Trenitalia ricicla bene, ma serve acqua lucana a Milano

Amo il treno e lo uso appena posso per i miei spostamenti, pendolari e non. Inquino meno, a bordo vivo una vita normale, mi sposto da centro città a centro città senza colpo ferire e spesso con la mia bici al seguito.

Poi leggo sul sito delle ferrovie italiane che una delle società del gruppo si aggiudica un riconoscimento importante in campo di riciclo. La cosa mi fa piacere, lo confesso, però mi sorge qualche dubbio appena caccio il naso nei cesti del riciclo sui binari e vedo un disastro, dovuto beninteso non alle ferrovie ma alla diseducazione dei passeggeri che non prestano attenzione al cosa va buttato dove, nonostante le scritte in evidenza e i colori.

Una ecotirata d’orecchie, però, il gruppo capitanato da Moretti la merita. Vista la frequenza degli spostamenti, sono spesso ospite dei FrecciaClub e gradisco l’omaggio della bottiglietta d’acqua e dello snack. Passi la merendina pugliese (davvero buona, lo ammetto), ma l’acqua che trovo nel banco frigo di Milano è davvero necessario farla arrivare dalla Basilicata?

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