Il presepe educativo

Il presepe educativo

È il momento dell’anno in cui si preparano presepe e albero di Natale. Ci sono i grandi presepi monumentali come quello della val Gardena, probabilmente il più grande del mondo, scolpito in legno e arricchito ogni anno da nuove figure che cristallizzano la scena scaldando il cuore di chi lo ammira perfino nella più fitta nevicata. Ma ce ne sono di piccoli e piccolissimi, a volte talmente minuti da stare in gusci di noci.

Poi ci sono quelli nelle nostre case, con dimensioni diverse ma lo stesso valore profondo. Su una mensola o nell’angolo della sala, un tempo, l’allestimento del presepe aveva il potere di unire grandi e piccini. Le statuine in plastica che si diffusero negli anni ’60 presero il posto di quelle in gesso e in carta o, soprattutto nei paesi, di quelle fatte con i materiali che si trovavano nei campi, nei boschi o nei fondi di cantine e solai. Il risultato era sempre e comunque un momento che segnava ufficialmente l’inizio delle feste e coinvolgeva tutte le generazioni della famiglia.

L’allestimento del presepe, oggi, può anche diventare un’occasione educativa, al pari dei giochi più tradizionali. Lo spunto arriva da uno studio dell’American Academy of Pediatrics che, nello scoraggiare l’abuso della tecnologia per intrattenere i bambini, sottolinea l’importanza dell’utilizzo di altri tipi di attività creative tra genitori e figli.

Il presepe educativo

Anche gli psicologi sostengono il valore educativo delle attività per bambini che implichino la trasformazione di legno, metallo, stoffa, plastica perché favoriscono lo sviluppo cognitivo, sociale ed emotivo dei piccoli. Queste attività – aggiungono gli studiosi – richiedono un coinvolgimento fisico più attivo, aiutando i bambini a sviluppare la coordinazione motoria e a favorire le relazioni collaborative.

Molte famiglie, tuttavia, si scontrano con la realtà di tempi limitati per fattori pratici irrinunciabili quali ad esempio quelli lavorativi o delle faccende di casa. Un presepe fai-da-te richiede più tempo che estrarre da uno scatolone statuine e decori, ma il risultato è sorprendente.

Preparare il presepe, o l’albero, trasformandolo in attività ludica e creativa è un modo per ottimizzare la qualità del tempo e anticipare di qualche giorno la serenità famigliare che avvolge le feste.

Il presepe educativo
Il presepe educativo

Lo scrivo per esperienza. Nel paesino dove vivo – Masso, frazione di Castiglione Chiavarese – qualche anno fa ho chiesto a genitori e bimbi di portarmi ognuno un presepe fatto con il materiale che desideravano. Garantii a tutti che avrei esposto la loro opera nell’antico oratorio. L’unico vincolo era che ogni presepe potesse essere contenuto in una cassetta della frutta, riciclata dai negozi della valle. Ne sono uscite cose straordinarie, ma non mi riferisco solo ai presepi, quanto alle storie che c’erano dietro ognuno di essi. Chi aveva scaricato un tutorial per imparare a fare statuine in maglia con la mamma, chi ha composto la natività con la pasta coinvolgendo la nonna, chi ha preso i turaccioli da tutti i parenti, chi ha fotografato amiche e amici per dare alle statuine i volti di tutti i compagni di gioco. Uno dei più piccoli ha addirittura chiesto ai genitori di aiutarlo a riprodurre il profilo dell’intero paese per farlo contenere nella cassetta, nella quale ha poi riprodotto tutti i dettagli dell’abitato fino alla mia gatta. Credo che questa presepeterapia si possa considerare una specie di esperimento sociale riuscito. Sul valore del significato simbolico delle raffigurazioni, si è espresso il nostro parroco Don Cyriaque affidandosi anche alla parola di Papa Francesco mentre ci ricorda che «il mirabile segno del presepe, così caro al popolo cristiano, suscita sempre stupore e meraviglia…».

Proprio sulle orme di un altro Francesco, non il papa ma il santo che il presepe lo mise in scena per primo, penso che realizzare con le proprie mani una natività o un albero di Natale, possa essere un atto d’amore.

Il presepe educativo

In un’epoca come la nostra, aggiungo, misurarsi con materiali naturali o di recupero come cartone e plastica a costo zero è una lezione sul riuso e sul riciclo che ci riporta all’antica abitudine per la quale, prima di buttare qualcosa, ci si pensava bene.

Una presa di coscienza per bambini e adulti in merito al concetto di cura degli oggetti, di responsabilità nel trattare le cose e di prendere coscienza che si possa ridurre il nostro impatto ambientale perfino partendo da un semplice presepe.

Pubblicato originariamente su HuffPost Italia il 11 dicembre 2023