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Mai provato ad abbracciare un albero?

Alberi, boschi e giardini sono un tesoro per l’Italia. In passato si è scritto molto a proposito, ma L’Italia è un bosco di Tiziano Fratus va oltre il classico saggio perché è un po’ guida, un po’ racconto e un po’ manuale per presentare il lato verde del Bel Paese.

La sequoia del castello Gamba in Val d’Aosta (37 metri di altezza x 7.65 di altezza)


Dai passi alpini alle isole, alberi monumentali, parchi, giardini botanici e orti urbani sono uno spunto per scoprire che da noi la situazione del verde è un elemento rassicurante e proprio per questo deve responsabilizzarci perché non retroceda. Così si ribadisce che il bosco vergine abbandonato dall’uomo potrebbe non essere la soluzione migliore perché troppo sensibile a incendi o dissesti. Al contrario il bosco curato è stato e può continuare ad essere un elemento di vita. Inorridiranno i duri e puri dell’ambiente ma è così: “se l’uomo smette di salire in montagna (nei boschi) la montagna scende a valle (con le frane)” è un detto popolare delle valli lombarde. L’autore apre però la sua via, antichissima eppur attuale, agli alberi.

Oggi che i boschi hanno smesso di vestirci, di nutrirci, di proteggerci, sono diventati palestre dell’anima, è qui che possiamo venire ad alleggerirci, a sgrassare via il nero, l’ossessione, la furia. Provare davvero a vigilare sui nostri pensieri come un pescatore vigila sui pesci di cui si nutrirà.
In Italia s’aggirano silenziosi veri e propri cercatori d’alberi: guardano, annuiscono, misurano, documentano, fotografano, tracciano, pensano, catalogano. Sognano e realizzano nuovi strumenti per amare il paese, tracciano percorsi botanici che illuminano il paesaggio: avvicinano il passato al futuro.


Gli itinerari sono documentati con una precisione da guida escursionistica, rivelando la passione dell’autore per l’argomento. Se posso esprimere una critica – l’unica, bonaria – va precisato che si capisce subito quali sono le zone che Fratus conosce meglio e delle quali è appassionato. Qualche dimenticanza si lascia perdonare, anche perché a voler elencare tutto non sarebbe bastata una wikipedia arborea. L’autore, avvalendosi di citazioni attinte da letteratura e storia, incanta al punto da trasportare nelle oasi verdi fatte di tronchi e foglie, che in Italia, informa la sezione statistica, ammontano a circa un terzo del territorio totale. La dovizia tecnica non sconfina mai nella noia e qualche excursus di storia e filosofia arborea è una nota raffinata.

Questo libro è un invito a fermarsi e a perdersi tra i tanti boschi e parchi d’Italia, a lasciarsi andare di fronte al vento forte (…) Il bosco è un universo di significati, di citazioni, d’immagini, di sensazioni e di ricordi. È una delle parole più presenti nell’esistenza di tanti. Ma di quale bosco si parla?


Quelli nei quali ho letto il libro per scriverne sono nella vallata di La Thuile (Ao) e nel parco Puez Odle (Bz). Ma il verde non è solo nelle Alpi. Fratus non dimentica gli orti urbani (come a Torino, Milano e Genova), i giardini monumentali (da manuale quello di Villa Hanbury a Ventimiglia o all’Abbazia di Fiastra nelle Marche) o il racconto degli alberi coltivati che sono diventati compagni dell’uomo come gli ulivi e i carrubi, sculture viventi che punteggiano le campagne del nostro sud. 

La scelta di quale albero abbracciare è lasciata al lettore con l’invito di tenere queste buone pagine sul comodino o nello zaino. Come Fratus insegna, è davvero un piacere scoprire che c’è sempre un bosco o un orto che ci aspetta dietro l’angolo. Spesso per confortarci, ma qualche volta, precisa l’autore, anche per chiedere la nostra protezione.

Perché l’Italia sia un paese forestale è spiegato in un documentario dell’Ispra.

Questo articolo è pubblicato anche sull’Huffington Post.



Gli italiani del Titanic→

gli-italiani-del-titanicTitanic: il più famoso disastro navale della storia si ripropone in tutta la sua drammaticità in occasione del centenario dellaffondamento. Velocità, bellezza, lusso, dimensioni, inaffondabilità tutto colato a picco in poco più di due ore per i segnali di allerta ignorati. Si pensa sia già stato scritto tutto o quasi sul transatlantico dei record, ma molto resta ancora da scoprire e da raccontare. Dallo stesso team autoriale che ha ispirato il documentario Gli italiani del Titanic di History Channel, in un instant book le storie dei nostri connazionali che si trovavano a bordo la fatidica notte del 14 Aprile 1912. Le vicende personali, le famiglie e le ambizioni dei passeggeri in seconda e terza classe in cerca del sogno americano, il maitre del Ristorante à la Carte con i suoi impeccabili camerieri imbarcati grazie a uno stratagemma, fino al personaggio che potrebbe aver ispirato James Cameron nel colossal cinematografico.

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L’ultima onda del lago

Bellavite Editore · 2011 · ISBN 978-88-7511-172-4 · Premio Brianza 2012

Milano, 1944. Anna, ragazza ebrea di buona famiglia, il fratellino Davide, sordo e cieco, e l’amico Sebastiano fuggono verso la Svizzera per sottrarsi alle SS. Sui monti del lago di Como vive Valerio, un contrabbandiere che ha un’idea folle: costruire un sottomarino per attraversare il lago e sfuggire ai controlli di frontiera.

Il romanzo d’esordio di Stefano Paolo Giussani racconta la guerra e la persecuzione di ebrei e omosessuali. Ha vinto il Premio Brianza 2012.

Dicono del libro

«Un romanzo dalla inconfondibile dolcezza, una ricognizione storico onirica nell’Italia del 1944.»

il manifesto

«Racconta con notevole realismo un pezzo della nostra storia e la bellezza di alcuni luoghi.»

Bell’Italia

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