Sulla neve, porta gli sci, non lo stress, pensando anche a Brad Pitt

Sciare avvicinando le piste con i mezzi pubblici si puó.
In un’Italia che non fa scuola per la rete dei trasporti alternativi all’auto, l’isola felice si chiama Alto Adige – SüdTirol. La linea ferroviaria della Val Pusteria sfiora i comprensori sciistici (a Plan Corones la distanza tra binari e ski-lift é di poche decine di metri, http://www.plandecorones.com/it/live/news/treno-dello-sci/) e si raccorda con gli ski-bus. Una rete di mezzi pubblici collega in modo efficiente paesini e stazioni con una card che dalle 6 euro in su permette permette per 1/3/7 giorni ogni interscambio treno-bus dal capoluogo Bolzano fino alla frazioncina sperduta nelle valli (http://www.mobilcard.info/it/mobilcard.asp). A Bressanone le coincidenze da Milano e Roma via Verona sono frequenti. Peccato che le distanze non permettano lo spostamento in giornata. L’idea peró di muoversi senza macchina sembra calzare su un weekend senza stress o qualche giorno di isolamento ovattato, magari nel paradiso innevato della Val Fiscalina (http://www.altoadige-suedtirol.it/infoturismo/bambini/val_fiscalina.php).
L’albergo Dolomitenhof non ha nessuna certificazione eco ma elementi che ci piacciono molto come la cucina a chilometro zero, l’uso dell’acqua delle sue sorgenti (meno bottiglie in giro), il riscaldamento a biomassa con gli scarti del bosco, un attento riciclaggio dei rifiuti, la posizione sulle piste e i titolari che incentivano l’uso dello ski-bus (http://www.dolomitenhof.com/it/dolomitenhof/benvenuti.html). Nel fienile appena oltre il torrente ha soggiornato per qualche mese Heinrich Harrer, alpinista e spirito indomito delle grandi montagne, autore di “Sette anni in tibet”, la cui storia è stata portata sugli schermi da Brad Pitt nel film di Jean Jaques Annoud (http://trovacinema.repubblica.it/film/sette-anni-in-tibet/118472).

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