Tutti gli articoli di stefano paolo

Milanese, laureato in Bocconi, giornalista e autore di documentari di carattere storico e geografico per i canali tematici di Sky (con specializzazione in ambiente, storia, tradizioni). Ha firmato progetti per National Geographic e per History Channel. Collabora, tra gli altri, con RViaggi di Repubblica e il Corriere della Sera e l'Huffington Post (http://www.huffingtonpost.it/stefano-paolo-giussani) Libri pubblicati: Gli italiani del Titanic, L'Ultima onda del lago (Premio Brianza 2012), Sentieri di fede e una serie di monografie per Touring Editore e l'Istituto Geografico De Agostini. Il suo blog è Cronache dalla Terra degli orsi. Continua a viaggiare, scrivere e fotografare per Agenzia Geografica (www.agenziageografica.it).

A Davos niente benzina, ma lo spettacolo non manca

Trovo sui giornali un bel paginone su quello che sta succedendo a Davos, con 4 fotine a fare da piedistallo a un torreggiate Mario Draghi che con vaticana magnanimità invita i governi ad abbassare le tasse.
A Davos, che è una gradevole località Svizzera (http://www.davos.ch/en/holiday-shop/holiday-shop.html, ma trovatemi un posto davvero brutto in Svizzera), ci vogliono far credere che il Gotha dell’economia del pianeta sta lavorando per risolvere i problemi (quali? i loro, forse).
Supponiamo che non voglia addentrarmi subito troppo nei dettagli della pagina e mi accontenti (per ora) solo di dare un’occhiata alle foto, in questo caso il mio quotidiano è La Repubblica. Chi sono i protagonisti delle foto?
C’è Medvedev (sì, il primo ministro della federazione russa che ha appena varato una legge anti-gay, http://www.repubblica.it/esteri/2013/01/26/news/putin_vara_la_legge_anti-gay_vietato_persino_parlarne-51313130/), c’è il principe Alberto di Monaco (è proprio lui, il capo del microstato ritenuto essere l’habitat preferito da maxievasori o riciclatori, che ha inabissato con abilità oceanica le inchieste in corso http://www.stamp-scandal.com.ar/Monaco/Web_page2/Monaco,%20altri%20guai%20in%20vista.htm), c’è la bellissima Rania di Giordania (sembra che se la sia cercata, con quel nome, di stare in una polveriera che è ormai circondata da bombe innescate di rivolte popolari che hanno costretto il suo regal consorte, dopo anni, ad avviare le riforme con il 30% della popolazione sotto la soglia di povertà, http://www.eurasia-rivista.org/giordania-dove-portera-il-nuovo-processo-politico/15292/). Gli unici davvero coerenti nel comunicare sono almeno quelli di Greenpeace (la quarta foto), che hanno inscenato una protesta contra le trivellazioni nell’Artico (http://it.notizie.yahoo.com/attivisti-greenpeace-protestano-davos-contro-trivellazioni-artico-114918039.html), decidendo di incatenarsi alla pompa di benzina della Shell (forse vi sarà sfuggito, ma è la compagnia che ha incagliato una stazione di trivellaggio alta come un palazzo di 9 piani) a pochi metri dalla coste dell’Alaska, http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/blog/buon-2013-dalla-shell/blog/43568/).

Morale, in un circo che sembra pieno di pagliacci, gli unici da prendere sul serio sono quelli che hanno inscenato uno spettacolo.

A Davos niente benzina, ma lo spettacolo non manca

Trovo sui giornali un bel paginone su quello che sta succedendo a Davos, con 4 fotine a fare da piedistallo a un torreggiate Mario Draghi che con vaticana magnanimità invita i governi ad abbassare le tasse.
A Davos, che è una gradevole località Svizzera (http://www.davos.ch/en/holiday-shop/holiday-shop.html, ma trovatemi un posto davvero brutto in Svizzera), ci vogliono far credere che il Gotha dell’economia del pianeta sta lavorando per risolvere i problemi (quali? i loro, forse).
Supponiamo che non voglia addentrarmi subito troppo nei dettagli della pagina e mi accontenti (per ora) solo di dare un’occhiata alle foto, in questo caso il mio quotidiano è La Repubblica. Chi sono i protagonisti delle foto?
C’è Medvedev (sì, il primo ministro della federazione russa che ha appena varato una legge anti-gay, http://www.repubblica.it/esteri/2013/01/26/news/putin_vara_la_legge_anti-gay_vietato_persino_parlarne-51313130/), c’è il principe Alberto di Monaco (è proprio lui, il capo del microstato ritenuto essere l’habitat preferito da maxievasori o riciclatori, che ha inabissato con abilità oceanica le inchieste in corso http://www.stamp-scandal.com.ar/Monaco/Web_page2/Monaco,%20altri%20guai%20in%20vista.htm), c’è la bellissima Rania di Giordania (sembra che se la sia cercata, con quel nome, di stare in una polveriera che è ormai circondata da bombe innescate di rivolte popolari che hanno costretto il suo regal consorte, dopo anni, ad avviare le riforme con il 30% della popolazione sotto la soglia di povertà, http://www.eurasia-rivista.org/giordania-dove-portera-il-nuovo-processo-politico/15292/). Gli unici davvero coerenti nel comunicare sono almeno quelli di Greenpeace (la quarta foto), che hanno inscenato una protesta contra le trivellazioni nell’Artico (http://it.notizie.yahoo.com/attivisti-greenpeace-protestano-davos-contro-trivellazioni-artico-114918039.html), decidendo di incatenarsi alla pompa di benzina della Shell (forse vi sarà sfuggito, ma è la compagnia che ha incagliato una stazione di trivellaggio alta come un palazzo di 9 piani) a pochi metri dalla coste dell’Alaska, http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/blog/buon-2013-dalla-shell/blog/43568/).

Morale, in un circo che sembra pieno di pagliacci, gli unici da prendere sul serio sono quelli che hanno inscenato uno spettacolo.

Che risparmio quel genietto dell’ecodrive

Che gran cosa l’ecodrive che al semaforo ti spegne il motore. In effetti, come si fa a spiegare con la logica che se un’auto é ferma il motore resta acceso?
Il risparmio c’è per davvero e per chi si sposta in condizioni di traffico con frequenti  fermate il risparmio è nell’ordine del 10%, alias un litro ogni dieci (http://www.wroar.net/pages/start-and-stop.html). Nel portafoglio i conti son presto fatti: chi percorre 10.000 km se ne trova 1000 pagati.

Che risparmio quel genietto dell’ecodrive

Che gran cosa l’ecodrive che al semaforo ti spegne il motore. In effetti, come si fa a spiegare con la logica che se un’auto é ferma il motore resta acceso?
Il risparmio c’è per davvero e per chi si sposta in condizioni di traffico con frequenti  fermate il risparmio è nell’ordine del 10%, alias un litro ogni dieci (http://www.wroar.net/pages/start-and-stop.html). Nel portafoglio i conti son presto fatti: chi percorre 10.000 km se ne trova 1000 pagati.

Fabrizio Corona trovato grazie al parcheggio

Dimmi come parcheggi e ti dirò chi sei.
In effetti vi sarò capitato un po’ di volte di assistere a parcheggi barbari con l’auto di traverso sul marciapiede, magari nelle condizioni di intralciare il passaggio di una carrozzina. Poi si vede arrivare l’autore della sosta e si pensa “beh, non poteva che essere uno così”. Se in questo giorni foste passati da Lisbona e aveste visto questa auto (qui), sappiate che potrebbe essere quella di un noto paparazzo in fuga per qualche problemino con la legge italiana. Stupiti che abbia una ‘500 e non un suv nero opaco? Beh, anch’io! Il personaggio, ci ha abituato a non essere una cintura nera di sobrietà, ma non sono da meno altri parcheggi, ricordando ad esempio Lapo Elkan e la sua Jippona mimetica ad ostacolare il tram a Milano (qui) . L’ecoista si trattiene dalla meritata martellata sul vetro o dal graffio sulla portiera perché, in entrambi i casi, ci sarebbe uno spreco di risorse e mi sembra che l’ambiente debba già pagare abbastanza per le idiozie degli stupidi di turno.
Un rimedio simpatico è quello di un post it sulla fiancata, come propone questa blogger (qui), mi domando però se una bestia da parcheggio sia poi in grado di percepire l’ironia, che non sia meglio allora meglio la sagacia di questo autore (qui) o di questo graffittaro (qui).

Fabrizio Corona trovato grazie al parcheggio

Dimmi come parcheggi e ti dirò chi sei.
In effetti vi sarò capitato un po’ di volte di assistere a parcheggi barbari con l’auto di traverso sul marciapiede, magari nelle condizioni di intralciare il passaggio di una carrozzina. Poi si vede arrivare l’autore della sosta e si pensa “beh, non poteva che essere uno così”. Se in questo giorni foste passati da Lisbona e aveste visto questa auto (qui), sappiate che potrebbe essere quella di un noto paparazzo in fuga per qualche problemino con la legge italiana. Stupiti che abbia una ‘500 e non un suv nero opaco? Beh, anch’io! Il personaggio, ci ha abituato a non essere una cintura nera di sobrietà, ma non sono da meno altri parcheggi, ricordando ad esempio Lapo Elkan e la sua Jippona mimetica ad ostacolare il tram a Milano (qui) . L’ecoista si trattiene dalla meritata martellata sul vetro o dal graffio sulla portiera perché, in entrambi i casi, ci sarebbe uno spreco di risorse e mi sembra che l’ambiente debba già pagare abbastanza per le idiozie degli stupidi di turno.
Un rimedio simpatico è quello di un post it sulla fiancata, come propone questa blogger (qui), mi domando però se una bestia da parcheggio sia poi in grado di percepire l’ironia, che non sia meglio allora meglio la sagacia di questo autore (qui) o di questo graffittaro (qui).

Un cancro per baciare meglio

Ricevo e rimbalzo dopo una verifica della fonte, che sembra autorevole.
Nel dubbio meglio che ognuna (o ognuno, se ne usa) prenda qualche precauzione.
Pubblicato da Dr. Claudia Pirisi, Oncologo.
UOMINI:
Non dimenticate di passare questo messaggio alle vostre mogli, fidanzate, amiche, colleghe o amici che ne fanno uso.
Segue traduzione dal testo in inglese-americano:
Dr. Elizabeth Ayoub, medico biomolecolare ha diramato un avviso per rossetti contenenti piombo, che è una sostanza cancerogena.
Recentemente il marchio ‘Terra Rossa’ ha diminuito i prezzi di R $ 67.00 a R $ 9,90!
Perché? Perché conteneva piombo.
I marchi che contengono piombo sono:
MARY KAY
CLINIQUE
ESTÉE LAUDER
SHISEIDO
TERRA ROSSA (Lip Gloss)
CHANEL (Lip Conditioner)
MARK AMERICA
MOTIVI
ROSSETTO
A V O N
Maggiore è il contenuto di piombo, maggiore è il rischio di provocare il cancro. Dopo aver fatto un test su rossetti, le labbra hanno presentato il livelo massimo di piombo sul prodotto AVON. I rossetti che presentano queste caratteristiche nocive sono quelli “persistenti”. Se il vostro rossetto è persistente, è dovuto ad alti livelli di piombo.
Fate questa prova:
1. Mettete un poco di rossetto sulla mano;
2. Passate un anello d’oro su questo rossetto;
3. Se il colore del rossetto tende al nero, contiene piombo.
Si prega di inviare queste informazioni a tutti i vostri amici.
La fonte cita l’elenco dei rossetti a rischio, e non sono pochi: http://ilmondodivicky.blogspot.it/2012/02/i-400-rossetti-che-contengono-piombo.html?m=1

Non sventolare il sesso nel bosco

Problemi a mostrare il sesso nel bosco quando scappa proprio e non ce la si fa più a tenerla? Forse qualcuno potrebbe considerarla un’esagerazione, ma, per preservare l’equilibrio di un bosco nel Parco Naturale Tre Cime, l’amministrazione dell’area naturale ha realizzato una piattaforma ecologica destinata agli escrementi umani. La struttura, appoggiata su un poco ecologico basamento in cemento, ha peró un gradevole aspetto legnoso per offrire ai fruitori del sentiero della Val Fiscalina la possibilitá di fare i bisognini in un luogo dove effettivamente manca un bar o un punto di appoggio. Dunque nessun bisogno di calarsi le braghe all’aria aperta…

Carpooling sugli sci

Un’altra idea per sciare rispettando un po’ l’ambiente e risparmiare. Gli impianti della Ski Area Val Chiavenna, Madesimo e Campodolcino, rimborsano una parte dello skipass a chi dimostra di aver riempito una macchina per andare a sciare (http://www.skiareavalchiavenna.it/ecoskipass.php?l=it&act=1&m=0). Una proposta a cavallo tra la trovata commerciale e l’ecologico che però non può non essere apprezzata, su entrambi i fronti.
Il poolcar non è una trovata nuova. Ci sono vari modi per dividere le spese dell’auto aumentando i passeggeri: andando tra Milano e Roma, ad esempio (http://www.studentibicocca.it/forum/topics/29584), o per andare al lavoro tutti i giorni. In parlamento hanno anche pensato a una bozza di decreto (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1992/11/05/meno-di-tre-passeggeri-automobile-resta.html). Nell’attesa di vedere sempre meno automobilisti solitari incolonnati in macchina, l’ambiente ringrazia.

Sulla neve, porta gli sci, non lo stress, pensando anche a Brad Pitt

Sciare avvicinando le piste con i mezzi pubblici si puó.
In un’Italia che non fa scuola per la rete dei trasporti alternativi all’auto, l’isola felice si chiama Alto Adige – SüdTirol. La linea ferroviaria della Val Pusteria sfiora i comprensori sciistici (a Plan Corones la distanza tra binari e ski-lift é di poche decine di metri, http://www.plandecorones.com/it/live/news/treno-dello-sci/) e si raccorda con gli ski-bus. Una rete di mezzi pubblici collega in modo efficiente paesini e stazioni con una card che dalle 6 euro in su permette permette per 1/3/7 giorni ogni interscambio treno-bus dal capoluogo Bolzano fino alla frazioncina sperduta nelle valli (http://www.mobilcard.info/it/mobilcard.asp). A Bressanone le coincidenze da Milano e Roma via Verona sono frequenti. Peccato che le distanze non permettano lo spostamento in giornata. L’idea peró di muoversi senza macchina sembra calzare su un weekend senza stress o qualche giorno di isolamento ovattato, magari nel paradiso innevato della Val Fiscalina (http://www.altoadige-suedtirol.it/infoturismo/bambini/val_fiscalina.php).
L’albergo Dolomitenhof non ha nessuna certificazione eco ma elementi che ci piacciono molto come la cucina a chilometro zero, l’uso dell’acqua delle sue sorgenti (meno bottiglie in giro), il riscaldamento a biomassa con gli scarti del bosco, un attento riciclaggio dei rifiuti, la posizione sulle piste e i titolari che incentivano l’uso dello ski-bus (http://www.dolomitenhof.com/it/dolomitenhof/benvenuti.html). Nel fienile appena oltre il torrente ha soggiornato per qualche mese Heinrich Harrer, alpinista e spirito indomito delle grandi montagne, autore di “Sette anni in tibet”, la cui storia è stata portata sugli schermi da Brad Pitt nel film di Jean Jaques Annoud (http://trovacinema.repubblica.it/film/sette-anni-in-tibet/118472).