Giorno della Memoria. La storia degli eroi nascosti di Gilleleje in Danimarca

Giorno della Memoria. La storia degli eroi nascosti di Gilleleje in Danimarca

Se il coraggio di un singolo individuo che rischia la propria vita per salvarne un’altra è straordinario, qualcosa di ancora più straordinario avviene quando un’intera comunità sceglie di mettere in pericolo tutta sé stessa, compresi bambini e anziani, per proteggere migliaia di persone. Tanto più se la minaccia arriva dalla spietata macchina di rappresaglia nazista.

Gli stretti Kattegat e Øresund separano le coste della Danimarca e della Svezia in un ambiente di una quiete ispirante, con l’orizzonte incorniciato da una costa piena di fiori, dove case e fari punteggiano le spiagge facendone il paradiso per ciclisti. Oggi.

Nell’ottobre del 1943, l’aria era diversa. Quelle poche miglia tra insenature e penisole facevano la differenza tra il territorio danese occupato dai nazisti e la salvezza. Questo paesaggio incantevole testimonia la forza di un popolo che si fece carico di proteggere la sua comunità ebraica e di un villaggio, Gilleleje, i cui pescatori si spesero per traghettare il maggior numero di persone verso la salvezza. Nella Giornata delle Memoria, il paesino della Danimarca è tra i più straordinari esempi di coraggio della Seconda Guerra Mondiale.

Giorno della Memoria. La storia degli eroi nascosti di Gilleleje in Danimarca

Una raccolta per ricordare

La vicenda è richiamata ne Gli eroi della Shoah (Morellini Editore). La curatrice Sara Rattaro, già autrice del romanzo per ragazzi su Fernanda Wittgens, ha chiesto a scrittrici e scrittori di approfondire le vicende che hanno portato donne, uomini e intere comunità a essere annoverati tra i “Giusti tra le Nazioni”, quel gruppo di eroi silenziosi che, rischiando la propria vita, scelsero di salvare gli ebrei dalla persecuzione nazista.

Margherita Firpo si è occupata della storia di Gilleleje. Chi conosce la Danimarca, conosce anche il senso di comunità dei danesi. È un Paese i cui abitanti amano ritirarsi in solitudine nelle summer house tra i boschi, ma con altrettanta facilità amano ritrovarsi e vivere insieme momenti comunitari come cene o ricorrenze. Se a Copenaghen si può condividere questo stato d’animo, ancora di più lo si respira nelle piccole comunità rurali. Ai generali nazisti, questa sfumatura del paese occupato era completamente sfuggita. «C’era qualcosa che Hitler non aveva proprio capito – spiega la scrittrice danese Søren Frandsen – Gli ebrei danesi, erano prima di tutto ‘danesi’. Era naturale che ci si aiutasse a vicenda in un momento di crisi.»

Quando Hitler, nell’estate del 1943, ordinò la deportazione degli ebrei danesi, in molti si rifugiarono sulla costa.

L’intera Gilleleje si mobilitò rapidamente, trasformando case private in rifugi temporanei e organizzando pericolosi viaggi notturni attraverso l’Øresund verso la Svezia. Grazie al coraggio dei pescatori di Gilleleje e di altre comunità costiere, migliaia di ebrei danesi riuscirono a raggiungere la salvezza.

Non tutte le storie ebbero un lieto fine. Un gruppo di circa 80 persone, nascoste nel sottotetto della chiesa, fu scoperto dalla Gestapo e deportato nei campi di concentramento.

Giorno della Memoria. La storia degli eroi nascosti di Gilleleje in Danimarca

Falsificazioni e malattie misteriose

Un altro esempio comunitario della raccolta è il villaggio francese di Chambon-sur-Lignon, raccontato da Franca Pellizzari. Nel paesino dell’Alvernia, il pastore André Trocmé e la moglie Magda Grilli, di origine fiorentina, diedero rifugio a centinaia di bambini e di famiglie provenienti da tutta la Francia.
Tra le 19 storie degli eroi della Shoah” ci sono anche quelle di padre Marie-Benoît, che attivò una rete di protezione nella Roma di Kappler, e Angelo Maria Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII, che da Delegato Apostolico in Turchia organizzò corridoi umanitari, firmò certificati di battesimo falsi e garantì la fuga di migliaia di bambini ebrei. 

Nella perversione della ferocia di quegli anni, fa perfino sorridere come certi stratagemmi attecchirono. Se Roncalli e molti altri falsificarono rocambolescamente documenti, ci fu anche chi si inventò di sana pianta una malattia contagiosa dai terribili sintomi per tenere alla larga i nazi. Lo racconta l’episodio dedicato al dottor Giovanni Borromeo, che accolse gli ebrei diagnosticando loro l’inesistente “Morbo di K”. La gestapo si guardò bene dal violare il rigoroso isolamento durante i controlli a cui l’ospedale venne sottoposto.

Per sintetizzare le ragioni di ogni 27 gennaio passato e futuro, vorrei usare la parole di Jørgen Bertelsen, una guida danese volontaria nei luoghi della Memoria presso Gilleleje. «È importante raccontare ai nostri bimbi cosa è successo qui, li aiuterà a capire perché dobbiamo essere più solidali con chi è costretto a scappare».

Giorno della Memoria. La storia degli eroi nascosti di Gilleleje in Danimarca

Pubblicato originariamente su HuffPost Italia il 27 gennaio 2025