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Il salto più alto dell’umanità

Non è proprio come buttarsi da un satellite, ma il panorama da lassù deve essere stato parecchio bello. La terra, forse, sembrava piccola là in basso e l’uomo davvero una formichina. L’angolazione è inedita e trasmette un po’ il pathos dell’impresa avvenuta nell’ottobre 2012. Qualche numero: Felix Baumgartner si è lanciato da quasi 40 km, la salita col pallone ha richiesto tre ore, nel tuffo di 10 minuti il corpo ha superato mach 1.

La notte dei diavoli e l’acqua santa

Tra le suggestive tradizioni dell’Avvento, ce n’è una estranea al buonismo prenatalizio, agli angioletti nei presepi e agli zampognari. Riguarda il diavolo, anzi i diavoli. In molte valli alpine è consuetudine che in certi momenti dell’anno, specie verso la fine, alcuni dei paesani si travestano per portare il terrore nelle vie. Dalle Alpi Bavaresi al Friuli e alla Slovenia, tra le montagne echeggiano campanacci, l’odore delle pelli dei caproni è forte e le urla rompono il silenzio dei campi mentre i fuochi illuminano maschere che mettono spavento non solo ai bambini.

In Alto Adige, quasi in ogni paese, nella notte precedente San Nicola, i giovani e le giovani non sposate, si coprono di pelli e corna per camminare tra le strade e molestare i malcapitati che si trovano a incrociare il loro cammino. È la notte dei krampus, ossia dei diavoli. La collocazione temporale dicembrina, in realtà, non è tanto legata all’avvento, quanto ai riti pagani dell’addio al buio per salutare il ritorno della luce con l’allungamento delle giornate. Due mostre, a Bolzano e a San Candido, raccontano questa tradizione attraverso le maschere più caratteristiche.

In sostanza si tratta di uno di quei riti legati ai ritmi della natura che l’uomo non ha dimenticato e che in regioni ancora rurali riesce a sposare la tradizione e il folklore con uno spettacolo che almeno una volta nella vita va vissuto. Meglio se poi ci si infila in una delle osterie che alla tradizione contadina dei krampus sono ben legate, anche perché fanno scoprire che concetti come chilometro zero e sostenibilità delle culture non sono un’affermazione di marketing o la moda del momento.

Come dire che nel momento in cui tutti si sentono più buoni, i diavoli e qualche peccatuccio (di gola) sono ben accetti.
Questo articolo è pubblicato anche sull’Huffington Post. Grazie ad Alessio Ciani per le foto.

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Contro i terremoti e le discariche, pensa al bosco

Il legno è un ottimo materiale da costruzione per le sue caratteristiche strutturali e di rigenerazione.
Ricerche e modelli dimostrano che nessuna altra componente edile riesce ad  essere versatile come la materia prima dei boschi.
Due esempi su tutti. Per quanto riguarda l’altezza, in Carinzia hanno dimostrato che una struttura in legno come la Pyramidenkogel può essere realizzata agilmente elevandosi fino a oltre 70 metri. La foto panoramica non rende giustizia alla struttura che sembra piantata azzerando la superficie boschiva di una collina.

Vedendola in altri termini, però, la costruzione riesce a dimostrare che non solo il legno si può utilizzare su ampie stature, ma perfino in posizioni molto esposte agli agenti atmosferici come appunto la cima di un rilievo. La torre, a picco su uno degli scorci della suggestiva regione austriaca al confine con l’Italia, è aperta al pubblico e propone anche lo scivolo più lungo d’Europa che permette ai più temerari di scendere fino al suolo senza l’ausilio di mezzi meccanici o di scale.

Sulla solidità della struttura, invece, convincono un paio di filmati dell’università di Trento. Le simulazioni riescono a ricreare terremoti non solo su piccole case ma anche su palazzi di sette piani realizzati in legno.

Sul limitato impatto in termini di rifiuti, poi il legno la fa da padrone, riciclabile, rigenerabile e in ultima analisi perfino combustibile.
Che sia la volta buona su qualche riflessione in merito all’uso e all’abuso di cemento?

Un hotel che non batte chiodo

Non é solo un modo di dire. Le tavole in abete che avvolgono ogni stanza sono giuntate tra loro solo da tasselli in rovere, gli impianti elettrici sono schermati, l’architettura é immersa nel bosco e il cuoco cucina a chilometro zero. C’é anche una vasca di acqua salata nel centro benessere con le stanze tonde per simulare l’ingresso all’interno del tronco degli alberi. Per chi volesse il famoso Aquadome é appena oltre il torrente. Il Natur Hotel Waldklausee è a Lagenfeld, in Ötztal, Tirolo austriaco.
I piani alti dell’albergo sono ricchi di angoli e anfratti per isolarsi nella quiete del bosco ammirato dall’insolita angolazione delle cime degli alberi. Un percorso sensoriale sfiora le cortecce su una passerella sospesa.
Naturalmente non mancano i motivi per guardarsi attorno. Chilometri di sentieri percorrono i crinali della vallata, tra le più profonde delle Alpi austriache.  La strada dei ghiacciai che sale fino a 2600 metri è un paradiso per ciclisti che possono risalire quello che in inverno è un comprensorio sciistico di tutto rispetto, teatro anche dello spettacolo biennale Hannibal. Tutto il torrente è costeggiato da una pista ciclabile e alla foce nell’Inn c’è la famosa area 47, tempio per gli sport con 66000 metri quadri dedicati alle attività outdoor.
In località Umhausen è stato anche ricreato il villaggio di Otzi, la mummia delle nevi ritrovata al passo tra l’Otztal e la Val Senales e oggi conservata al museo archeologico di Bolzano.