La scelta sostenibile

A volte la scelta che si pone é davvero tra volgaritá e sobrietá. Questa foto é un po’ come una scheda elettorale, dovrebbe essere abbastanza chiaro dove il buon senso ci suggerisce di mettere una croce. La domanda é la solita: quale é la scelta che possiamo davvero sostenere?

Da Maranello a Ortisei, la Scuderia Ferrari in Val Gardena

Perfino chi non è tanto eco, prima o poi ha bisogno di ossigeno, e in  Val Gardena, tra le più caratteristiche località delle Alpi, la materia prima non manca. Complici lo scenario dell’Alpe di Siusi e le Odle che la delimitano a sud e a nord e il gruppo Sella che la chiude a monte, questo solco delle Dolomiti è uno degli scenari che non andrebbe mancato per chi vuole sciare in un ambiente capace di rinfrescare il corpo e l’anima.

Sembra ne siano consapevoli perfino alla Scuderia Ferrari. Fernando Alonso, Felipe Massa e il team di F1 si sono ritirati sulle nevi dell’ Alto Adige – Südtirol per il ritiro invernale in attesa del prossimo Campionato del Mondo di F1. I piloti, accompagnati dai Responsabili Tecnici dei vari reparti, tra i quali Stefano Domenicali e Massimo Rivola, hanno passato un fine settimana in Val Gardena per consolidare il legame della nuova squadra e prepararsi alla nuova stagione agonistica.

Le attività si sono svolte nel magnifico contesto dei massicci rocciosi delle Odle, del Sella e del Sassolungo, nel cuore delle Dolomiti altoatesine, nascosti agli occhi indiscreti, con la pace necessaria per rilassarsi e per concentrarsi al meglio nel loro annuale “team building”.
Un po’ di relax e divertimento dopo i faticosi test della nuova F138 a Jerez de la Frontera (Spagna) effettuati nelle scorse settimane.
Gli “Uomini di Maranello” sono stati impegnati in una lunga sciata sulle bellissime piste di Ortisei, Santa Cristina e Selva Gardena, con un “pit stop” presso la Baita Fienile Monte al Passo Sella e una deliziosa cena presso lo Chalet Gèrard. Inoltre, hanno affrontato attività di gruppo, esercizi fisici. Non è mancata la classica gara di fine ritiro, con conclusiva cena a base di pesce al Rifugio Comici. Bene la gara, benissimo il rifugio, sono un po’ perplesso dall’idea che in un rifugio si mangi pesce fresco alla faccia del chilometro zero, sopratutto in un territorio come quello altoatesino dove il cibo locale raggiunge vette di sapore ineguagliate altrove.
Nel pomeriggio di sabato 16 febbraio c’è stato il tempo anche per una partita di broomball, sulla pista di ghiaccio del centro Iman a S. Cristina.
La Scuderia Ferrari, fondata da Enzo Ferrari nel 1929, vanta buoni sciatori e grandi appassionati di montagna che da anni scelgono per il proprio divertimento il carosello del Dolomiti Superski, il più grande comprensorio al mondo con ben 1.220 km di piste, il 95% delle quali coperto da impianti di innevamento artificiale.

Vacanze eco, viaggiare con chi rispetta la natura

A Milano, si è chiusa ieri 17 febbraio la BIT. Tra i pochi spunti di vero interesse in una fiera sempre più incalzata dalla galassia di informazioni del web, c’è stata l’assegnazione dei Green Awards per le eccellenze del turismo sostenibile e responsabile.
Nella tendenza di vacanze sempre più consapevoli, all’insegna del benessere e a impatto zero, i giornalisti del Gist (Gruppo Italiano Stampa Turistica, gruppo di specializzazione della Federazione Italiana della Stampa, di cui fa parte chi scrive) hanno eletto le 5 eccellenze italiane nel campo del turismo green: tesori del turismo eco, luoghi da scoprire a ritmo lento, in completa sintonia con la natura.
Ben 200 specialisti hanno votato le strutture che ritengono essere le migliori realtà italiane della ricettività turistica con l’anima verde. Hanno fatto riferimento i parametri espressi dalla costituenda Carta
europea del turismo sostenibile e responsabile. Sono finiti in cima al podio di questo gran premio del turismo verde 5 realtà di 5 modi diversi di fare vacanza:
Agriturismo: Oasi di biodiversità Galbusera Bianca, Rovagnate (Lecco)
La Galbusera Bianca è un borgo agricolo sostenibile a Rovagnate, in provincia di Lecco. Gaetano Besana, ex fotografo di moda, ha realizzato un paradiso di biodiversità nel cuore della Brianza. Un borgo sostenibile in bioarchitettura nel centro del Parco Regionale di Montevecchia, a 40 km da Milano, affiliato alle Oasi di Wwf Italia, con locanda e trattoria bio dove è possibile praticare anche un’esperienza di lavoro contadino solidale secondo i principi del progetto Wwoof (World Wide Opportunities on Organic Farms). Da un mondo effimero, come quello della moda, è passato a un mondo più slow, come quello dell’agricoltura sostenibile. Il merito va a un privato che ha saputo valorizzare il rapporto con la natura e ha reso fruibile a tutti la sua terra preservandola anche dal cemento.
Bed & Breakfast: Residenza d’epoca Borgoriccio, Torchiara (Salerno)
Al Borgoriccio lo charme e lo stile country (chic) si sposano. Nel cuore del Cilento l’ospitalità è in stile anglosassone in una residenza d’epoca: due case, tre torri recuperate secondo gli antichi sistemi costruttivi del luogo fatto di mattoni, intonaco cilentano fatto di sabbia, cemento e ossido di ferro, selciati e scale in pietra. Nel borgo nacque una costola dei moti rivoluzionari del 1848 sotto la guida di Giambattista Riccio. Centocinquant’anni dopo, Angela Riccio si riscopre padrona di casa coccolando i suoi ospiti e offrendo loro insoliti itinerari di visita alla scoperta del Cilento, una delle aree più incontaminate della Campania.
Alberghi: Tirler Dolomites Living Hotel, Alpe di Siusi (Bolzano)
Al Tirler accoglienza e benessere ecosostenibile profumano di alta quota. Siamo in Alto Adige, a Saltria, sull’Alpe di Siusi, in un comprensorio che ha sposato la mobilità dolce. La struttura è realizzata secondo i principi di bioarchitettura, con materiali a km zero. Si è aggiudicato numerosi premi, tra cui l’Unesco Biosphere and Sleeping Gold. Nelle camere dell’hotel, gli oli eterici del legno sudtirolese tranquillizzano e
abbassano la frequenza cardiaca, contribuendo al benessere degli ospiti. Tra i plus, il menù per celiaci e un sentiero di bare footing, percamminare a piedi scalzi nel bosco circostante.
Villaggi: Union Lido Park & Resort, Cavallino-Tre Porti (Venezia)
L’Union Lido è un villaggio particolare nella laguna veneta. Ecosostenibilità, energie rinnovabili, riscaldamento solare, impatto ambientale minimo, attenzione ai disabili, sono le punte di diamante di
questo eco resort a Cavallino, a pochi chilometri da Venezia, immerso in 60 ettari di verde con un’area naturalistica dove si ripopolano specie animali autoctone. Il mare classificato “bandiera Blu” lambisce la
spiaggia dell’Union Lido, che regala a tutta la famiglia una vacanza consapevole, a contatto con la natura e a impatto zero grazie alle soluzioni sostenibili adottate nel tempo dai proprietari. Viene premiato
perchè è l’emblema del campeggio glamour ed eco-chic che offre servizi di un hotel di lusso a prezzi accessibili.
Tour Operator: Walden viaggi a piedi
La cooperativa, con sede a Firenze, è composta da un team di persone che da molti anni operano con passione e inventiva nel turismo sostenibile, organizzando viaggi a piedi in Italia e nel Mediterraneo, alla scoperta di luoghi incontaminati. La proposta di Walden è quella di un camminare lento, in piccoli gruppi, alla scoperta dei territori, della natura e della storia, dei popoli e delle loro tradizioni.

Hotel che galleggiano e rispettano il mare

A volte gli hotel galleggiano e, in certi casi, sono anche amici dell’ambiente.
Un hotel che si sposta sul mare o sul fiume mantenendo standard di sostenibilità è un po’ il sogno di chi ama le vacanze da marinaio, dove l’orizzonte è diverso ogni giorno senza mai cambiare stanza. Ma una crociera è davvero tanto sostenibile quanto gli alberghi tradizionali? Diamo un’occhiata a qualche idea.
Partendo dal Mare Nostrum una ecocrociera è tale solo se il carburante principale è il vento. Spinti solo da una vela, è ovvio che la velocità ridotta influenza la distanza percorsa. Bisogna dunque subito calibrarsi tra un periodo di un weekend (rimanendo dunque in prossimità della costa), una settimana (un arcipelago) e un periodo maggiore (grazie al quale magari porsi l’obiettivo di una grande circumnavigazione come potrebbero essere quelle di Corsica e Sardegna). Rimanendo nelle acque interne il battello Vita Pugna si muove tra Lombardia e Veneto offrendo una prospettiva davvero inusuale. In certi tratti c’è addirittura l’opzione bici per attraversare il paesaggio lasciando il fiume al mattino e ritrovare alla sera la cuccetta sulla riva.

Per infilarsi nelle baie dei Caraibi al fruscio degli alisei non c’è niente di meglio di un catamarano. Il natante di Ecocrociere si presta alla scoperta di tratti di costa raggiungibili solo grazie alla versatilità degli scafi che hanno un pescaggio ridottissimo e permettono così di avvicinare spiaggette da sogno. Rispetto ad una barca a vela tradizionale il catamarano offre spazi a bordo molto più ampi.

Dove lo spazio non manca affatto e si cercano i servizi di un (buon) albergo tradizionale, si incappa nelle crociere delle grandi navi. Tra le più grandi troviamo le navi da crociera di due grandi armatori italiani: MSC e Costa. Non cito a caso i nomi. Hanno natanti grandi, anzi grandissimi, lunghi come 3 campi di calcio e alti come un palazzo di 20 piani. Sono a loro modo anche oggetti eleganti, anche se in certi contesti sono decisamente invasive. Penso a quando sei in giro per Venezia e dalle calli vedi in fondo, nel canale, passare un rimorchiatore con attaccata un cima che cresce cresce cresce fino ad aggrapparsi a una prua che è la punta anteriore di un palazzo galleggiante che sovrasta quasi tutta la Serenissima. Eppure rispetto ai concorrenti hanno un vantaggio apprezzabile per chi ama davvero il mare: sono più pulite. Quelle di MSC, ad esempio, sono molto controllate e soggette a un severo codice di responsabilità e sostenibilità che la compagnia a gestione familiare si è imposta.
In particolare, sul concetto di sostenibilità, il lavoro della compagnia sarebbe a mio parere anche da prendere ad esempio per certi alberghi. In sostanza MSC si impegna a rispettare i mari in cui naviga e fa viaggiare i passeggeri riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente. Sono tutte dichiarazioni dell’armatore, dettagli che mi piacerebbe verificare, anche se la garanzia di certificazione ECC (European Cruise Company) dovrebbe essere una forma di garanzia.

Viaggiare in verde, l’anima del turismo eco e sostenibile

Oggi apre quel che rimane della BIT (Borsa Italiana del Turismo). Un tempo era il punto di riferimento per chi voleva pianificare un viaggio. Oggi il potere divulgativo del web l’ha ridimensionata a una (piccola) vetrina con (qualche) idea. Grandi assenti sono Spagna, Francia, Germania, mentre in ambito italiano hanno investito altrove l’Alto Adige – Südtirol e la  Valle d’Aosta, tutte queste realtà hanno puntato su piattaforme turistiche che portano il viaggio direttamente sul device di ognuno, senza andare in nessuna fiera. 

Tra le mete che tutti oggi si premurano di proporre, e la BIT non fa eccezione, si “sparla” di ecosostenibilità e turismo verde, a volte anche cercando di spacciare per verdi degli ecomostri o villaggi in plastica che poi lavano le lenzuola con tensioattivi da brivido e scaricano in mare tutto, liquami compresi, senza nessun impianto depurante.
Mettiamo allora qualche paletto per capire se vogliamo davvero viaggiare eco o se chi ci sta vendendo un ecopacchetto turistico non ci stia invece tirando un pacco e basta. Si può definire ecosostenibile una forma di viaggio in cui prevalgono rispetto e favore verso la scoperta dell’ambiente, sia da parte di chi ospita, sia da parte del visitatore. Si definisce anche turismo consapevole ed è particolarmente apprezzato da chi privilegia la dimensioni di scoperta vicine al paesaggio e all’attività fisica, dove per questo non significa sudate infinite o fatica insopportabile ma solo magari camminate tranquille e abbandono alla sensorialità del viaggio (il profumo del bosco, il gusto del cibo, la mano che tocca la pietra di un muro antico, il suono del vento tra gli alberi).  Le statistiche dicono che chi sceglie di muoversi con un occhio all’impatto ambientale possiede un livello scolare medio – alto ma non necessariamente un budget più elevato degli altri per le vacanze. Il denominatore comune tra i viaggiatori verdi è l’accettazione di un ritmo più lento rispetto alla norma, viaggiare è già scoprire solo per il fatto di muoversi. Il treno è allora meglio dell’aereo, la bici dell’auto e così via. Il turismo sostenibile, inoltre, costituisce una grande opportunità di sviluppo economico per aree in cui i piccoli numeri non giustificano grandi investimenti, privilegiando spesso piccoli e medi comuni che rischierebbero di spopolarsi. Non dimentichiamo che nei paesini il turista tende poi ad essere considerato come un ospite e non come un cliente.
Qualche idea per sfogare l’anima verde delle vacanze?
Per essere davvero ecosostenibili bisognerebbe avvicinarsi alle destinazioni con mezzi adeguati, a basso impatto ambientale come bici o mezzi pubblici. Spesso i depliant omettono questo particolare facendo poi viaggiare gente in modo inequivocabilmente poco green. In Italia diventa davvero impegnativo muoversi per una orografia non facile: da questo punto di vista vorremmo essere tutti svizzeri o dell’Alto Adige, le uniche aree di una certa estensione dove una rete integrata di trasporti è stata messa a sistema.
Dando per scontato che si fa sempre del proprio meglio e pragmaticamente ammesso che in 4 giorni di vacanza non se ne possono trascorrere 2 in viaggio perché il sistema pubblico dei trasporti spesso fa acqua, ecco qualche idea per soggiorni a basso impatto ambientale.
Nel Belpaese si può far riferimento qui, il sito è completo come offerta e ha un sistema di booking proprio. Tra le regioni, il Piemonte è ben organizzato con una propria certificazione di borghi sostenibili.
Nell’arco alpino un criterio di scelta può essere quello delle Perle Alpine, sono località consorziate tra loro per promuovere il turismo privilegiando criteri di sostenibilità. Una rete di trasporti locali organizzati direttamente dalle amministrazioni curano il collegamento con le vicine stazioni ferroviarie e forniscono mezzi per muoversi poi in loco mettendo a disposizione bici (con pedalata assistita) e taxi elettrici.
Chi cerca il viaggio dall’altra parte del mondo, invece, può dare un’occhiata alla selezione delle 50 destinazioni di National Geographic, in quanto ad autorevolezza non hanno eguali, anche se sono influenzati da una logica di viaggio americana che non si preoccupa di arrivare sul posto con un elicottero privato anziché preferire una piroga o un sudatissimo autobus.

Memoria di voto, un’isola d’Elba per i candidati premier

Nel nostro paese ci giochiamo ogni anno 500 chilometri quadrati di suolo. Come dire che in dodici mesi  copriamo di cemento o compromettiamo due isole d’Elba (dati diffusi da Legambiente). Troppo.

Il prossimo voto potrebbe cambiare qualcosa?
Proviamo a fare un’analisi delle dichiarazioni dei candidati in tema di ambiente, in particolare proviamo a ricavare risposte dai programmi dichiarati in conferenza stampa e ai giornali (Fonti: La Repubblica, Corriere della Sera,  ll Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano) e confrontarlo con quanto avvenuto nelle realtà dove i candidati (o i loro movimenti) hanno governato.
In particolare la domanda che ho in testa è:
“Egregio candidato, se fosse eletto premier, che iniziative intraprenderebbe per preservare e valorizzare il valore del nostro patrimonio paesaggistico e storico-culturale?”.
Prendetelo davvero come un esercizio di un piccolo blogger per capirci qualcosa, ma le risposte sono più o meno queste:
Monti
Monti non inserisce l’ambiente nelle priorità pur sostenendo l’importanza della Green Economy dal punto di vista del risparmio energetico e dell’efficienza, con il contenimento delle emissioni, l’impiego dei materiali riciclabili e tecnologie intelligenti. Da apprezzare la candidatura di Ilaria Borletti Buitoni, già stimata presidente del F.A.I. (Fondo Ambiente Italiano). Sono competenti e precise  le sue dichiarazioni: servono nuove regole per la tutela del paesaggio e del territorio, più risorse per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali e naturalistici, incentivi per le attività culturali. Per tutelare il paesaggio e il territorio servono in particolare l’inasprimento delle misure contro l’abusivismo, l’uniformazione dei tempi dati all’Amministrazione per esaminare i progetti degli interventi proposti e mantenerne l’efficacia vincolante delle pronunce, la formulazione di una strategia nazionale da condividere con le associazioni ambientaliste contro il dissesto idrogeologico, la ripresa del decreto voluto dal Ministro Mario Catania e già condiviso con la Conferenza delle Regioni in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo agricolo, decaduto con la fine del Governo Monti.
Per conservare e valorizzare i beni culturali e naturalistici la Borletti Buitoni chiede ”finanziamenti immediati”. Come? Facendo tornare al Ministreo dei Beni Culturali gli introiti dei musei e siti archeologici; valorizzando il terzo settore; elevando i limiti di deducibilita’ per le donazioni; riducendo l’IVA per le attivita’ istituzionali del Ministero, di Fondazioni, Enti, Associazioni e privati che operano per il patrimonio culturale e per il settore dello spettacolo.
Belle parole e stima per la Borletti Buitoni, a cui però ricordiamo che il ministro montiano Passera ha favorito nel suo governo le opere volte alle trivellazioni e alle centrali a carbone. Probabilmente ci sarà parecchio da combattere all’interno di un eventuale monti Bis.
Ingroia
Si dichiara contro le grandi opere, tra cui l’alta velocità, e dalla parte della green economy, per una lotta senza quartiere contro le ecomafie, per l’introduzione dei reati contro l’ambiente. Dichiara di voler fare una rivoluzione pacifica, a favore di un ingente piano pluriennale di investimento sulla manutenzione e tutela del patrimonio. Insiste per l’intervento su beni culturali e ambientali, ponendole tra le priorità, prevedendo incentivi e facilitazioni fiscali  per i privati che vogliono intervenire sui beni culturali.
Ingroia non ha mai governato.
Bersani
Quando parla di Economia Verde (in un suo comunicato è scritto in maiuscolo) si riferisce a investimenti a ritorno lievemente differito. Continuando nell’analisi delle sue dichiarazioni, sebbene ritiene che il ritorno economico sia certo è sempre necessario un piede di partenza in grado di far muovere il meccanismo con un altro giro. Nel contesto europeo, attualmente il concetto di investimento coincide con quello di debito e non viene riconosciuto differentemente nel calcolo dei conti pubblici. Ma se andiamo avanti pensando alla crisi in questo modo non se ne viene fuori. Avvitamento, recessione e instabilità portano solo alla rottura di ogni meccanismo di ripresa.
I due gemelli che litigano, l’economia e l’ambiente sono destinati a fare la pace a livello planetario. La prospettiva strategica mondiale non può prescindere dal trasformare la storica rottura in una dialettica di sintesi. Ovviamente questo dialogo non è semplice. Un partito di governo deve impegnarsi sugli equilibri per evitare gli eventuali contraccolpi e arretramenti. Esistono contraddizioni serie a cui non si possono ancora contrapporre tutte le risposte. Le rinnovabili, l’acqua, il ciclo dei rifiuti sono esempi che meritano risposte equilibrate per evitare lo scontro economico e ambientale. Serve governare bene queste cose e sollecitare anche risposte industriali. Si può dire la stessa cosa per l’agricoltura, la qualità italiana del made in Italy e della trasformazione delle materie. Bersani parla di  inasprire le pene per i reati ambientali e parla di messa in sicurezza del territorio, ma senza entrare nel merito delle varie questioni.
L’anima di  Vendola, con SEL, insiste per inaugurare una “economia ecologica” che salvaguardi i beni comuni, tra cui acqua e aria, e riduca gli sprechi. Inoltre vuol introdurre un nuovo PIL che tenga conto anche della valorizzazione dell’ambiente. Tra i punti c’è lo stop alla cementificazione, il recupero idrogeologico, le bonifiche, gli incentivi per il riciclo, la riduzione delle emissioni e gli investimenti nelle rinnovabili.
Dove il PD governa, effettivamente c’è una certa attenzione ai temi, anche se, la Puglia con Taranto ne è un esempio, temi come l’occupazione richiedono poi dei compromessi.
Berlusconi
Il condono promesso non è promettente, e mi scuso per il gioco di parole, ma andiamo nel dettaglio. La parola nucleare è scomparsa da tutti i programmi, si parla di rinnovabili, di sostenere la green economy, di riassetto idrogeologico del Paese, di raccolta differenziata, politiche di riduzione dei rifiuti e valorizzazione dei parchi e aree protette. Una bella svolta rispetto al passato. Nelle regioni dove il centro destra impera (Piemonte, Lombardia e Veneto su tutte) si alternano senza soluzioni di continuità tentativi di diffondere le villettopoli o le aree commerciali a esempi di buona amministrazione ambientale.
Ai suoi alleati della Lega va dato atto di una certa attenzione alla salvaguardia del territorio, con il neo della spinta sulle scelte di sviluppo aeroportuale.
Grillo
Il MoVimento 5 Stelle mette l’energia rinnovabile come secondo punto del programma. Questa è già una dichiarazione di intenti. Tra gli obiettivi c’è un uso più intelligente delle risorse anche fossili, politiche di risparmio energetico, impianti di co-generazione, riduzione delle emissioni, incentivi ai biocombustibili ed altre politiche per l’auto-produzione energetica. Dal punto di vista dei trasporti invece l’obiettivo è favorire le biciclette ed i mezzi pubblici, ma anche il car sharing e car pooling.
Il MoVimento, nonostante il successo dell’ultima tornata elettorale, non governa da abbastanza tempo per poter esprimere una valutazione sull’opera svolta dai suoi amministratori.
Giannino
Pone due domande molto chiare partendo da una premessa: non esistono pasti gratis. A parità di altri elementi, se si vuole ridurre l’impatto ambientale della produzione e del consumo energetico bisogna essere disposti a pagarne il costo. Di conseguenza, le domanda da porsi sono:
1) quali sono gli strumenti che consentono di raggiungere determinati obiettivi ambientali al minimo costo?
2) data l’adozione di questi strumenti, con quali strumenti i settori energetici possono essere organizzati per garantire che i prezzi di mercato non incorporeranno delle rendite?
Giannino ritiene che le politiche energetico-ambientali vadano armonizzate evitando il proliferare di strumenti. In particolare, la sostituzione di un meccanismo di incentivazione discrezionale e confusa con la via più ragionevole per favorire gli investimenti, di volta in volta, nelle tecnologie che appaiono più convenienti localmente. E’ essenziale che la scelta tecnologica sia decentralizzata e lasciata al mercato, non centralizzata e nelle mani dei politici.
Come Ingroia, Giannino e i suoi sono new entry.
Buon voto, cappuccetti verdi, e attenzione ai lupi col SUV travestiti da nonnine tutte bici e fiori.

Risveglio da orsi – Bears Awakening

Cosa succede al termine delle grandi nevicate? Lo racconta, assieme ad altri eventi ciclici per la natura del nostro pianeta, la collana della BBC commentata da David Attenborough. Le immagini clamorose di Planet Earth compiono 5 anni ma rimangono di una bellezza che difficilmente non tocca il cuore.
Purtroppo, o per fortuna, ogni scena ci ricorda anche che serve non abbassare la guardia. Il nostro dovere ci impone di collegare ogni immagine al rischio di non poterne più godere in futuro. In tema di orsi, come quelli polari del filmato, il ritiro dei ghiacci dovuto al surriscaldamento del pianeta rappresenta una minaccia.
Paradossalmente, lo stesso ritiro dei ghiacci, dovuto però questa volta alla combinazione naturale tra maree e correnti, ha liberato l’incauto branco di balene rimaste bloccate in Canada. Come dire: il sistema di Gaia si autoregola nonostante i tentativi dell’uomo di compromettere gli equilibri.

La domanda che spesso mi faccio è fino a quando l’autoequilibrio ci permetterà di continuare poi a fare i nostri comodi? Provate a leggere qui.

Ce l’ho, manca, 2000 cucce a colpi di figurine

Lo ammetto le credevo quasi estinte, relegate a terrificanti mostri giapponesi, accantonate nelle scatole delle edicole a fare polvere, ma non è così. Le figurine con gli album esistono ancora e a questo punto, nell’era della playstation, il loro successo vale doppio. Credo siano tranquillamente marcabili come evergreen e spero che siano anche il modo per affezionare i piccoli alle collezioni e al commercio istintivo, come fecero con la mia generazione. Alzino la mano quelli degli anni 60 e 70 che non hanno imparato a collezionare, scambiare, trattare con il mazzo in mano al grido di “ce l’ho, manca”. Non solo: oggi le figurine fanno anche bene, almeno stando a quanto leggo in un  comunicato congiunto tra l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) e l’editore Pizzardi. Parte del ricavato di album “Gli amici cucciolotti” e delle relative bustine  sarà devoluta per l’acquisto di cucce per amici quadrupedi. Ben vengano quindi le figurine, magari capaci anche di educare un po’ al rispetto degli animali, più di tanti giochi che invogliano a distruggere anziché a proteggere.