L’essere dai superpoteri esiste

Vede a colori con 16 fotoricettori (i cani ne hanno 2 e l’essere umano ne ha 3), ogni suo singolo occhio è scomposto in tre parti per avere la visione 3D, può perforare i vetri di acquari sottili, quando nuota è più veloce di un proiettile, riesce a cavitare per trarre in inganno i suoi nemici, ha doti mimetiche sorprendenti e un veleno letale. Un supereroe? No, non esce dalla fantasia di un fumettista ma è un gamberetto.

La realtà su di lui e sulla sua specie la trovate in rete, la riflessione che mi viene è che la prossima volta che me lo troverò nel piatto, sarà un po’ come se starò per mangiare addentare un misto tra Superman e il mago Merlino.

La pianta antizanzare

Esiste una pianta che grazie a una secrezione naturale, il catalpolo, è in grado di respingere le zanzare. Non l’ho mai provata ma mi dicono la Catambra, se si tratta di quella originale proveniente da vivai certificati, risulta essere davvero efficace per respingere i fastidiosi insetti.

L’efficacia aumenta se si combina con metodi già collaudati per respingere le zanzare in modo naturale come costruire una trappola, farsi proteggere da un pipistrello, o cospargere il corpo di estratto di citronella o rosmarino.
Per il post puntura si può strofinare l’area colpita con la parte interna di una buccia di banana, applicare aloe vera, usare una punta di dentrificio alla menta, appoggiare una fettina di Limone.

La foto del momento in cui morirai

Piaccia o non piaccia, l’unico evento certo naturale della vita a cui nessuno può sfuggire è  la morte. Con le dovute scaramanzie auguro a tutti che giunga il più tardi possibile, intanto però hanno scoperto che in quel preciso istante le nostre cellule comunicheranno tra loro per l’ultima volta con un lampo azzurro. Nelle reazioni studiate su miscroscopici vermi, la morte tra le cellule si è propagata come una specie di passaggio di informazione fluorescente partito dall’intestino. La spiegazione scientifica del processo è quella di un meccanismo di autodistruzione che provoca a cascata la necrosi di tutte le cellule.

“Cercare di comprendere l’invecchiamento e la morte su alcuni vermi può aiutarci a comprendere i processi di invecchiamento cellulare dell’uomo- sostiene David Gems del University Collage di Londra – e può aiutarci a capire meglio certi meccanismi legati ai tumori”. La cosa non mi lascia indifferente, studiare la morte per capire e aiutare la vita è un tema che affascina.
Mi rimangono altre implicazioni. Ammetto di temere la morte, ma solo quella di coloro che mi sono cari, non la mia.

Quando ci sarà lei, in quell’istante non ci sarò più io. Semmai spero che il mio lampo azzurro sia il più veloce e indolore possibile e, nel caso, che il suo brillare dia il meno disturbo possibile a chi mi sta attorno.
Quest’articolo è pubblicato anche sull’Huffington Post.

Elisir di giovinezza in nove cibi facili

Nessun miracolo, solo un po’ di costanza per restare giovani fuori.

I consigli degli esperti vertono su:
>mangiare in piccoli pasti, semmai più frequenti
>privilegiare carboidrati da frutta e verdura e nelle prime ore della giornata
>concentrare proteine magre nella fascia serale della giornata
>non far mancare mai nel corso della giorno: acqua (a piccoli sorsi e almeno 2 litri al giorno), the verde o the matcha (il re degli antiossidanti), almeno un bicchiere di vino (2 sono ottimi per frenare l’invecchiamento cellulare), mirtilli (un miracolo per il cervello), agrumi (vitamina C e ottimi per il cuore), carote (come loro, nessuno per la pelle), spinaci (prevengono le malattie ossee), pomodori (con la buccia che contiene licopene), un quadratino di cioccolato fondente (è un neuroprotettivo), frutta secca (ottima per malumore, irritabilità e disturbi del sonno).

Per restare giovani dentro? Leggere libri, camminare scalzi sui prati respirando l’alba e il tramonto, trovare la persona giusta con cui dividere una bella vita. Fosse facile… però possiamo almeno provarci.

Cortona on the move

Non bastassero le celle, la scalinata in piazza o il panorama dalla fortezza di Grifalco, Cortona ospita in questi giorni anche On The Move.

La rassegna fotografica dedicata al viaggio é ospitata in cinque sedi, tra cui il suggestivo vecchio ospedale. In concomitanza, esterna alla catena, consiglio la mostra sugli scatti afghani nel convento dei cappuccini.

Se nevica il rosso

Sulle Dolomiti, dalle parti di Cortina, è caduta una spolverata di neve rossa.

Nessun fenomeno di carattere eccezionale o inquinante, solo un’alga che trasmette la sua colorazione al manto nevoso provocando nei turisti e negli escursionisti una sensazione di curiosità. Cosa ci fa un’alga lì? E’ un organismo monocellulare che prolifera in condizioni estreme ad alta quota o ai poli. Esattamente dove non crederemmo possibile crescere nulla. Mai sottovalutare il potenziale di sviluppo della vita, perfino in assenza della specie umana.

Il fenomeno è segnalato fin dal 1800, ad essere rara è la data in cui si è manifestato. Nulla di inusuale se però pensiamo che il 26 maggio sulle Alpi stava ancora nevicando abbondantemente.

Se al posto della luna ci fosse Giove?

Come potremmo immaginare il cielo dei nostri paesaggi preferiti se al posto della Luna ci fossero gli altri pianeti del sistema solare? La risposta è in un breve video che è un originale sforzo di immaginazione. Se succedesse davvero, la realtà sarebbe diversa da quella delle immagini, con la gravità di Giove a cambiarci la vita o gli anelli di Saturno che probabilmente includerebbero la Terra.

Proprio da Saturno, a 1.5 miliardi di chilometri da dove stiamo leggendo, è arrivata ieri una foto scattata dalla sonda Cassini. Niente di particolare se non fosse che gli oggetti ritratti al centro dell’immagine sono la nostra Terra e la sua Luna. Questa è una visione che fa riflettere: in un universo nero e vuoto, si accentua l’idea di una navicella che ci ospita e protegge come una scialuppa sicura e accogliente in un mare desolato. Mostrerei la foto a chi inquina e non si assume responsabilità sulla salvaguardia di questa scialuppa.

Domenica dove: la montagna va a Pila

Per chi cerca una stazione montana attenta ai temi dell’ambiente suggerisco Pila, in Valle d’Aosta.

Della corona di boschi che circonda il Monte Emilius, appena sopra Aosta, si possono raccontare cose interessanti: si cammina in una cornice panoramica che spazia dal Gran Paradiso al Monte Rosa passando per il Bianco e il Cervino, si pedala alla grande in un bike park con diversi gradi di difficoltà, ci si destreggia con un parco avventura che mette alla prova il senso dell’equilibrio, si mangia e si beve bene grazie a una costellazione di locali tradizionali sui sentieri.

La cartina è scaricabile sui palmari. Buono anche il livello del servizio alberghiero, ho molto apprezzato il trattamento dell’Hotel La Chance, con un ottimo rapporto qualità prezzo e un piccolo centro benessere affacciato sul prato e il Monte Bianco.

Ma veniamo alla parte eco. La località merita di essere presa in considerazione per almeno tre motivi. Il primo e più importante è la mobilità sostenibile: scendendo dal treno nella stazione aostana la telecabina porta direttamente in quota facendone il punto di interscambio diretto rotaia-fune più vicino a Milano e Torino. Proprio la vicinanza dalle grandi direttrici premette di contenere i tempi di spostamento e i relativi costi, ambientali e di portafoglio. Infine, la stazione è attenta ad argomenti come la piantumazione dell’erba sulle piste da sci, la raccolta dell’acqua in quota per non pomparla dal fondovalle, la raccolta differenziata dei rifiuti.
Insomma, che si voglia salire a Pila per fare sport, dormire in rifugio o solo abbandonarsi alla lettura di un libro su uno dei laghi d’alta quota che punteggiano la conca, qui non manca energia, come del resto il nome della località lascia ben sperare da subito.

Abbandonare è un reato, oltre che da idioti

Si avvicinano le ferie e la scellerata abitudine di abbandonare gli animali prima della partenza.

Dalle tartarughine ai cani, si stimano in almeno 350.000 le vittime di questo massacro della morale e di esseri viventi.  Più della popolazione di città come Bari, Catania, Venezia. Nessuno di quelli che leggono questo blog credo sarebbe mai capace di un gesto tanto crudele, ma magari, proprio chi legge sospetta qualcuno capace di farlo. Girategli questo filmato e fateci due chiacchiere. Fosse anche per un criceto…

Non solo: vedete una macchina abbandonare un animale? E’ penalmente perseguibile: denunciate la targa e fategli una bella foto. Se non ve la sentiste di sporgere denuncia, scrivete a me le circostanze e il luogo, posso farmene carico volentieri.

Hai un cane? Portalo in spiaggia

Mi è capitato di assistere a un caso di discussione tra un gestore di stablimento balneare e una signora infastidita dai cani presenti in spiaggia.

Al di là del fastidio nell’ascoltare le obiezioni della milanesona grondante di pregiudizi, ho dato un’occhiata in rete, scoprendo che almeno la metà dei divieti per i quadrupedi sono invalidi. E’ dunque utile documentarsi per non farsi cogliere impreparati. In linea di massima, in rete si trovano comunque elenchi di spiagge con cani ammessi, basta cercare e informarsi prima di partire.

Vi confesso, che al provocatore che è in me non dispiacerebbe presentarsi lì anche con altri animali un po’ originali, tanto per arricchire un po’ la fauna da spiaggia e scoprire cosa succede.