Fabrizio Corona trovato grazie al parcheggio

Dimmi come parcheggi e ti dirò chi sei.
In effetti vi sarò capitato un po’ di volte di assistere a parcheggi barbari con l’auto di traverso sul marciapiede, magari nelle condizioni di intralciare il passaggio di una carrozzina. Poi si vede arrivare l’autore della sosta e si pensa “beh, non poteva che essere uno così”. Se in questo giorni foste passati da Lisbona e aveste visto questa auto (qui), sappiate che potrebbe essere quella di un noto paparazzo in fuga per qualche problemino con la legge italiana. Stupiti che abbia una ‘500 e non un suv nero opaco? Beh, anch’io! Il personaggio, ci ha abituato a non essere una cintura nera di sobrietà, ma non sono da meno altri parcheggi, ricordando ad esempio Lapo Elkan e la sua Jippona mimetica ad ostacolare il tram a Milano (qui) . L’ecoista si trattiene dalla meritata martellata sul vetro o dal graffio sulla portiera perché, in entrambi i casi, ci sarebbe uno spreco di risorse e mi sembra che l’ambiente debba già pagare abbastanza per le idiozie degli stupidi di turno.
Un rimedio simpatico è quello di un post it sulla fiancata, come propone questa blogger (qui), mi domando però se una bestia da parcheggio sia poi in grado di percepire l’ironia, che non sia meglio allora meglio la sagacia di questo autore (qui) o di questo graffittaro (qui).

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