La mutazione della doppia testa

Succede anche che per una mutazione genetica o per un errore nello sviluppo del feto nasca un vitello a due teste.

Il caso non è così infrequente in natura, la causa più probabile è il mancato sviluppo di due cellule distinte che avrebbero dovuto formare due gemelli.

Raramente il vitellino sopravvive però, subentrando complicazioni e non essendo “conveniente” mantenere in vita un esemplare così speciale.

Una minivilletta a 180 euro!

Sembra davvero la casa degli hobbit e il livello di artigianalità ci si avvicina, ma ha tutto quel che serve per una persona e soprattutto è realizzata con materiali di scarto e di riuso. Il proprietario sostiene di aver pagato i materiali di costruzione meno di 180 euro ed è orgoglioso di averla affittata a un vicino contadino facendosi pagare la quota mensile in latte.

Ringrazio Susanna Mambretti per la seganalazione.

20 minuti per non dimenticare

Oggi è la Giornata della Memoria.
Per capire davvero, oltre a tutto quello che già sappiamo, facciamo un piccolo esperimento. Guardate l’orologio, calcolate 20 minuti da questo istante, poi leggete il foglietto giallo, immaginate che ve lo abbiano consegnato uomini armati e immaginate che in questi 20 minuti il vostro mondo debba essere chiuso in una valigia e pronto a un viaggio quasi sicuramente senza ritorno.
70 anni fa questo biglietto, sebbene dai toni pacati e incoraggianti, era una sorta di ordine di esecuzione a morte.

La data è il 16 ottobre 1943.
Il foglietto contiene le istruzioni impartite durante rastrellamento nazista al ghetto di Roma.
1022 partirono per Auschwitz.
200 erano bambini.
16 solamente sono quelli tornati.
Non illudiamoci se non siamo ebrei, dissidenti, omosessuali, zingari. Chi esercita la violenza è accecato e può trovare in ogni momento una ragione per puntarci un’arma addosso.
La storia è ciclica e può ripetersi, facciamo girare, facciamo che non ricapiti. Questo articolo è pubblicato anche sull’Huffington Post. Il foglio è tratto dall’archivio Di Veroli, ringrazio Andrea di Stefano per la segnalzione.

Cosa mi estinguo oggi?

In testa alla classifica delle specie che la gente gente ha più voglia di proteggere dall’estinzione ci sono i cicciottelli e pelosi. Rassicurato a titolo personale rientrando in entrambe le categorie, sono più preoccupato per il mantenimento delle catene alimentari. Se ne è occupata un’inchiesta di National Geographic dimostrando che l’emotività ha il suo perché. Sì a condor e a panda, no a serpenti e lucertole. Fino a dove è giusto?

Silenzio, l’arte si anima

Sono più bambino che esperto d’arte, quindi mi emoziono quando, di fronte a un quadro che mi piace, ci cado dentro.

Movimento 3D e tecniche digitali mi hanno accalappiato di fronte al video dove i personaggi e il movimento di macchina accennano dei piccoli spostamenti che danno un tocco dinamico alla visione. Mettici la musica e il gioco è fatto.

Inorridiranno i critici di professione, ma a noi bambini dell’arte il progetto Beauty piace proprio. L’autore, il milanese Rino Stefano Tagliaferro, anni 34, rende omaggio ai capolavori di Caravaggio, Reni, Vermeer, Rembrandt, Rubens e molti altri in 10 minuti di pura bellezza.

«Come se in quelle immagini che la storia dell’arte ci ha consegnato fosse congelato un movimento che l’oggi può rivitalizzare grazie al fuoco dell’inventiva digitale – scrive Rino Corti nel manifesto del progetto – Una serie ben congegnata di immagini della più bella tradizione pittorica (dal rinascimento al simbolismo di fine ottocento, passando per il manierismo, il paesaggismo, il romanticismo e il neoclassicismo) sono accostate secondo un’intenzione che rintraccia il sentimento sotto il velo delle apparenze.»

Colto dall’entusiasmo ho immaginato un gioco: alcuni dei dipinti (sono tutti elencati tra i crediti) raffigurano territori e volti ben precisi, saprei riconoscerli nel mondo contemporaneo?

Probabilmente non tutti. Ricercarli è però, credo, un modo per affezionarsi a un ambiente. Chissà se basterebbe anche per affezionare amministratori e amministrati alla loro terra. Magari, dopo aver goduto la combinazione suono-immagine-animazione, una persona ci penserebbe prima di buttare una batteria in un cassonetto generico o di autorizzare una palazzina oscena. Anche perché, ammettiamolo, dovremmo tutti fare in modo che, per quanto bella possa essere una raffigurazione, non dovrebbe mai scavalcare la realtà da cui è nata.

Questo articolo è pubblicato anche sull’Huffington Post.
La segnalazione è di Alessio Ciani, che ringrazio.

Il sole, ma è solo un film

Cinquant’anni fa lo scrittore di fantascienza Isaac Asimov immaginava per il New York Times, un 2014 con città sotterranee per sfuggire all’inquinamento e crisi di noia per l’uomo i cui compiti erano ormai svolti solo da robot.

Cosa ha azzeccato e cosa no nelle previsioni?
Sottovalutando la nostra innata ricerca per il bello e per il buono non aveva previsto che qualche sforzo sarebbe stato fatto per preservare certe aree. Fortunatamente non ci siamo giocati ancora tutto. Così pur nel disastro comportamentale che ci impone il progresso, cerchiamo di arginare i danni.

Sicuramente Asimov non sarebbe stupito delle immagini in arrivo dalla città di Pechino. Coi suoi 11,5 milioni di abitanti, la capitale cinese patisce un inquinamento decine di volte superiore alla soglia massima di pericolo segnalata dall’OMS. L’ambasciatore USA ha addirittura rimpatriato la famiglia e chiesto il trasferimento. Gli amministratori locali hanno dovuto rimediare con grandi schermi per dare un effetto emotivo alla popolazione per l’assenza del sole, non dell’ambasciatore. Purtroppo per loro, non è così immediato il rimedio per la qualità dell’aria.

Le altre previsioni di Asimov? Televisioni in 3D, schermi touch, università online, colonie lunari, attacchi di noia e altro. Più o meno ci ha preso. Mancano solo le colonie lunari che per adesso non ci servono e qualcosa sulla noia: ci ha pensato la crisi a farci ingegnare su come dover occupare il tempo. Per il controllo delle prossime previsioni, già commissionate al NYT, appuntamento al 2064.

Questo articolo è pubblicato anche sull’Huffington Post.

Perchè l’Italia non funziona

Pierpaolo è un giovane che se leggi ti entusiasma.
Aiuta i genitori al bar, ma cura anche un proprio orto, accarezza passioni e scrive. Sì, ha un libro pubblicato, uno nuovo in uscita ed è un piacere seguirlo anche sui social. Mi ha colpito un pezzo pubblicato di recente sul suo FaceBook, per il suo tono di appello combattivo e senza mezzi termini. Soprattutto mi hanno colpito le reazioni dei suoi concittadini quando il nostro Pierpaolo si è offerto si curare (aggratis!) l’aiuola di fronte al bar. Nota di precisazione: Paolo è di Capaccio ma temo che possiamo sostituire tranquillamente il nome del paesino in provincia di Salerno con Agrate Brianza o Bastia Umbra, tanto per stare un po’ in par condicio, perché purtroppo, quando si tratta di senso civico, l’Italia è, ahimè, quasi tutta uguale. Un disastro.

L’altro giorno ho capito com’è che il meridione, e probabilmente l’italia tutta, non funziona. Nel sistemare un vaso e zappare l’aiuola vecchia, che penso siano entrambi comunali, mi sono passati davanti tipo venti persone con le mani aggrovigliate sul culo, piegate un po’ in avanti, e tutte mi hanno detto “ma ti pagano?” e/o “ma chi te lo fa fare?”. Io, semplicemente, mi ero rotto il cazzo di avere davanti al bar un’aiuola piena di Gratta&Vinci strappati e l’erba gialla.
Nel mio paese di merda, Capaccio, la gente è abituata a pensare che questa “Capaccio” sia una parola che appartiene a terzi, che accolga degli abitanti in semplice villeggiatura. Che sia un fardello che vorrebbe consegnare a uno straniero milionario venuto da molto lontano che, magari, si presenterà un giorno con una borsa piena di assegni e soluzioni magiche che accontentino tutti e rimetterà a posto il paese in 7 giorni come ha fatto Cristo santo.

Capaccesi miei adorati stronzi, avete eletto i vostri cugini piattari e amiconi di scuola che al posto dell’inglese parlano, in casi eccezionali, l’italiano, e adesso riuscite a essere sgomenti se si sono fottuti pure i sassi di Paestum per decorare i giardini delle loro villone pacchiane. Avete costruito le capanne abusive nelle pinete e buttato materassi nel fiume e adesso vi lamentate se abbiamo le comunità rom che ci rubano pure la cassetta della posta, le discariche sotto casa, le trote morte sulle rive. Avete preferito andare al mare ad Acciaroli, perché le spiagge son pulite, lì, eh?, e non avete mai preteso che le nostre, le più lunghe e preziose di qualunque altro paese venissero riqualificate. Avete preso in giro quei due tedeschi che per qualche stoico motivo ancora mettono piede nel centro storico, gli vendete un cono a 10 euro, una cameretta fatiscente a 400 e a nessuno importa se non ci sono neanche i mezzi per raggiungere il paese più vicino, e infatti le visite annuali sono crollate. Avete allevato quei vandali quindicenni dei vostri figli schizzati con le Hogan ai piedi e adesso non potete lasciare un vaso fiorito sotto il portico che il giorno dopo è distrutto. Avete aperto 97 bar in un centro abitato di 100 persone, date 500 euro alle disgraziate che sfruttate 10 ore al giorno, e adesso state chiudendo perché “non ci sono soldi in giro”. E alla fine di tutto questo vi permettete pure di dire che le cose qui non funzionano bene e ce ne dobbiamo andare dall’Italia?

Questo pezzo è in memoria del senso civico. Grazie Paolo.
Testo tratto dalla pagina FaceBook di Pierpaolo Mandetta.

Voi una cosa dovreste fare nella vita: prendervi una cazzo di responsabilità.