Nel pieno del Salone del Libro, è bello pensare che ci siano occasioni per incontrare gli autori. Alcune consistono nelle pagine di quello che hanno scritto, altre nei luoghi che li hanno influenzati.
Hans Christian Andersen, il principe delle favole, amava la natia Danimarca e il nostro paese, che visitò spesso e a cui dedicò una raccolta di poesie. Il Premio Andersen lo ricorda a Sestri Levante in una delle più coinvolgenti manifestazioni letterarie del nostro Paese, in programma ogni anno a giugno.
Anche la sua città, Odense, ha fatto qualcosa di straordinario.

Sull’isola di Fionia, la Danimarca ha omaggiato il suo illustre figlio riqualificando l’intero quartiere della casa natia.
La struttura contemporanea dell’H. C. Andersen Hus – “Casa di Andersen”, perché è riduttivo chiamarlo semplicemente “museo”- è raccordata con quella dell’epoca e si insinua nel giardino multilivello.


L’insieme è un dialogo tra interni ed esterni, tra sopra e sotto, tra quello che è reale e quello che è onirico, perché ci si trova nella casa di chi ha inventato le fiabe più raccontate del mondo. Gli spigoli dell’edificio dove nacque sfumano in forme circolari tangenti tra loro che trasmettono storie.
Di cerchio in cerchio si attraversano le suggestioni e la vita dell’autore. L’esperienza di Odense è una narrazione vibrante tra spazi in cui la luce plasma creature. A volte naturali, a cascata dal giardino, altre volte artificiali studiate dal light engineering per illuminare la mente di Andersen. Di sala in sala prendono forma i materassi della principessa con il pisello che le impedisce di dormire, il soldatino di latta che ritrova la sua anima dopo il rocambolesco viaggio, la piccola fiammiferaia che strugge il cuore nel buio e nel gelo di una sala angosciante. Poi la sirenetta, il brutto anatroccolo e i personaggi fissati nel nostro immaginario.

Se pensate che i bambini vivano con gli occhi dell’incanto tutto questo, avete ragione. Ma chi stupisce di più all’interno dell’H.C. Andersen Hus sono gli adulti. Le figure prendono vita per i visitatori di tutte le età che, alla fine del percorso, trovano abiti da indossare e scenografie da vivere, principesse e ranocchi in un teatro a cui tutti sono ammessi.
Nel susseguirsi delle suggestioni si scopre che lo scrittore era un personaggio curioso. Proviene dal quartiere più povero della città, ma riesce a raggiungere Copenaghen. È umiliato agli esordi nella capitale, ma tira fuori tutta la determinazione di cui è capace e avvicina i circoli culturali più importanti. Mette il suo estro e la magia nel lavoro, ma è un arrivista spiccato che riesce a stregare la nobiltà che nelle sue storie tocca. Crea un mondo con i mezzi dell’Ottocento, ma continua a conquistarci ancora dopo due secoli. Perfino l’opera architettonica disegnata dallo studio Kengo Kuma e a lui ispirata è capace di avvolgerci, è letteratura che si fa legno e mattone.


Quello che la Danimarca gli ha dedicato è un significativo esempio di riqualificazione. Il paesaggio urbano tardo medievale di Odense è valorizzato al punto che, una piccola casa qui, ora ha quotazioni milionarie. In alcune abitazioni si può perfino soggiornare. Anche se lontane dalle grida e dagli odori che animavano una città dell’epoca di Andersen, gli scricchiolii del legno sono gli stessi e viverci rende l’idea del contesto. In un prosièguo immersivo della passeggiata letteraria, camminando nel centro storico si trovano la scuola di Andersen, le statue che raffigurano lui e i suoi personaggi, il parco dedicatogli che un tempo era aperto solo a un esclusivo circolo di lettori, la cattedrale dove riposa l’ultimo re vichingo.
Si arriva alla piazza del chiostro dei domenicani del 1238. Demolita la struttura antica, hanno lasciato sfere in ottone a delimitare il contorno. Su di esse si affaccia un portone, è il numero 3 di Sortebrødre Stræde. Manca l’insegna, ma cercate bene. Entrate nella bottega a sinistra e raccogliete la vostra dose di meraviglia. Vi troverete soli in una micro esposizione di pupazzi che è il degno completamento a una città da fiaba.

Pubblicato originariamente su HuffPost Italia il 13 maggio 2024