dei giovani artisti contemporanei

Palcoscenico intergenerazionale

La scelta della Galleria Jannone come sede si inserisce in una strategia che, come nota Meneguzzo, utilizza alcune strutture portanti del sistema esistente per introdurre elementi di novità – una tattica tipica delle rivoluzioni umanistiche. Questo spazio storico diventa così il palcoscenico ideale per un dialogo intergenerazionale nell’arte, dove la tradizione abbraccia l’innovazione.

UNIQUE si distingue per la sua formula essenziale: assenti la critica istituzionale e i musei, presente invece un pubblico selezionato di collezionisti invitati a riscoprire l’emozione di essere testimoni di qualcosa di nuovo. È un formato che ricorda precedenti illustri di outsider che hanno rivitalizzato il sistema dell’arte con la loro visione fresca.

La vera forza del progetto, sottolinea Meneguzzo, sta nella sua potenziale capacità di moltiplicarsi: se iniziative come questa si diffondessero, potrebbero costringere il pubblico a prestare nuova attenzione a proposte che escono dai canali consolidati. In un mondo dell’arte che sembra aver perso la sua capacità di sorprendere, UNIQUE rappresenta un tentativo coraggioso di riaccendere quella scintilla di scoperta e autenticità che ha sempre caratterizzato i momenti più vitali dell’arte contemporanea. Il 18 e 19 gennaio, la mostra promette due giorni intensi di arte e dialogo, un evento che ha tutti i numeri per essere l’inizio di un necessario rinnovamento nel panorama artistico milanese.

Pubblicato originariamente su HuffPost Italia il 16 gennaio 2025